Visualizza la versione completa : 15Love - Le Pagine della Mia Vita
Questa ff è scritta tutta da me, non è ancora completa quindi la posterò a pezzi, spero vi piacerà =)
Baci8,
Giuly
E’ stato difficile andare avanti dopo Ryan...dopo la sua morte intendo...io...io ero la sua ombra, lo seguivo ovunque, lo imitavo in tutto...! Era il mio fratello maggiore, il mio mito, era logico, desiderare di essere come lui era...era un riflesso incondizionato.
Da quando però è morto, da quando ha smesso di combattere e si è lasciato cadere a terra, senza forze, mi sono ripromesso che non mi sarei affezionato mai più a nessuno, per non soffrire più e, da egoista, mi sono chiuso in me stesso, smettendo anche di giocare a tennis. I miei hanno provato più volte di farmi tornare il buon vecchio Squib, mi hanno persino mandato da uno psicologo e, alla fine, arrivati all’ultima spiaggia, hanno preferito allontanarmi, spedirmi a kilometri di distanza...piuttosto che affrontare il problema...
Hanno capito che non sarei più tornato quello di una volta! Ora sono solo Gary, Squib non esiste più...
E’ un fresco martedì di settembre, il secondo del mese, e mi trovo, con valigie e borsoni, dinnanzi ad un alto cancello, sovrastato da un mega striscione arancio, di un materiale che proprio non riesco ad identificare. Sono appena sceso da un taxi, che, dall’aeroporto, mi ha portato qua, alla Cascadia...o meglio, fuori dalla Cascadia: non ho il coraggio di entrare, ho paura, timore, sono sfiducioso, ma per la prima volta da mesi un sorriso si fa spazio sul mio volto, vincendo le lacrime che da troppo tempo, come lame affilate, sgorgano a fiumi dai miei occhi.
- Non sono all’altezza - penso varcando il cancello e dirigendomi con passo deciso verso il largo portone castagna che mi aspetta. Entro, ormai che sono qui non posso tirarmi indietro, anche se in effetti non prendo in mano una racchetta da...non so nemmeno io quando, anzi sì...da quell’8 aprile maledetto, è passato più di un anno oramai...
continua..
“Signor Furlong, Squib?” mi giro, qualcuno mi sta chiamando<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>
“Oh, solo Gary ora...lei dev’essere il preside Beats” mi si avvicina un signore sulla mezz’età, pochi capelli neri, non molto alto, ci stringiamo la mano, mi sistemo meglio lo zainetto sulla spalla destra e sorrido<o:p></o:p>
“Ok...Gary...” annuisce non molto convinto e abbozza un sorriso, mio padre lo avrà sicuramente informato...e comunque anche Ryan aveva frequentato <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName w:st="on" ProductID="la Cascadia">la Cascadia</st1:PersonName> ai suoi tempi, era un campione, era il migliore, <st1:PersonName w:st="on" ProductID="la TV">la TV</st1:PersonName> aveva parlato della sua morte per giorni nelle telecronache sportive, il mondo intero sapeva dell’accaduto, figuriamoci se la migliore scuola di tennis del Canada non ne era al corrente!<o:p></o:p>
“Venga...le mostro la sua stanza...” il preside Beats mi fa strada verso il dormitorio maschile, camminiamo fianco a fianco per il lungo corridoio, oltrepassando tutte le stanze, una dopo l’altra, ci fermiamo davanti alla numero 22, Beats apre la porta in legno, mi fa cenno di entrare. <o:p></o:p>
Sono quasi le <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="5, ha">5, ha</st1:metricconverter> parlato per una buona mezz’ora...<o:p></o:p>
“Ed infine, per gli orari d’allenamento, si può recare nella sala comune”<o:p></o:p>
“Ok...” sono stordito da tutte quelle parole, mi sforzo di sorridergli mentre lo vedo uscire da quella che da oggi è diventata la mia nuova stanza. Stanco morto per il lungo viaggio mi lascio cadere sul letto accanto alla finestra, il mio aveva spiegato Beats. Divido la stanza con un certo Jesse Siegel e sono ansioso di vedere che tipo è...spalanco le braccia ad angelo, chiudendo gli occhi e sospirando, quando un forte rumore turba la mia tranquillità<o:p></o:p>
“Scusa...” mi posiziono seduto sul letto e mi accorgo che un ragazzo è appena entrato nella stanza ed ha sbadatamente fatto cadere per terra la sua racchetta, abbozzo un sorriso<o:p></o:p>
“Tu devi essere Squib” posa il suo borsone a terra, ai piedi del suo letto, quello accanto alla porta<o:p></o:p>
“Ehm...solo Gary grazie...comunque allora tu devi essere Jesse”<o:p></o:p>
“Esatto!” mi si avvicina e ci stringiamo la mano, è molto simile a come me lo immaginavo: non molto alto e nemmeno troppo magro, capelli sul biondo, corti, occhi celesti, dal suo abbigliamento e dagli oggetti personali presenti nella stanza deduco che è un tipo stravagante. Dopo le presentazioni per fortuna và a farsi una doccia, ne ha proprio bisogno!
continua..
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