Principe Marco
08-11-2006, 11:18
I risultati, ancora parziali, delle elezioni di medio termine
Decisivo il voto di Montana e Virginia, dove ci sono già polemiche
Democratici, netta vittoria alla Camera, ma al Senato è lotta all'ultimo voto
Trionfa Hillary Clinton a New York, Schwarzegger confermato governatore
La Casa Bianca rinosce la sconfitta: "E ora lavoriamo insieme"
WASHINGTON - Vittoria democratica alla Camera dei Rappresentanti, testa a testa in Senato, con due Stati ancora in bilico - il Montana e la Virginia - a fare da ago della bilancia. Sono questi i risultati, ancora parziali, delle elezioni di medio termine. Che hanno portato anche alla netta affermazione di Hilary Clinton a New York, e del governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger in California.
Camera dei Rappresentanti. Il risultato definitivo non c'è ancora, ma è già ufficiale che la vittoria è democratica. Su un totale di 435 seggi da assegnare, infatti, finora 193 sono repubblicani (meno 27 rispetto a prima), e ben 227 dei loro avversari. "Questa è una grande vittoria per il popolo americano, che ha votato per dare una nuova direzione" ha detto Nancy Pelosi, destinata a diventare la prima donna speaker della Camera. Aggiungendo che adesso gli Stati Uniti dovranno rivedere la loro strategia in Iraq.
La Casa Bianca ammette la sconfitta. La presidenza ha rinoscosciuto la sconfitta certa alla Camera e - attraverso il portavoce Tony Snow - ha ammesso che questi risultati, con il Senato ancora in bilico, "non sono quelli che speravamo". E ha aggiunto: "Siamo impazienti di lavorare con i leader democratici sulle principali questioni in agenda, incluse la vittoria in Iraq e una più ampia lotta al terrore, e mantenere l'economia in crescita''.
Senato. Battaglia all'ultimo voto, per decidere chi avrà la maggioranza. I democratici hanno già strappato agli avversari quattro seggi ex repubblicani: Pennsylvania, Rhode Island, Ohio e Missouri. In altri due, decisivi - Montana e Virginia - la situazione è ancora incerta. In caso di parità la maggioranza andrebbe comunque ai repubblicani, perché è previsto il voto del vicepresidente Dick Cheney (che è anche presidente del Senato).
Il caso Virginia. Lo stato rischia di diventare la Florida del 2006. "I voti ci sono, e noi abbiamo vinto" ha dichiarato il democratico Jim Webb, proclamandosi vincitore sul senatore in carica George Allen, sulla base di un vantaggio di 3 mila voti, e con il 99 per cento dei seggi scrutinati. Ma l'avversario on ha voluto riconoscere la sconfitta, sottolineando che "il conteggio andrà avanti tutta la notte, sembra che in ogni momento arrivi una nuova e-mail con altri voti da contare". E non ha escluso la possibilità che si possa arrivare ad un riconteggio, come in effetti è successo sei anni fa per la sua elezione quando alla fine vinse per 18 voti.
I governatori. Se ne dovevano eleggere 36. E visto che i democratci hanno strappato ai repubblicani la carica in sei stati, per la prima volta dal 1994 diventano maggioranza. Una posizione che li mette in una condizione di netto vantaggio, quando tra due anni si voterà per le presidenziali.
Effetto Hillary. La moglie di Bill Clinton ce l'ha fatta: forte di una vittoria a valanga, col 70 per cento dei voti contro il 27 per cento del rivale John Spencer, l'ex First Lady ha superato il test elettorale 2006, confermandosi per un secondo mandato senatore dello Stato di New York. Con il marito Bill Clinton al fianco, Hillary ha ringraziato New York e i suoi elettori, all'Hotel Sheraton di Manhattan, per esser stati al suo fianco e aver votato "per cambiare le cose" in America.
"I tempi sono maturi per il cambiamento, per risolvere i problemi di New York e dell'America. Sono pronti per un nuovo inizio", ha detto l'ex First Lady. Pensando, probabilmente, alla sua candidatura alla Casa Bianca.
Effetto Schwarzy. "Adoro i sequel". Ha risposto così Arnold Schwarzenegger a chi gli ha chiesto di commentare la sua rielezione, con una maggioranza schiacciante, a governatore della California. Con oltre il 58% dei voti. Il suo avversario, il democratico Phil Angelides, ha immediatamente riconosciuto la propria sconfitta, e avrebbe ottenuto circa il 36 per cento dei voti.
DAI HILARY.
CHE LA PROSSIMA SEI TU.
