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-ELY-
12-01-2007, 10:46
L’attore dietro al Dr. Gregory House non è in realtà il più eccentrico misantropo in America, ne interpreta semplicemente uno in TV

Domanda 1
Playboy : La stampa ha messo molto in rilievo che lei, un attore inglese, abbia reso così bene un accento americano nella serie medica “House”. Rovesciamo le carte: lei, quali esecrabili e penosamente comici tentativi di imitare l’accento inglese ricorda?

Laurie : Suppongo che in cima all’elenco di ogni Inglese ci sia Dick Van Dyke in “Mary Poppins”. Quello avrebbe dovuto venire considerato un vero e proprio atto di guerra. Credo ogni Inglese abbia presunto che l’unica giustificazione per assumere una persona così inadatta ad interpretare uno spazzacamino cockney fosse che poteva ballare come un soffio di vento. E certamente era così; la sequenza degli spazzacamini è magnifica. Anni dopo, ho saputo che Van Dyke non aveva mai danzato prima di quel film. Naturalmente, Audrey Hepburn è un caso a parte in “My Fair Lady”, dato che tutta la storia riguarda le sfumature della lingua e del dialetto, così come, fino a un certo punto, è una satira dello snobismo inglese. Ma lascerò perdere. Penso siano tutti nobili tentativi. Il mio atteggiamento è cambiato considerevolmente, adesso che io stesso mi trovo in quella posizione.

D2
Playboy : Il Dr. Gregory House, il personaggio che lei interpreta, è probabilmente il più sarcastico e antisociale bisbetico al momento in TV. E’ un eroe?

Laurie : House è una figura alquanto eroica. E’ un uomo in cerca di un qualche genere di verità, che sia scientifica o psicologica o di qualsiasi altro genere. Ed è pronto a rinunciare a molte cose, a fare sacrifici per arrivarci. E non ha neanche degli amici, perché si è votato alla scoperta e divulgazione della verità. Suppongo che questa sia più o meno la definizione di un eroe.

D 3
Playboy : Come sarebbe accolto il Dr. House in Inghilterra?

House non funzionerebbe, trapiantato in Inghilterra. Non credo che agli scrittori inglesi piacciano gli eroi, al di fuori della letteratura per l’infanzia. Harry Potter è un eroe, ma non riesco a pensare ad un altro eroe nel romanzo popolare inglese dai tempi di James Bond. La mia personale teoria è che la motivazione primaria degli scrittori inglesi sia la vendetta. Si prendono la rivincita sul bullo della scuola, o sull’insegnante che non li ha capiti, o sulla prima ragazza che non ha voluto ballare con loro. Non credo che altrettanto sia vero per gli scrittori americani. Questi scrivono si persone che a loro piacciono ed ammirano, e magari perfino vorrebbero essere. Scrivono una versione perfetta di se stessi.

D 4
[I]Playboy : House viene descritto come il sex symbol per la donna intellettuale. Ma davvero, perché mai qualcuno dovrebbe voler andare a letto con quel tipo, o trascorrere del tempo con lui in seguito? Può un uomo danneggiato essere riparato?

Laurie : Questa è una domanda interessante, ma non è lo stesso che chiedere se un uomo danneggiato possa essere riparato dal fatto che le donne facciano del sesso con lui. Ripetutamente. Perché dovrebbero fare un passo del genere? Non ci arrivo io stesso. Io credo che quel personaggio sia divertente. House ha delle battute di prim’ordine, e suppongo comunichino l’idea che potrebbe essere divertente per passarci del tempo – ammesso che tu non sia il bersaglio dei suoi attacchi.

D 5
Playboy : House zoppica in modo pronunciato. Sul set, le capita mai di zoppicare con l’altra gamba solo per far ammattire gli addetti alla continuità?

Laurie : Effettivamente, ogni tanto zoppico con l’altra gamba, ma non è per mettere nei guai gli addetti alla continuità. E’ per preservare un qualche genere di simmetria pelvica, cosa che è al numero uno sulla mia lista degli obiettivi nella vita. Se passo 15 ore al giorno a buttarmi da una parte, penso di dover ristabilire l’equilibrio. Il mio collega Stephen Fry, laggiù in Inghilterra, si è offerto volontario per venire nella serie. Ha detto: “Non ho idee sul personaggio, ma se zoppicassi da due parti?” Ho pensato che potrebbe essere un’aggiunta interessante.

