PDA

Visualizza la versione completa : Un elicottero militare per i soldi del riscatto


Principe Marco
04-11-2006, 10:24
Anche per salvare la vita di Torsello i servizi hanno dovuto pagare
"Sciacalli" e problemi tecnici gli ostacoli della trattativa

Un elicottero militare per i soldi del riscatto

Fino a sabato qualcuno chiedeva 15 mila dollari per una foto del cadavere
di un traduttore spacciato per Torsello.
Gli italiani sono buoni pagatori


di CARLO BONINI
La vita di Gabriele Torsello è stata pagata. Il lavoro del Sismi è stato negoziare faticosamente il quanto e il come, consegnare il contante, attendere nell'astanteria dell'ospedale di "Emergency" a Lashkar-Gah il segnale che l'ostaggio era libero, lì dove i suoi carcerieri avevano indicato che lo avrebbero lasciato: il ciglio polveroso di una strada in direzione di Kandahar. Trasferito da Roma a Kabul su un aereo militare, il denaro, ieri mattina, è arrivato a Lashkar-Gah in elicottero. Per altro - racconta ora chi conosce i termini e i dettagli della trattativa - lottando contro il tempo e un problema tecnico. Con un ritardo che, rispetto al piano di consegna originario, ha rischiato di far saltare tutto un'altra volta.

Esattamente come all'inizio della settimana, quando i predoni, apparentemente pronti al rilascio di Torsello, si erano sentiti dire dai funzionari del Sismi che, per un qualche problema, i soldi ancora non erano arrivati da Roma.

