Smoking Bianco
17-01-2007, 10:24
Inter, per Moratti lo scudetto dei debiti<!--sizec--><!--/sizec-->
ROMA - Moratti spende. Tanto, troppo. Il "Sole 24 Ore" rivela che nell'ultimo bilancio consolidato al 30 giugno del 2006, l'Inter stabilisce il poco lusinghiero primato delle perdite tra le società di calcio italiane. Con un deficit di 181,5 milioni, la società di via Durini batte il precedente record del Parma di Calisto Tanzi nel 2002-2003: 167,3 milioni di passivo. Al terzo posto di questa speciale classifica la Lazio stagione 2002-2003, con un -121,9 milioni che vale la medaglia di bronzo. Moratti, che nel 2005 aveva chiuso il bilancio dell'Inter con un deficit di 118,7 milioni, non ha tratto insegnamenti dalle precedenti esperienze che già nell'agosto di due anni fa lo avevano costretto a ricapitalizzare la società con un doppio versamento per una cifra complessiva di 55 milioni di euro. Ma il 6 novembre il bilancio civilistico dell'Inter era stato approvato dai soci con una perdita di 31,14 milioni. Un dato che contrasta visibilmente con il bilancio consolidato, ancora non divulgato e reso noto ieri dal "Sole 24 Ore". I 150 milioni emersi solo ora, sono i soldi della plusvalenza dichiarata dalla società a fine 2005 per la cessione in lease-back del marchio. L'Inter aveva venduto il marchio alla Inter Brand Srl, società inserita nella stessa cassaforte finanziaria di Moratti e tornata utile per ottenere una plusvalenza fittizia di 158 milioni. L'operazione, escogitata dopo che l'Unione Europea aveva bocciato la cosiddetta legge "Salva-calcio", era stata inserita nelle voci del bilancio civilistico, dove sono ammesse anche plusvalenze tra società appartenenti allo stesso gruppo.
Il 9 giugno scorso la società nerazzurra aveva dato in pegno il marchio ad Antonveneta in cambio di un prestito di 120 milioni di euro. Ma la Covisoc ha stoppato la cessione in famiglia delle 10 società che avevano sperimentato l'artificio contabile, comprese le due milanesi. Inizialmente la Covisoc aveva chiesto una ricapitalizzazione di 100 milioni di euro per l'iscrizione al campionato, accontentandosi, dopo la richiesta di grazia da parte dei due club, di una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro con il congelamento di altri 20 milioni provenienti dagli introiti del calciomercato. Altro che tolleranza zero. Per quanto concerne il deficit dell'ultimo bilancio, Moratti è già corso ai ripari e martedì ha incorporato alla Fc Internazionale Milano (la società sportiva) l'Inter Capital, holding fondata in estate e affidata al vicepresidente Rinaldo Ghelfi. La fusione ha portato nelle casse nerazzurre altri 70 milioni di euro, soldi che torneranno utili per rafforzare le strategie di merchandising: tra un mese a Shanghai dovrebbe sorgere il primo megastore nerazzurro. Ma Moratti dovrà "fare i conti" anche con il prossimo bilancio, visto che entro il 30 giugno 2007 sarà chiamato a versare altri 118,8 milioni, ultima rata per assorbire il resto della svalutazione dei calciatori fatta con la legge "Salva-calcio".
fonte il romanista (http://www.ilromanista.it/)
Falso in bilancio, indagato Moratti
Secondo il Corriere della Sera, il presidente dell'Inter Massimo Moratti sarebbe indagato dalla Procura di Milano con l'accusa di falso in bilancio: la società nerazzurra avrebbe utilizzato la pratica delle plusvalenze fittizie per tappare i buchi contabili. In particolare, senza il "doping amministrativo", l'Inter non sarebbe rientrata nei parametri previsti e non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2004-05.
Nell'idillio interista spunta una nube, quella dell'ipotesi di falso in bilancio. Il fatto risale nel 2003, negli anni in cui nel mondo del calcio era diffusa la pratica contabile di ripianare i debiti e sistemare i conti attraverso scambi di giocatori a prezzi "gonfiati". Si tratta di plusvalenze fittizie per coprire buchi veri nel bilancio, in modo da poter iscrivere a bilancio la squadra per la stagione 2004-2005. Lo staff dell’Inter, che vede inscritti nel registro degli indagati anche gli altri amministratori della società, Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, pur ribadendo rispetto e assoluta fiducia nell’operato della magistratura, conta nel prosieguo dell’inchiesta per far valere le proprie ragioni. La prospettiva è quella di una grande sanzione pecuniaria per la società, ma con il rischio anche che venga contestata al presidente Massimo Moratti l'ipotesi di falso in bilancio.
