libellula
29-10-2006, 14:38
in un articolo pubblicato su Vanity Fair del 19.10.2006, Luca Sofri spiega, in modo divertentissimo dalla prima all'ultima riga, come mai Sawyer è il suo personaggio preferito:
E' un elemento centrale della letteratura d'azione: il personaggio che si mette nei guai. Quello che rallenta le cose e che mette negli impicci anche gli altri. Quello che ti spazientisce, che vorresti prenderlo a schiaffi, e che ti viene da pensare "ma cosa ce lo tengono a fare "'sto disgraziato!" (nella maggior parte dei casi "'sta disgraziata!")". E invece ce lo tengono apposta, disgraziati loro. E' un elemento centrale, permette alla storia di trovare nuove svolte e non di chiudersi dopo un capitolo, una puntata, una mezz'ora. Fornisce nuove occasioni agli altri protagonisti. E mette in tensione lettori e spettatori. [...]
Quel personaggio lì, insomma, è indispensabile. Ma non per questo meno insopportabile. Prendete "Lost"[...]: tra le sue molte idee vincenti (che rendono tollerabile un'ubriachezza dell'intreccio che spesso sembra navigare a vista: di metà dei misteri aperti si perde poi ogni traccia) c'è il gran numero di personaggi con una propria storia e un'identità forte, tutti sull'isola dove da settimane sono abbandonati i sopravvissuti di un incidente aereo. Tra questi, di quelli che combinano casini o rallentano tutto ce n'è a bizzeffe, sfinenti. I coreani, per esempio: non parlatemi dei coreani. O la bella Kate, gattamortissima immortalata spesso in riprese vagamente sexy, e che serve solo a tappezzare le camere dei teenager a casa, e complicare la vita agli altri. E Shannon? Ogni volta che compare Shannon, un brivido corre lungo la schiena dei fan.
Poi ci sono i personaggi maggiori, un nocciolo duro di leader più protagonisti degli altri. Uno più fulminato dell'altro. Jack è così bravo e buono che non lo vorrebbe neanche Marzullo: un sex symbol così scontato e mollacchione che alcune comunità di appassionati su Internet lo danno per gay. Locke ha deliranti ebbrezze mistiche e la pazienza di un santo: via. Sayid sarebbe un torturatore di professione, ma è il più pio di tutti: ogni volta che scanna qualcuno, gli dispiace molto. Michael è semplicemente un po' scemo e Charlie è completamente scemo, come può esserlo solo un inglese visto dagli americani.
Rimane solo lui. Il più figo di tutti, quello con il sarcasmo assassino, il fascino del bandito, e un cuore da qualche parte, ma non si ricorda mai dove. Sawyer.
Sawyer fa delle cattiverie che non ci puoi credere. Soprattutto perché la storia fa di tutto per convincerci che sia bravo e altruista, sotto sotto. Ha apparizioni schizofreniche: un giorno salva la vita a uno sconosciuto e il giorno dopo si ruba le medicine di tutti. Di Sawyer davvero si può dire: non è cattivo, è che lo dipingono così. Ma è esattamente questo che lo rende più amabile e tosto di tutto il resto dei compagnucci. [...]
E' un elemento centrale della letteratura d'azione: il personaggio che si mette nei guai. Quello che rallenta le cose e che mette negli impicci anche gli altri. Quello che ti spazientisce, che vorresti prenderlo a schiaffi, e che ti viene da pensare "ma cosa ce lo tengono a fare "'sto disgraziato!" (nella maggior parte dei casi "'sta disgraziata!")". E invece ce lo tengono apposta, disgraziati loro. E' un elemento centrale, permette alla storia di trovare nuove svolte e non di chiudersi dopo un capitolo, una puntata, una mezz'ora. Fornisce nuove occasioni agli altri protagonisti. E mette in tensione lettori e spettatori. [...]
Quel personaggio lì, insomma, è indispensabile. Ma non per questo meno insopportabile. Prendete "Lost"[...]: tra le sue molte idee vincenti (che rendono tollerabile un'ubriachezza dell'intreccio che spesso sembra navigare a vista: di metà dei misteri aperti si perde poi ogni traccia) c'è il gran numero di personaggi con una propria storia e un'identità forte, tutti sull'isola dove da settimane sono abbandonati i sopravvissuti di un incidente aereo. Tra questi, di quelli che combinano casini o rallentano tutto ce n'è a bizzeffe, sfinenti. I coreani, per esempio: non parlatemi dei coreani. O la bella Kate, gattamortissima immortalata spesso in riprese vagamente sexy, e che serve solo a tappezzare le camere dei teenager a casa, e complicare la vita agli altri. E Shannon? Ogni volta che compare Shannon, un brivido corre lungo la schiena dei fan.
Poi ci sono i personaggi maggiori, un nocciolo duro di leader più protagonisti degli altri. Uno più fulminato dell'altro. Jack è così bravo e buono che non lo vorrebbe neanche Marzullo: un sex symbol così scontato e mollacchione che alcune comunità di appassionati su Internet lo danno per gay. Locke ha deliranti ebbrezze mistiche e la pazienza di un santo: via. Sayid sarebbe un torturatore di professione, ma è il più pio di tutti: ogni volta che scanna qualcuno, gli dispiace molto. Michael è semplicemente un po' scemo e Charlie è completamente scemo, come può esserlo solo un inglese visto dagli americani.
Rimane solo lui. Il più figo di tutti, quello con il sarcasmo assassino, il fascino del bandito, e un cuore da qualche parte, ma non si ricorda mai dove. Sawyer.
Sawyer fa delle cattiverie che non ci puoi credere. Soprattutto perché la storia fa di tutto per convincerci che sia bravo e altruista, sotto sotto. Ha apparizioni schizofreniche: un giorno salva la vita a uno sconosciuto e il giorno dopo si ruba le medicine di tutti. Di Sawyer davvero si può dire: non è cattivo, è che lo dipingono così. Ma è esattamente questo che lo rende più amabile e tosto di tutto il resto dei compagnucci. [...]