PDA

Visualizza la versione completa : uccelli di rovo


libellula
01-12-2006, 11:03
Qualche giorno fa, giovedì scorso per la precisione, quando mia madre ha citato Padre Ralph in una conversazione (si parlava di Fiorello e Padre Georg, niente di meno che…), di Uccelli di Rovo io ricordavo solo che lo avevo letto ai tempi del ginnasio (ovvero secoli fa, per la cronaca) e che mi aveva appassionata al punto da divorarlo, anche facendo le ore piccole, nonostante le quasi 600 pagine scritte a caratteri minuscoli.
<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>
Così ho deciso di cercarlo, spolverarlo ed aprirlo nuovamente.
<o:p></o:p>
Il risultato è stato il medesimo: ci ho fatto le ore piccole sopra ed anche stavolta l’ho divorato nel giro di pochissimi giorni.
<o:p></o:p>
Padre Ralph… che dire di lui, se non che lo amo? È appassionato, ambizioso, contrastato. È un calcolatore passionale, ed è questo che implica la contraddizione. Che a volte sfocia in un’odiosa e snervante assennatezza. Ma anche questo amo di lui. È uno dei personaggi più complessi e sfaccettati della letteratura (sebbene siano molto diversi e sotto molti punti di vista, ai suoi livelli mi viene in mente solo Heatcliff… credo che il prossimo libro che rispolvererò sarà proprio Cime Tempestose, difatti… letto nello stesso periodo – ah i miei 14/15 anni…! – e con la stessa passione… magari però prima aspetto di essermi tolta di mezzo la tesi e i due esami pesi che mi mancano…), e ciò lo rende terribilmente ed indiscutibilmente affascinante.
<o:p></o:p>
Meggie. Meggie tutto sommato è un bel personaggio. A volte la amo di un amore incondizionato, per il suo essere così imperturbabile e fiera (quasi come sua madre Fee). Altre volte la prenderei a randellate, quando diventa odiosamente ed inutilmente “perfettina”, o eccessivamente ingenua di un’ingenuità che però non le appartiene.
<o:p></o:p>
E poi ci sono i personaggi “secondari”, che però secondari non sono. Difatti, come purtroppo accade raramente nei racconti (sia letterari che cinematografici) nonostante il gran numero di personaggi, nessuno di loro è “piatto” o “semplicistico”, bensì tutti, dal primo all’ultimo sono perfettamente articolati.
In ordine cronologico, più o meno:
<o:p></o:p>
Fee, in primo luogo. Fee è meravigliosa. L’ammiro dell’ammirazione più vera e sincera che si possa provare. Forte ed imperturbabile, ma non per questo priva di passioni. Lei sa nascondere tutto ciò che sfiora il suo animo, e questa caparbietà, per me, le fa solo onore. Apre bocca solo se necessario, e quando la apre lascia il segno, ma mai in modo poco signorile. Lei difatti è una vera signora. Oh, se stimo quella donna.
<o:p></o:p>
Mary Carson, diabolicamente perfetta. Sardonica, direi. L’adoro.
<o:p></o:p>
Paddy. È un brav’uomo. Nel senso più letterale del termine. È un buono. Di quelli più veri. Perché lui la sua bontà non la ostenta, la subisce. Mi fa tenerezza.<o:p></o:p>
<o:p></o:p>
Frank. Frank lo odio. Mi sta proprio sui nervi quel nanerottolo gonfiato. Forse perché mi ricorda - anche fisicamente, ahi lui - un mio ex amico d’infanzia, tanto tronfio e spaccone quanto lui. E altrettanto ottuso, nonostante paventi l’aria di chi si sente il più furbo del mondo. Uno che non ha capito che nella vita scendere a compromessi non è vergogna. Caprone.
<o:p></o:p>
Luke O’Neill. Luke mi piace, nonostante tutto. Mi fa quasi tenerezza. Tutto sommato non è cattivo, è solamente “inesperto” di vita, nonostante ostenti il contrario. Troppo inesperto per riuscire a sostenere la sua enorme ambizione e superbia. Una sorta di “Mary Carson mancato”, ambizioso forse quanto lei, ma privo di senso pratico o di passione reale per la sua stessa ambizione. Un “io-io-io” talmente preso dalle sue manie di grandezza e talmente circondato da specchi di legno, al punto di essere incapace di rendersi conto sia dei suoi limiti, sia della sua piccolezza. Vorrei ma non posso. Sono sinceramente dispiaciuta per lui.
<o:p></o:p>
Cardinale Contini-Verchese. Mi piace. Ha un non so che di barocco e voluttuoso: affascinante. Astuto e scaltro quanto basta. E poi, lussurioso. Magari non carnalmente, ma basta osservare la cura che ha per le sue gatte per coglierne l’aspetto godurioso. Decisamente sì, mi piace.
<o:p></o:p>
Justine. Justine la amo. Lei sì che è una donna vera. Altro che le miriadi di Giuliette affannate e costernate con cui la letteratura ha riempito pagine e pagine di lamenti e piagnistei. Velenosa, anzi velenosissima, dalla lingua affilata quanto una lama, ma non malvagia come magari potrebbe esserlo una Mary Carson. Tagliente, ma mai a sproposito. Sempre isolata dagli altri, come se fosse un gradino più su, ma mai per questo saccente. Disincantata e realista, ma non per questo non ambiziosa. È di gran lunga la mia preferita, quella in cui più mi identifico, quella a cui più vorrei somigliare… Peccato che a volte sia eccessivamente caustica persino con se stessa. Forse un po’ troppo femminista per i miei gusti – dato che io sono piuttosto maschilista per essere nata in gonnella – ma, date le circostanze ed il contesto storico, glielo si può concedere senza che ciò intacchi minimamente il suo ruolo di “mia preferita”.
<o:p></o:p>
Dane. Mi fa venire proprio sonno quell’uomo lì. Una sottospecie di San Francesco dei poveri, ci manca solo che si metta a parlare con gli uccellini e con il lupo di Gubbio ed è fatta. Ingenuo all’inverosimile e fastidiosamente bello – da’ fastidio la bellezza in un uomo così … eccessivamente pio! Una sorta di donna angelicata al maschile. E se la donna angelicata non l’ho mai potuta sopportare, figuriamoci l’uomo angelicato.
<o:p></o:p>
Rainer. Se un uomo come lui esiste, allora ditemi dove si trova perché io voglio decisamente sposarlo. Accondiscente e paziente, ma senza mai essere né apparire uomo zerbino. Pacato, e diplomatico, ma capace di tener testa a chiunque se necessario. Risoluto e tenace ed abbastanza in pace con se stesso – o almeno questo traspare – da potersi prendere cura di Justine. Senza che lei debba sentirsi in debito, senza che lei se ne accorga. Un gentleman perfetto. Anzi, no, è l’uomo perfetto. Ovvio che non esista.

Dok
02-12-2006, 10:06
azz, che trattato... Mai letto il libro... in realtà leggo molto molto meno di quanto vorrei... :D:D

libellula
02-12-2006, 15:32
bhè, allora leggilo che aspetti? dopo aver letto sto papiro che ho postato dovresti essere quantomeno incuriosito, no?