Principe Marco
25-11-2006, 11:38
100 anni di Storia.
Una storia esaltante, commovente, struggente, epica e drammatica.
E, come tutte le storie, per partire ha bisogno di una data.
Ma per arrivare a quella data passano quasi 10 anni.
A Torino il gioco del calcio arriva sul finire dell'Ottocento, portato dall'iniziativa di industriali svizzeri ed inglesi. Già nel 1891 nel capoluogo Piemontese la compagine calcistica dell'Internazionale Torino, presieduta dal Duca degli Abruzzi, svolge la sua attività.
Nel 1894 in città le squadre divennero due, con la fondazione del Football Club Torinese.
Poi arrivò una gelida sera, come quasi tutte le sere invernali di Torino.
Birreria Voigt.
Via Pietro Micca.
La data è il 3 Dicembre.
3 Dicembre 1906.
Si riunirono ventitrè signori in bombetta, capeggiati da Alfredo Dick, che non vollero seguire i borghesi della Juventus.
Nacque così l'F.C. Torino.
Fu eletto come primo presidente Hans Schönbrod.
La nuova società cambia i colori sociali in granata; sui motivi della scelta si narrano varie versioni.
Quella attendibile è la versione secondo cui, in onore del Duca degli Abruzzi presidente onorario, in luogo dei colori arancio-nero a strisce verticali delle divise dell'Internazionale, i colori degli Asburgo nemici storici della Casa regnante.
Fu scelto il colore della Brigata Savoia, che esattamente duecento anni prima, dopo la vittoriosa liberazione di Torino assediata dai francesi, aveva adottato un fazzoletto color del sangue in onore del messaggero caduto per portare la notizia della vittoria.
Un colore che segnerà la Forza e la Passione di questa squadra.
L'esordio due settimane dopo: 16 Dicembre. Contro la Pro Vercelli.
3 a 1 per i granata, è il risultato finale.
Un mese dopo (il 13 gennaio 1907) ci fu il primo derby. Il Toro si impose per 2-1, per poi replicarsi 30 giorni dopo per 4-1.
Si arriva al 17 Ottobre 1926. Nasce il Filadelfia. Nasce la Leggenda Granata.
In quel campo il Toro non sa cosa significa perdere.
Ci giocherà fino al 1958.
Conquistando 7 scudetti (uno ingiustamente revocato) e due Coppe Italia.
Su quel campo giocò il Grande Torino: gli Invincibili.
Bacigalupo, Ossola, Mazzola, Gabetto, i fratelli Ballarin, Castigliano, Schubert, Loik, Menti, Fadini, Bongiorni, Operto, Martelli, Grava, Rigamonti.
Impossibile dimenticarli. Impossibile dimenticare le loro gesta, le loro vittorie.
Dal 1958 il Torino si spostò al Comunale.
Il Filadelfia rimase come campo d'allenamento.
Lì si potevano vedere i "nostri" campioni allenarsi. Si potevano vedere nuove stelle nascere (e tante ne nasceranno da quel campo).
Dal '58 i Granata conquisteranno solo uno Scudetto nel '76 e altre 2 Coppe Italia.
Grazie al mitico Toro del Presidente Pianelli, di Capitan Ferrini, di Puliciclone, di Ciccio Graziani e del Poeta Claudio Sala.
Poi il nulla.
Qualche alto e basso. Il Delle Alpi.
L'alto raggiunto agli inizi del '90 con Borsano: la finale di Coppa Uefa, la Coppa Italia, la cavalcata in Coppa Coppe conclusasi contro l'Arsenal e un colpo di testa di Adams.
Il basso raggiunto con il susseguirsi di presidenti con le pezze al culo (Calleri, Goveani o il trio dei genovesi capeggiati da Vidulich).
O patron che tifano gobba e speculano sul Toro (Cimminelli merda) e lo fan fallire.
Era buio, buio pesto.
In quelle giornate caldissime e soleggiate d'Agosto.
Giornate passate davanti al Municipio a urlar e a farci sentire.
Perchè il Toro SIAMO NOI e nessuno può ucciderlo.
Arriva il Lodo Petrucci.
Arriva Giovannone.
Arrivano gli Ultras. Arriva la LUCE.
Si arriva al 9 Agosto 2005.
Un imprenditore semi sconosciuto alla gente. Si dice sia stato braccio destro di Berlusconi alla Fininvest.
Poi lo mandò a cagare per costruirsi un'azienda tutta sua.
Quest'uomo è Urbano Cairo.
Il Presidente. Quello che tutti sognavamo.
Ma il resto è noia. Anzi. E' rock.
L'importante è che siamo VIVI. Più che mai.
GRAZIE PRESIDENTE.
GRAZIE PER FARCI FESTEGGIARE QUESTO CENTENARIO.
GRAZIE DI TUTTO.
Poche righe di Storia.
Ma nel mezzo: Gloria, Passione, Fede e Leggenda.