L'operazione di intelligence che riporta a casa l'ultimo dei nostri ostaggi ha questo canovaccio. Identico a quello che abbiamo imparato a conoscere in Iraq e, naturalmente in Afghanistan, quando il Servizio fece riguadagnare la libertà alla volontaria Clementina Cantoni (rapita il 16 maggio e rilasciata il 10 giugno 2005). Un tribunale di Kabul ha accertato che il bandito che allora menò le danze - Timor Shah - e i suoi complici si accordarono per 200 mila dollari (somma che sono stati condannati a risarcire). Un giorno, forse, se la polizia afgana dovesse venire a capo anche dei carcerieri di Torsello, conosceremo il quantum anche di questa operazione.
<!--inserto--><SCRIPT language=JavaScript><!--OAS_RICH('Middle');//--></SCRIPT><SCRIPT id=extFlashMiddle1 src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/Creatives/Manzoni/manzoni_archivio_javascript/TFSMflashobject.js" type=text/javascript></SCRIPT><SCRIPT language=JavaScript><!--// * variabili flash da modificare * //file_swfMiddle = "Absolute_180x150.swf"; // nome file swf da caricarefile_gifMiddle = "Absolute_180x150.gif"; // nome file backup gif/jpeg caricareoas_widthMiddle = 180; // larghezza immagineoas_heightMiddle = 150; // altezza immagine// * fine parte modificabile * //coordinateMiddle ="width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle;oas_swfMiddl e ="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1161359248/oas.repubblica.it/0/Manzoni/Wind_LAAdsl_NwInf_SqIn1d_30100 6//"+file_swfMiddle+"?clickTag=http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/esteri/interna/33676322/Middle/Manzoni/Wind_LAAdsl_NwInf_SqIn1d_30100 6/Absolute_180x150.html/353262633961663334353431653931 30?";oas_gifMiddle ="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1161359248/oas.repubblica.it/0/Manzoni/Wind_LAAdsl_NwInf_SqIn1d_30100 6//"+file_gifMiddle;if(!document.b ody)document.write("<html><body>");OASd = document;plug =(navigator.mimeTypes && navigator.mimeTypes["application/x-shockwave-flash"]) ? navigator.mimeTypes["application/x-shockwave-flash"].enabledPlugin : 0;if(plug){plug = parseInt(plug.description.subs tring(plug.description.indexOf (".")-1)) >= 6;}else if(navigator.userAgent && navigator.userAgent.indexOf("MSIE")>=0 &&(navigator.userAgent.indexOf("Windows 95")>=0 || navigator.userAgent.indexOf("Windows 98")>=0 || navigator.userAgent.indexOf("Windows NT")>=0)){document.write("<SCRIPT LANGUAGE=VBScript\> \n");document.write("on error resume next \n");document.write("plug =(IsObject(CreateObject(\"ShockwaveFlash.ShockwaveFlash. 6\")))\n");document.write("</SCRIPT\> \n");}if(plug){document.write("
");function loadFlashMiddle1(){ if(navigator.userAgent.indexOf ("MSIE") != -1 && navigator.userAgent.indexOf("Opera") == -1){ if (extFlashMiddle1.readyState == "complete") { FlashObject(oas_swfMiddle, "OAS_AD_Middle", coordinateMiddle, "", "clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" ,"6", "FinContentMiddle1"); extFlashMiddle1.onreadystatech ange = ""; } extFlashMiddle1.onreadystatech ange = loadFlashMiddle1; } else { FlashObject(oas_swfMiddle, "OAS_AD_Middle", coordinateMiddle, "", "clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" ,"6", "FinContentMiddle1"); }}if(document.getElementById("FinContentMiddle1")) loadFlashMiddle1();}else{OASd. write('http://www.theocseries.com/forums/'+oas_gifMiddle+' (http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/esteri/interna/33676322/Middle/Manzoni/Wind_LAAdsl_NwInf_SqIn1d_30100 6/Absolute_180x150.html/353262633961663334353431653931 30?)');}if(!document.body)docu ment.write("</body></html>");//--></SCRIPT><SCRIPT language=VBScript> on error resume next plug =(IsObject(CreateObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash. 6")))</SCRIPT><!--/inserto-->
A Bagdad, come a Kabul, gli italiani pagano. E pagano bene. Pagano per la libertà degli ostaggi, pagano per le informazioni che si suppone possano proteggere i nostri contingenti e che, in uno stesso giorno, vengono vendute a più acquirenti (americani, inglesi, italiani), abbandonandoli all'illusione di stringere preziose informazioni che trovano altrettanto preziose conferme nelle intelligence alleate. Lo sanno e non fanno alcun mistero a riferirne - off the record - i nostri ufficiali dell'esercito, lo sa la nostra polizia giudiziaria, lo sanno gli sciacalli che, non a caso, affollano regolarmente e in gran numero la scena di ogni sequestro. È successo anche con Torsello. Non più tardi di sabato scorso, per 15 mila dollari, veniva offerto a chi soltanto la volesse la foto del cadavere decapitato di un povero traduttore afgano, spacciata per il corpo del nostro fotoreporter. Ieri, a "liberazione calda" si è affacciato dallo sprofondo di Astana (Kazakhstan), l'imprenditore delle mazzette a Boris Eltsin, il kosovaro Bejet Pacolli per rivendicare a se stesso e all'"amico" Gigi Moncalvo che gli avrebbe fatto da ponte con Roma, misteriose telefonate da Kabul dell'ultima ora, altrettante telefonate al Sismi e fumosi favori di cui, va da sé, dovrà sdebitarsi per conto degli italiani ("Praticamente mi hanno offerto l'ostaggio per un favore che io dovrò fare in futuro. Non so quale, ma so che non si tratta di soldi").

Dall'inizio di questa storia, dunque, il problema del Sismi e del Governo è stato uno solo. Sfilarsi dall'abbraccio di qualche avventuriero, sottrarsi agli sciacalli. Pagare una volta sola. Vale a dire, pagare le persone giuste. Il generale Pollari ha preteso e ottenuto da Palazzo Chigi di essere il solo attore sulla scena. Ha tirato fuori dalla naftalina gli uomini della Divisione Operazioni Internazionali, il reparto guidato da Nicolò Calipari fino al giorno della sua morte, l'unico, al momento, in condizioni operative, non travolto dalla vicenda Abu Omar. E li ha spediti a Kabul di gran carriera, dove pure il Servizio ha un "centro" che già conta dieci uomini in pianta stabile.