D 6
Playboy : Lei è venuto in America senza sapere se “House” sarebbe stato un successo o un flop. Aveva fatto dei piani alternativi? Si è sentito in trappola?

Laurie : In un certo senso, mi sentivo in ostaggio alla sorte. Non che mi stia lamentando. Volevo interpretare quella parte. Ma per la verità non credevo che la serie sarebbe stata un simile successo. Okay, pensavo che avrebbe fallito. Non perché fosse brutta. Ero convinto che fosse buona, ma ci sono cose buone in abbondanza che semplicemente avvizziscono sul tralcio. Ho pensato che avrei avuto tre piacevoli e interessanti settimane nel filmare a Toronto, e forse avrei finito con un nastro di un’ora che avrei potuto mostrare ai miei amici e del quale essere fiero. Però non immaginavo assolutamente che ora, soltanto 18 mesi dopo, potessimo star facendo il nostro trentaduesimo episodio. Inconcepibile. In vita mia, non avevo mai fatto progetti così a lunga scadenza. Io lavoro per un massimo di trentasei ore. Di quel che può succedere dopo, non ho idea. Se qualcuno mi dice: “Magari ci vediamo la settimana prossima”, beh, posso acconsentire a qualsiasi cosa, se è la settimana prossima. Volare a Kathmandu? Sì, senz’altro. Mettimi in lista. Ci sarò.

D 7
Playboy : Perché ci sono delle convulsioni in ogni episodio? Che cosa dà le convulsioni a lei?

Laurie : Le convulsioni sono scenografiche, mentre gli infarti sono assassini silenziosi e letali che semplicemente risultano, beh, fondamentalmente in nulla. Sono favorevole alle convulsioni. Troppa cortesia mi dà le convulsioni. Io penso di essere una persona ragionevolmente cortese. Dico per favore e grazie; cerco di arrivae in orario e vestire in modo appropriato all’occasione – sa, i fondamentali. Ma troppa educazione mi rende nervoso – cortesia oppressiva, gente che scatta in piedi ogni volta che entra qualcuno, gente che si scusa eccessivamente. Comincio ad agitarmi.

D 8Playboy : A casa, in Inghilterra, lei godeva del servizio sanitario sostenuto dal governo. Il Dr. House potrebbe lavorare per il National Health Service?

Laurie : Questo è un problema. Credo di no. Lo show sarebbe troppo differente. Nessuna serie riguardante il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe essere confinata al trattamento del caso di un singolo paziente: dovrebbe riguardare la crisi del servizio sanitario stesso. Il National Health Service, penso, è il più grande datore di lavoro in Gran Bretagna. Potrebbe essere uno dei più grandi datori di lavoro nel mondo. Eppure, continua a somigliare ad una nave che affonda o un edificio in fiamme. Per cui, chiunque tratti quel soggetto ne deve trattare la crisi: non ci sono abbastanza soldi e non abbastanza letti, e come potremmo fare a trattare questo [tema]? Questo, naturalmente, accade molto prima della ricezione del paziente. In effetti, tutta la serie dovrebbe essere incentrata non su come si arriva al paziente, ma su come non si riesce a raggiungere il paziente. In ogni episodio il paziente muore in corridoio. Non riesce mai ad arrivare in una camera. “Non possiamo permetterci una camera, dannazione! Le abbiamo esaurite.”

D 9
Playboy : Le piacerebbe aver comprato azioni delle compagnie che fabbricano guanti di gomma?

Laurie : Mi fanno davvero irritare le persone che semplicemente buttano via senza necessità i guanti di comma dopo ogni ripresa. Abbiamo venti persone in una ripresa, che eseguono una procedura chirurgica, e per il momento in cui abbiamo finito a girare la scena, avremo sprecato un 200 paia di guanti di gomma. Lo trovo irritante, per cui cerco di riciclarli sul set. Tirarli via è facilissimo. Infilarli in meno di venti minuti è davvero complicato. Il modo per farcela, dato che tendono a venir fuori a rovescio, è soffiarci dentro. Allora li puoi rigirare. Sono convinto che ci sono dei pazienti che sono morti per davvero sul tavolo operatorio mentre il dottore diceva: “Dannazione! Fottuti aggeggi!” Il monitor del paziente fa beeeeeeep e il dottore dice: “Oh, beh, perlomeno ero sterile.”

D 10
Playboy : Jane Austen o “Austin Powers”?