Lo sviluppo milanese è uno dei tanti filoni originati in tutta Italia dall’inchiesta della Procura di Roma sul fenomeno delle operazioni incrociate per sistemare i bilanci delle squadre, tramite l’inserimento dei proventi generati dalla cessione di giocatori ipervalutati rispetto al reale valore "di mercato". Scambi cioè di giocatori, contesi a suon di milioni, ma nella realtà poi mandati a giocare nelle serie minori, quasi sempre come prestito gratuito. Mentre le plusvalenze (cioè la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto) venivano iscritte per intero nel conto economico il costo dei calciatori comprati veniva ammortato in più esercizi secondo la durata del contratto. La Procura di Roma ha già chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Roma, Franco Sensi, e dell’ex patron della Lazio, Sergio Cragnotti. Torino indaga invece su 41 contratti di calciatori venduti o acquistati dalla Juventus nell’era dell’ex amministratore delegato Antonio Giraudo e di Luciano Moggi.
C’era una volta il doping amministrativo. C’era una volta qualcuno che, indebitandosi oltre ogni limite, è saltato per aria. C’è adesso un club che, nonostanbte un passivo di 350 miliardi di vecchie lire, è primo in classifica e a tutti sembra normale, perchè vox populi - Moratti è ricco e può spendere quanto gli pare . Con la freddezza di cui dispongo, mi domando: stanno cambiando i tempi, i numeri o il modo di raccontare un calcio straordinariamente uguale a se stesso? Mi astengo, per ora, da ogni conclusione.
Mi chiedo come mai nessuno si interroghi sulla regolarità di questo campionato e dell aposizione dell'Inter. Mi chiedo come mai nessuno chieda la retrocessione dell'Inter, dopo che Parma, Lazio e Roma negli anni scorsi sono state massacrate su giornali e televisioni per molto meno, pagando a caro prezzo gli errori commessi in passato. Per non parlare poi della Fiorentina, finita in C-2 per molto meno.
Ma intanto:
- Tanzi è stato arrestato dopo il crack Parmalat, ed il Parma è fallito, anche se con un artifizio politico si è riiscritto al campionato di serie A cambiando denominazione
- Cragnotti è stato arrestato dopo il crack Cirio e l aLazio adesso ha debiti che finirà di pagare tra vent'anni.
- La famiglia Sensi per ripianare la situazione finanziaria ha dovuto vendere beni di proprietà della famiglia per un valore di quasi 150 milioni di Euro ed ha salvato la squadra giallorossa.
Aspettiamo che anche l'Inter tiri fuori i soldini, nel frattempo, credo, sarebbe giusto dire che dovrebbe andare in B e fallire, almeno per tante volte quanto è stato detto contro Parma, Lazio ma soprattutto Roma, l'unica società che si è salvata con le proprie gambe (a differenza di Parma e Lazio, soprattutto queest'ultima che, come disse Berlusconi, è stata salvata per motivi di ordine pubblico).
ROMA - Moratti spende. Tanto, troppo. Il "Sole 24 Ore" rivela che nell'ultimo bilancio consolidato al 30 giugno del 2006, l'Inter stabilisce il poco lusinghiero primato delle perdite tra le società di calcio italiane. Con un deficit di 181,5 milioni, la società di via Durini batte il precedente record del Parma di Calisto Tanzi nel 2002-2003: 167,3 milioni di passivo. Al terzo posto di questa speciale classifica la Lazio stagione 2002-2003, con un -121,9 milioni che vale la medaglia di bronzo. Moratti, che nel 2005 aveva chiuso il bilancio dell'Inter con un deficit di 118,7 milioni, non ha tratto insegnamenti dalle precedenti esperienze che già nell'agosto di due anni fa lo avevano costretto a ricapitalizzare la società con un doppio versamento per una cifra complessiva di 55 milioni di euro. Ma il 6 novembre il bilancio civilistico dell'Inter era stato approvato dai soci con una perdita di 31,14 milioni. Un dato che contrasta visibilmente con il bilancio consolidato, ancora non divulgato e reso noto ieri dal "Sole 24 Ore". I 150 milioni emersi solo ora, sono i soldi della plusvalenza dichiarata dalla società a fine 2005 per la cessione in lease-back del marchio. L'Inter aveva venduto il marchio alla Inter Brand Srl, società inserita nella stessa cassaforte finanziaria di Moratti e tornata utile per ottenere una plusvalenza fittizia di 158 milioni. L'operazione, escogitata dopo che l'Unione Europea aveva bocciato la cosiddetta legge "Salva-calcio", era stata inserita nelle voci del bilancio civilistico, dove sono ammesse anche plusvalenze tra società appartenenti allo stesso gruppo.