Riferisce una qualificata fonte politica del ministero della difesa che gli agenti arrivati da Roma "si siano mossi molto bene, coltivando le giuste fonti, conducendo una trattativa non semplice, senza lasciarsi confondere". È un fatto che, dieci giorni fa - come racconta una qualificata fonte della Farnesina - al ministro degli esteri Massimo D'Alema sia stato riferito che per riportare a casa Torsello vivo in Afghanistan esisteva un solo canale. Aperto dall'ospedale di "Emergency" a Lashkar-Gah. Dal giorno del sequestro, in quel nosocomio dove vengono ricostruiti arti ai mutilati di guerra, a donne, bambini, anziani, i carcerieri di Torsello non hanno mai smesso di telefonare. Non due, non tre volte - come per proteggere l'ostaggio è stato riferito durante le tre settimane della prigionia - ma almeno ogni 48 ore. Al punto che quando dieci giorni fa, con senso di responsabilità, "Emergency" ha chiesto alla Farnesina se dovesse o meno continuare a stringere quel filo è stato risposto di non mollarlo. "È l'unico che abbiamo", avrebbe detto D'Alema. Il Sismi ha dovuto fare il resto.

Non poteva essere diversamente. La nostra intelligence, come il nostro contingente alpino di stanza a Kabul, è un cieco armato fino ai denti. Che per muovere anche soltanto un passo fuori dalle caserme ha bisogno del nullaosta di qualche signore della guerra, di un capotribù, di un pugno di banconote consegnate a chi il territorio lo conosce e dal territorio è accettato. Che evita con attenzione di affiancare nelle operazioni di pattugliamento colonne militari americane. Che ha quali suoi unici interlocutori "istituzionali" una polizia locale spesso corrotta e politicamente instabile (non più tardi di qualche settimana fa ha manifestato pubblicamente nelle strade di Kabul contro Karzai) e un servizio segreto (il National Directorate of Security) delle cui mosse è impossibile anche soltanto immaginare lo scopo. Lo raccontano i numeri di un recentissimo rapporto di fonte militare italiana sulla situazione della sicurezza a Kabul.

Dal 1 gennaio al 4 ottobre di quest'anno, nella sola capitale, tra le arterie "Violet" a nord (uno dei principali assi di scorrimento lungo cui affacciano i compound del nostro contingente e di quelli alleati) e "Indigo" a sud, si sono contati 84 attacchi. 21 con granate anticarro; 7 con autobomba; 7 per mano di kamikaze; 15 con esplosivi stradali improvvisati; 8 con automobili imbottite di esplosivo e guidate da martiri di nazionalità non afgana; 26 con esplosivi radio comandati. La qualità e la frequenza degli attacchi è cresciuta esponenzialmente con i mesi e, "per la prima volta da quando siamo a Kabul - osserva una fonte militare - abbiamo la percezione che quest'anno neppure l'inverno, che qui tradizionalmente segna una pausa della guerriglia, ci darà una breve tregua".

<!-- do nothing -->
<!-- do nothing --><!-- fine TESTO -->
(<!-- inizio DATA -->4 novembre 2006<!-- fine DATA -->)




A sto punto un paio di kalashnikov erano uguali.
Contento per lui che sia salvo.
Però cazzo. Dover dare un elicottero a sti scalmanati.
Cioè. E' come un suicidio.
Chissà in che modo intelligente lo useranno.

AlessandroOC
04-11-2006, 16:14
ma perchè bisogna sempre pagare per sti dementi che vanno in paesi sconsigliati dal Ministero degli Esteri?
se ci vanno e vengono rapiti paghino con i soldi propri!