Laurie : Questa è tosta. Non c’è una risposta giusta, qui, nessun vincente. Ci sono masse invisibili in Austen – camerieri, contadini, gente semplicemente invisibile per lei. Ho avuto sempre la sensazione che l’intrico di maggiordomi e valletti ottenga un trattamento piuttosto rude dalla Austen. Non che “Austin Powers” sia una testimonianza sociale di qualche valore – o forse lo è, sotto certi aspetti, come articolo di cronaca. Devo attaccarmi alla Austen, ma lo faccio con riluttanza.

D 11
Playboy : Giochiamo col dizionario Inglese-Americano. Definisca per noi questi termini: fop, twit e twat.

Laurie : Non avete dei “fop” laggiù? Un “fop” è un uomo morbosamente ossessionato dall’apparenza. Decorativo ma inutile. Voi usate il termine panty-waist? [“femminuccia, fifone, cagasotto”, Diz.Ragazzini] Un “twit” è uno stupido, un coglione. Non è troppo offensivo. Si riferisce a qualcuno che è stupido, ma non necessariamente malevolo. Ci sono cose peggiori che essere un “twit”. “Twat” è una di quelle strane parole che in effetti significano “vagina”, ma alcune persone che non sono consapevoli di tale connessione lo usano nel senso di sciocco, tonto, coglione – lo usano come una versione attenuata di “coglione”. Pensano che “twat” sia ammissibile in compagnia di gente educata, cosa che in effetti non è. A proposito, continuo ad essere confuso dalla differenza fra la parola quite in Inglese e in Americano. Sono quasi all’opposto. Gli Americani sembrano usare “quite” nel senso di “molto, eccezionalmente, estremamente”. “La tua cravatta è quite bella.” Se un Inglese si esprimesse così, vorrebbe dire che la tua cravatta non è un granché. Se qualcuno dice: “Ho visto la tua serie ieri sera. Era quite buona.” Io penso: “Oh, che diavolo abbiamo sbagliato?” Devo tenerlo presente.

D 12
Playboy : Che ne è delle soap opera che guarda House?

Laurie : Chiunque faccia “General Hospital” non ci concede i diritti, per cui abbiamo dovuto creare una soap opera in proprio. Io non sono un tipo da soap opera, però mio fratello da quando è adulto non ha mai perso un episodio della soap opera di Radio BBC The Archers, che va avanti da più di 50 anni. Mio fratello ha fatto il contadino per molti anni. Potevo capire l’attrattiva di una vita del genere, ma uno dei suoi problemi è che non finisce mai. Natale, Capodanno, il tuo compleanno – comunque sia, gli animali devono essere nutriti, le patate devono essere dissotterrate. Non fa per me. A me piacciono le cose che hanno una fine. Mi piacciono i paragrafi. Mi piacciono i capitoli. Mi piacciono i punti fermi.

D 13
Playboy : Ogni tanto lei sale su un ring. Ci descriva lo zen del boxare per acquisire umiltà e forma fisica. E nella vita reale, in quale caso lei tirerebbe il primo pugno?

Laurie Mai. Non sono nemmeno sicuro che riuscirei a tirare un pugno in un vero incontro di boxe. La settimana scorsa ho fatto un allenamento con un partner. Una delle cose interessanti, in questi match, nella boxe, è scoprire la barriera che hai nella tua mente riguardo al cercare di colpire qualcuno. Hai tutti i tuoi problemi nel tentare di impedirgli di colpirti, e diverse questioni tecniche a cui far fronte. Ma poi viene il momento in cui manchi una possibilità di colpire perché hai esitato, perché è nella tua natura – o nella tua cultura – non prendere a pugni le persone. La boxe è quel che è, e tu devi superarlo. L’aspetto più interessante del boxare è la sua pura e semplice scienza. Alla gente che non ne ha molta esperienza, sembra si tratti solo di due tizi che si agitano sul ring. E’ ben altro che questo.

D 14
Playboy : Perché la gente si lava così poco le mani, in “House”? Dopo tutto, è una serie di ambiente medico. Quanto spesso si lava le mani, lei?

Laurie : Non spesso, per quanto l’odore dei guanti di gomma sia un po’ invasivo, per cui mi lavo le mani dopo averli usati. E’ strano questo non lavarsi. Ma in termini di costruzione del set è immensamente stancante avere della gente che si lava le mani, perché invece di usare lavandini finti o bacinelle, le maestranze devono creare dei veri impianti idraulici. Questo richiede un sacco di ore lavorative. Preferiscono di gran lunga non farlo, se lo possono evitare.

