Carmine/Seth
05-05-2007, 12:34
Si chiama "Il Venditore di Armi" il libro scritto da Hugh Laurie che ora si cimenta anche con la scrittura!Edito da Marisilio Editori, viene descritto come un libro "a metà strada tra Ian Fleming e P.G. Wodehouse, un thriller comico che rivela lo spumeggiante talento narrativo di uno degli attori più amati del piccolo schermo.
Ma ecco cosa dice Hugh riguardo il suo libro :
"Preferisco di gran lunga lo scrivere al recitare, perché si può farlo mollemente sdraiati su un divano, invece che correndo su e giù per una scala 14 volte. Ma io sono una persona molto frivola e sono semplicemente attratto dall’idea di starmene lì seduto in modo molto bloomsburiano"
"Sono stato ispirato a scrivere Il venditore di armi dalla banalità della mia vita. Ho tenuto un diario per qualche tempo, e quando l’ho riletto sono rimasto scioccato dalla sua monotonia: niente cene con re o presidenti, nessuna montagna scalata, nessun cartello della droga sgominato, niente lotte con animali selvaggi, nessun gol segnato contro il Brasile nella finale del Campionato del mondo, nemmeno una tortura subita per estorcermi informazioni vitali. Così ho deciso di inventarmi una vita. Volevo semplicemente immaginare una grande avventura"
"Il tipo di thriller che amavo da bambino, e che ancora mi piacciono, per lo più non contenevano molte battute di spirito… avevano storie dannatamente buone, con cose che esplodevano, inseguimenti in auto, belle donne da conquistare, roba del genere, ma non molte battute. E io volevo tipo fondere davvero insieme le due cose"
"So che volevo che il libro fosse una specie di parodia, con una trama serrata e divertente… Volevo scrivere un vero thriller, e che la storia fosse incentrata su un tema importante, perché sentivo che le battute sarebbero risultate migliori se fossero state su argomenti seri"
"Non ho deciso di adottare un tono piuttosto che un altro, semplicemente è successo. Mi accorgevo che il tono cambiava man mano che andavo avanti, a seconda di quel che leggevo. Se mi fossi imposto uno stile particolare, ne sarebbe venuta fuori una cosa completamente diversa. Alla fin fine, stavo semplicemente scrivendo qualcosa che mi piaceva leggere."
"Il motivo principale per cui mi sono divertito a scrivere il romanzo è stato poter passare due giorni a pensare alla battuta più brillante da dire in una particolare situazione"
"Spero, in quanto attore, di essere stato capace di scrivere dei dialoghi credibili ed efficaci"
"Prima di cominciare a lavorare alla sceneggiatura per il film da Il venditore di armi, credevo che si trattasse semplicemente di indossare una vestaglia di broccato, alzarmi alle undici, fare le parole crociate, sorseggiare un po’ di Madera e buttar giù qualche centinaio di parole. Niente del genere. L’isolamento era terribile, sedevo alla scrivania fino alle tre del mattino, fumando troppe sigarette, bevendo troppo caffè, diventando sempre più acido e intrattabile. Passavo intere giornate a chiedermi se dovevo mettere un punto o una virgola, e poi odiavo tutto a tal punto da cambiare tutti i nomi dei personaggi a caso. Dopo aver mandato ai produttori la seconda stesura, avrei preferito operarmi da solo d’appendicite che guardare di nuovo quella sceneggiatura…"
Ma ecco cosa dice Hugh riguardo il suo libro :
"Preferisco di gran lunga lo scrivere al recitare, perché si può farlo mollemente sdraiati su un divano, invece che correndo su e giù per una scala 14 volte. Ma io sono una persona molto frivola e sono semplicemente attratto dall’idea di starmene lì seduto in modo molto bloomsburiano"
"Sono stato ispirato a scrivere Il venditore di armi dalla banalità della mia vita. Ho tenuto un diario per qualche tempo, e quando l’ho riletto sono rimasto scioccato dalla sua monotonia: niente cene con re o presidenti, nessuna montagna scalata, nessun cartello della droga sgominato, niente lotte con animali selvaggi, nessun gol segnato contro il Brasile nella finale del Campionato del mondo, nemmeno una tortura subita per estorcermi informazioni vitali. Così ho deciso di inventarmi una vita. Volevo semplicemente immaginare una grande avventura"
"Il tipo di thriller che amavo da bambino, e che ancora mi piacciono, per lo più non contenevano molte battute di spirito… avevano storie dannatamente buone, con cose che esplodevano, inseguimenti in auto, belle donne da conquistare, roba del genere, ma non molte battute. E io volevo tipo fondere davvero insieme le due cose"
"So che volevo che il libro fosse una specie di parodia, con una trama serrata e divertente… Volevo scrivere un vero thriller, e che la storia fosse incentrata su un tema importante, perché sentivo che le battute sarebbero risultate migliori se fossero state su argomenti seri"
"Non ho deciso di adottare un tono piuttosto che un altro, semplicemente è successo. Mi accorgevo che il tono cambiava man mano che andavo avanti, a seconda di quel che leggevo. Se mi fossi imposto uno stile particolare, ne sarebbe venuta fuori una cosa completamente diversa. Alla fin fine, stavo semplicemente scrivendo qualcosa che mi piaceva leggere."
"Il motivo principale per cui mi sono divertito a scrivere il romanzo è stato poter passare due giorni a pensare alla battuta più brillante da dire in una particolare situazione"
"Spero, in quanto attore, di essere stato capace di scrivere dei dialoghi credibili ed efficaci"
"Prima di cominciare a lavorare alla sceneggiatura per il film da Il venditore di armi, credevo che si trattasse semplicemente di indossare una vestaglia di broccato, alzarmi alle undici, fare le parole crociate, sorseggiare un po’ di Madera e buttar giù qualche centinaio di parole. Niente del genere. L’isolamento era terribile, sedevo alla scrivania fino alle tre del mattino, fumando troppe sigarette, bevendo troppo caffè, diventando sempre più acido e intrattabile. Passavo intere giornate a chiedermi se dovevo mettere un punto o una virgola, e poi odiavo tutto a tal punto da cambiare tutti i nomi dei personaggi a caso. Dopo aver mandato ai produttori la seconda stesura, avrei preferito operarmi da solo d’appendicite che guardare di nuovo quella sceneggiatura…"