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/elezioni-usa-i-volti/reuters91797900811100426_big.j pg
Decisivo il voto di Montana e Virginia, dove ci sono già polemiche
Democratici, netta vittoria alla Camera, ma al Senato è lotta all'ultimo voto
Trionfa Hillary Clinton a New York, Schwarzegger confermato governatore
La Casa Bianca rinosce la sconfitta: "E ora lavoriamo insieme"
WASHINGTON - Vittoria democratica alla Camera dei Rappresentanti, testa a testa in Senato, con due Stati ancora in bilico - il Montana e la Virginia - a fare da ago della bilancia. Sono questi i risultati, ancora parziali, delle elezioni di medio termine. Che hanno portato anche alla netta affermazione di Hilary Clinton a New York, e del governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger in California.
Camera dei Rappresentanti. Il risultato definitivo non c'è ancora, ma è già ufficiale che la vittoria è democratica. Su un totale di 435 seggi da assegnare, infatti, finora 193 sono repubblicani (meno 27 rispetto a prima), e ben 227 dei loro avversari. "Questa è una grande vittoria per il popolo americano, che ha votato per dare una nuova direzione" ha detto Nancy Pelosi, destinata a diventare la prima donna speaker della Camera. Aggiungendo che adesso gli Stati Uniti dovranno rivedere la loro strategia in Iraq.
La Casa Bianca ammette la sconfitta. La presidenza ha rinoscosciuto la sconfitta certa alla Camera e - attraverso il portavoce Tony Snow - ha ammesso che questi risultati, con il Senato ancora in bilico, "non sono quelli che speravamo". E ha aggiunto: "Siamo impazienti di lavorare con i leader democratici sulle principali questioni in agenda, incluse la vittoria in Iraq e una più ampia lotta al terrore, e mantenere l'economia in crescita''.
Senato. Battaglia all'ultimo voto, per decidere chi avrà la maggioranza. I democratici hanno già strappato agli avversari quattro seggi ex repubblicani: Pennsylvania, Rhode Island, Ohio e Missouri. In altri due, decisivi - Montana e Virginia - la situazione è ancora incerta. In caso di parità la maggioranza andrebbe comunque ai repubblicani, perché è previsto il voto del vicepresidente Dick Cheney (che è anche presidente del Senato).
Il caso Virginia. Lo stato rischia di diventare la Florida del 2006. "I voti ci sono, e noi abbiamo vinto" ha dichiarato il democratico Jim Webb, proclamandosi vincitore sul senatore in carica George Allen, sulla base di un vantaggio di 3 mila voti, e con il 99 per cento dei seggi scrutinati. Ma l'avversario on ha voluto riconoscere la sconfitta, sottolineando che "il conteggio andrà avanti tutta la notte, sembra che in ogni momento arrivi una nuova e-mail con altri voti da contare". E non ha escluso la possibilità che si possa arrivare ad un riconteggio, come in effetti è successo sei anni fa per la sua elezione quando alla fine vinse per 18 voti.
I governatori. Se ne dovevano eleggere 36. E visto che i democratci hanno strappato ai repubblicani la carica in sei stati, per la prima volta dal 1994 diventano maggioranza. Una posizione che li mette in una condizione di netto vantaggio, quando tra due anni si voterà per le presidenziali.
Effetto Hillary. La moglie di Bill Clinton ce l'ha fatta: forte di una vittoria a valanga, col 70 per cento dei voti contro il 27 per cento del rivale John Spencer, l'ex First Lady ha superato il test elettorale 2006, confermandosi per un secondo mandato senatore dello Stato di New York. Con il marito Bill Clinton al fianco, Hillary ha ringraziato New York e i suoi elettori, all'Hotel Sheraton di Manhattan, per esser stati al suo fianco e aver votato "per cambiare le cose" in America.
"I tempi sono maturi per il cambiamento, per risolvere i problemi di New York e dell'America. Sono pronti per un nuovo inizio", ha detto l'ex First Lady. Pensando, probabilmente, alla sua candidatura alla Casa Bianca.
Effetto Schwarzy. "Adoro i sequel". Ha risposto così Arnold Schwarzenegger a chi gli ha chiesto di commentare la sua rielezione, con una maggioranza schiacciante, a governatore della California. Con oltre il 58% dei voti. Il suo avversario, il democratico Phil Angelides, ha immediatamente riconosciuto la propria sconfitta, e avrebbe ottenuto circa il 36 per cento dei voti.
DAI HILARY.
CHE LA PROSSIMA SEI TU.
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/elezioni-usa-i-volti/reuters91797900811100426_big.j pg