Il 9 giugno scorso la società nerazzurra aveva dato in pegno il marchio ad Antonveneta in cambio di un prestito di 120 milioni di euro. Ma la Covisoc ha stoppato la cessione in famiglia delle 10 società che avevano sperimentato l'artificio contabile, comprese le due milanesi. Inizialmente la Covisoc aveva chiesto una ricapitalizzazione di 100 milioni di euro per l'iscrizione al campionato, accontentandosi, dopo la richiesta di grazia da parte dei due club, di una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro con il congelamento di altri 20 milioni provenienti dagli introiti del calciomercato. Altro che tolleranza zero. Per quanto concerne il deficit dell'ultimo bilancio, Moratti è già corso ai ripari e martedì ha incorporato alla Fc Internazionale Milano (la società sportiva) l'Inter Capital, holding fondata in estate e affidata al vicepresidente Rinaldo Ghelfi. La fusione ha portato nelle casse nerazzurre altri 70 milioni di euro, soldi che torneranno utili per rafforzare le strategie di merchandising: tra un mese a Shanghai dovrebbe sorgere il primo megastore nerazzurro. Ma Moratti dovrà "fare i conti" anche con il prossimo bilancio, visto che entro il 30 giugno 2007 sarà chiamato a versare altri 118,8 milioni, ultima rata per assorbire il resto della svalutazione dei calciatori fatta con la legge "Salva-calcio".
fonte il romanista (http://www.ilromanista.it/)
Falso in bilancio, indagato Moratti
Secondo il Corriere della Sera, il presidente dell'Inter Massimo Moratti sarebbe indagato dalla Procura di Milano con l'accusa di falso in bilancio: la società nerazzurra avrebbe utilizzato la pratica delle plusvalenze fittizie per tappare i buchi contabili. In particolare, senza il "doping amministrativo", l'Inter non sarebbe rientrata nei parametri previsti e non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2004-05.
Nell'idillio interista spunta una nube, quella dell'ipotesi di falso in bilancio. Il fatto risale nel 2003, negli anni in cui nel mondo del calcio era diffusa la pratica contabile di ripianare i debiti e sistemare i conti attraverso scambi di giocatori a prezzi "gonfiati". Si tratta di plusvalenze fittizie per coprire buchi veri nel bilancio, in modo da poter iscrivere a bilancio la squadra per la stagione 2004-2005. Lo staff dell’Inter, che vede inscritti nel registro degli indagati anche gli altri amministratori della società, Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, pur ribadendo rispetto e assoluta fiducia nell’operato della magistratura, conta nel prosieguo dell’inchiesta per far valere le proprie ragioni. La prospettiva è quella di una grande sanzione pecuniaria per la società, ma con il rischio anche che venga contestata al presidente Massimo Moratti l'ipotesi di falso in bilancio.
Lo sviluppo milanese è uno dei tanti filoni originati in tutta Italia dall’inchiesta della Procura di Roma sul fenomeno delle operazioni incrociate per sistemare i bilanci delle squadre, tramite l’inserimento dei proventi generati dalla cessione di giocatori ipervalutati rispetto al reale valore "di mercato". Scambi cioè di giocatori, contesi a suon di milioni, ma nella realtà poi mandati a giocare nelle serie minori, quasi sempre come prestito gratuito. Mentre le plusvalenze (cioè la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto) venivano iscritte per intero nel conto economico il costo dei calciatori comprati veniva ammortato in più esercizi secondo la durata del contratto. La Procura di Roma ha già chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Roma, Franco Sensi, e dell’ex patron della Lazio, Sergio Cragnotti. Torino indaga invece su 41 contratti di calciatori venduti o acquistati dalla Juventus nell’era dell’ex amministratore delegato Antonio Giraudo e di Luciano Moggi.
C’era una volta il doping amministrativo. C’era una volta qualcuno che, indebitandosi oltre ogni limite, è saltato per aria. C’è adesso un club che, nonostanbte un passivo di 350 miliardi di vecchie lire, è primo in classifica e a tutti sembra normale, perchè vox populi - Moratti è ricco e può spendere quanto gli pare . Con la freddezza di cui dispongo, mi domando: stanno cambiando i tempi, i numeri o il modo di raccontare un calcio straordinariamente uguale a se stesso? Mi astengo, per ora, da ogni conclusione.
Mi chiedo come mai nessuno si interroghi sulla regolarità di questo campionato e dell aposizione dell'Inter. Mi chiedo come mai nessuno chieda la retrocessione dell'Inter, dopo che Parma, Lazio e Roma negli anni scorsi sono state massacrate su giornali e televisioni per molto meno, pagando a caro prezzo gli errori commessi in passato. Per non parlare poi della Fiorentina, finita in C-2 per molto meno.
Ma intanto:
- Tanzi è stato arrestato dopo il crack Parmalat, ed il Parma è fallito, anche se con un artifizio politico si è riiscritto al campionato di serie A cambiando denominazione
- Cragnotti è stato arrestato dopo il crack Cirio e l aLazio adesso ha debiti che finirà di pagare tra vent'anni.
- La famiglia Sensi per ripianare la situazione finanziaria ha dovuto vendere beni di proprietà della famiglia per un valore di quasi 150 milioni di Euro ed ha salvato la squadra giallorossa.
Aspettiamo che anche l'Inter tiri fuori i soldini, nel frattempo, credo, sarebbe giusto dire che dovrebbe andare in B e fallire, almeno per tante volte quanto è stato detto contro Parma, Lazio ma soprattutto Roma, l'unica società che si è salvata con le proprie gambe (a differenza di Parma e Lazio, soprattutto queest'ultima che, come disse Berlusconi, è stata salvata per motivi di ordine pubblico).