D 15
Playboy : Quanto è grosso il bastone del Dr. House? Lo lascia mai tenere a qualcun altro?

Laurie : E’ grosso quanto deve e non di più. Lo tiene l’addetto al materiale di scena. Hanno quasi dovuto distaccare un tizio apposta per tenere d’occhio il bastone, perché io ho l’abitudine di posarlo da qualche parte, e poi ci sono questi momenti di terrore quando qualcuno fa: “Chi è che ha il bastone?” ed io non riesco a ricordare dove l’ho messo. Se ritardi le riprese perfino di cinque secondi, sprechi denaro. E le ritardi di cinque minuti, è un sacco di denaro sprecato.

D 16
Playboy : Abbiamo saputo che l’icona del maggiordomo per il motore di ricerca Ask Jeeves potrebbe subire una revisione d’immagine. Qual’è il suo parere?

Laurie : Un giornalista americano mi ha fatto una domanda che implicava credesse che in Inghilterra tutti quanti avessero un maggiordomo. Io ho detto: “Naturalmente. Ma in America non può essere vero. Metà del Paese ha il maggiordomo; l’altra metà sono maggiordomi.” Lui è rimasto alquanto sconcertato, e ha chiesto: “Da dove provengono i maggiordomi?” Ma immagino che ormai nessuno abbia più una qualche familiarità con questa cosa, per cui probabilmente potrebbe essere una decisione giusta sbarazzarsi di Jeeves.

D 17
Playboy : Lei è un fan di Clint Eastwood. Lui influenza il suo modo di recitare?

Laurie : Sono cresciuto nell’ombra di “Dirty Harry”. Sì, non posso negarlo. “House” ha degli elementi di “Dirty Harry” nel mondo della medicina. C’era quella battuta: “C’è una cosa buona riguardo a Harry: non ha nessun favorito. Harry odia tutti quanti.” Sembra appropriata. Non posso dire di aver modellato House su di lui, però mi diverte pensare alle somiglianze.

D 18
Playboy : Ha mai domandato perché il suo personaggio si chiami Dr. House?

Laurie : Penso ci sia una qualche intenzione di fare un riferimento allusivo a Sherlock Holmes. Se avessero dovuto renderlo diretto, avrebbero dovuto usare Houses invece di House, ma Houses non è un cognome veramente credibile.

D 19
Playboy : Lei stava girando il film “Il Volo della Fenice” nel deserto, quando ha avuto la chiamata al provino per “House”. Quanto si è divertito con la sabbia? Che cosa ne ha scoperto che già non sapesse?

Laurie : Stavamo facendo un film su delle persone abbandonate nel mezzo del nulla. Una notte, tre o quattro di noi stavamo seduti in cima a una duna di 30 metri, contemplando il chiar di luna, e abbiamo deciso di ruzzolare fino in fondo. Io sono andato per primo, sono arrivato in fondo, e improvvisamente ho detto: “La mia fede è sparita.” Gli altri stavano già rotolando giù, così ho urlato: “Stop! Ho perso il mio anello di matrimonio.” Era buio, le due del mattino. La cosa che pensi immediatamente è che se [la fede] è da qualche parte vicino a te e tu ti muovi, la seppellirai. Noi quattro abbiamo cominciato a cercare, e nel giro di venti secondi circa uno degli altri, a mezza costa sulla duna, ha urlato: “E’ questa?” Ho risposto: “Naturalmente. Quante fedi ci vuoi trovare, qui?” Nessuna sorpresa riguardo alla sabbia, per me. Dovrebbe essere tenuta in quelle piccole clessidre segnatempo per le uova. E’ buona per cuocere le uova; questo è tutto.

D 20
Playboy : Il motto di House è : Tutti quanti mentono. Su che cosa lei mente a se stesso?

Laurie : Che io stia facendo questo per guadagnarmi da vivere. Continuo a pensare che mi sto trastullando, che sto cercando il mio equilibrio e mi sto preparando a scegliere una carriera e dedicarmi ad essa. La verità è che lo sto facendo da 25 anni. Dico falsamente a me stesso che non la prendo seriamente, quando invece è così. Non credo di mentire ad altre persone. E’ solo con me stesso che affermo: Oh, beh, mi prendo altri sei mesi; se non funziona, faccio il veterinario. Ma questo è il mio lavoro. Dovrò affrontare il fatto, uno di questi giorni.