BUON COMPLEANNO TORO!
http://xs309.xs.to/xs309/06476/invito.JPG
Una storia esaltante, commovente, struggente, epica e drammatica.
E, come tutte le storie, per partire ha bisogno di una data.
Ma per arrivare a quella data passano quasi 10 anni.
A Torino il gioco del calcio arriva sul finire dell'Ottocento, portato dall'iniziativa di industriali svizzeri ed inglesi. Già nel 1891 nel capoluogo Piemontese la compagine calcistica dell'Internazionale Torino, presieduta dal Duca degli Abruzzi, svolge la sua attività.
Nel 1894 in città le squadre divennero due, con la fondazione del Football Club Torinese.
Poi arrivò una gelida sera, come quasi tutte le sere invernali di Torino.
Birreria Voigt.
Via Pietro Micca.
La data è il 3 Dicembre.
3 Dicembre 1906.
Si riunirono ventitrè signori in bombetta, capeggiati da Alfredo Dick, che non vollero seguire i borghesi della Juventus.
Nacque così l'F.C. Torino.
Fu eletto come primo presidente Hans Schönbrod.
La nuova società cambia i colori sociali in granata; sui motivi della scelta si narrano varie versioni.
Quella attendibile è la versione secondo cui, in onore del Duca degli Abruzzi presidente onorario, in luogo dei colori arancio-nero a strisce verticali delle divise dell'Internazionale, i colori degli Asburgo nemici storici della Casa regnante.
Fu scelto il colore della Brigata Savoia, che esattamente duecento anni prima, dopo la vittoriosa liberazione di Torino assediata dai francesi, aveva adottato un fazzoletto color del sangue in onore del messaggero caduto per portare la notizia della vittoria.
Un colore che segnerà la Forza e la Passione di questa squadra.
L'esordio due settimane dopo: 16 Dicembre. Contro la Pro Vercelli.
3 a 1 per i granata, è il risultato finale.
Un mese dopo (il 13 gennaio 1907) ci fu il primo derby. Il Toro si impose per 2-1, per poi replicarsi 30 giorni dopo per 4-1.
Si arriva al 17 Ottobre 1926. Nasce il Filadelfia. Nasce la Leggenda Granata.
In quel campo il Toro non sa cosa significa perdere.
Ci giocherà fino al 1958.
Conquistando 7 scudetti (uno ingiustamente revocato) e due Coppe Italia.
Su quel campo giocò il Grande Torino: gli Invincibili.
Bacigalupo, Ossola, Mazzola, Gabetto, i fratelli Ballarin, Castigliano, Schubert, Loik, Menti, Fadini, Bongiorni, Operto, Martelli, Grava, Rigamonti.
Impossibile dimenticarli. Impossibile dimenticare le loro gesta, le loro vittorie.
Dal 1958 il Torino si spostò al Comunale.
Il Filadelfia rimase come campo d'allenamento.
Lì si potevano vedere i "nostri" campioni allenarsi. Si potevano vedere nuove stelle nascere (e tante ne nasceranno da quel campo).
Dal '58 i Granata conquisteranno solo uno Scudetto nel '76 e altre 2 Coppe Italia.
Grazie al mitico Toro del Presidente Pianelli, di Capitan Ferrini, di Puliciclone, di Ciccio Graziani e del Poeta Claudio Sala.
Poi il nulla.
Qualche alto e basso. Il Delle Alpi.
L'alto raggiunto agli inizi del '90 con Borsano: la finale di Coppa Uefa, la Coppa Italia, la cavalcata in Coppa Coppe conclusasi contro l'Arsenal e un colpo di testa di Adams.
Il basso raggiunto con il susseguirsi di presidenti con le pezze al culo (Calleri, Goveani o il trio dei genovesi capeggiati da Vidulich).
O patron che tifano gobba e speculano sul Toro (Cimminelli merda) e lo fan fallire.
Era buio, buio pesto.
In quelle giornate caldissime e soleggiate d'Agosto.
Giornate passate davanti al Municipio a urlar e a farci sentire.
Perchè il Toro SIAMO NOI e nessuno può ucciderlo.
Arriva il Lodo Petrucci.
Arriva Giovannone.
Arrivano gli Ultras. Arriva la LUCE.
Si arriva al 9 Agosto 2005.
Un imprenditore semi sconosciuto alla gente. Si dice sia stato braccio destro di Berlusconi alla Fininvest.
Poi lo mandò a cagare per costruirsi un'azienda tutta sua.
Quest'uomo è Urbano Cairo.
Il Presidente. Quello che tutti sognavamo.
Ma il resto è noia. Anzi. E' rock.
L'importante è che siamo VIVI. Più che mai.
GRAZIE PRESIDENTE.
GRAZIE PER FARCI FESTEGGIARE QUESTO CENTENARIO.
GRAZIE DI TUTTO.
Poche righe di Storia.
Ma nel mezzo: Gloria, Passione, Fede e Leggenda.
BUON COMPLEANNO TORO!
http://xs309.xs.to/xs309/06476/invito.JPG