Visualizza la versione completa : The OC 1^ Stagione
Cohen&Summer4ever!
05-11-2007, 23:51
Ciao a tutti/e,anke io mi sn cimentata nella mia xsonale Fan Fiction dedicata principalmente al mio telefilm preferito,OC,con l'aggiunta di personaggi di altri Telefilm che scoprirete + avanti se deciderete di leggerla...X cui potrei definire senza tanti problemi qst mia fan fiction un cross-over tra + telefilm.
Bene,vi anticipo un po' cosa vi attende.
Tutto si svolge durante la prima stagione di OC,qll k faccio è (cercare) seguire la linea cronologica del telefilm con il solo fatto di vivere il tutto dal punto di vista del mio xsonaggio.
Mi raccomando lasciate qlk commento x farmi capire se continuare a postare o no! :ok:
I Capitolo
E così anche io per la prima volta vivevo in prima persona l'esperienza della prigione.Non che morissi dalla voglia di mettere questa "esperienza di vita" nel mio curriculum,ma dopotutto questa volta ammetto che me l'ero cercata.
In molti mi avevano detto di non frequentare certa gente,ma io,da testarda cronica quale sono,non li sono stata ad ascoltare,ho continuato a uscire con loro,a fare quello che facevano loro solo per sentirmi accettata...Fino a quell'ultima cosa che mi ha portata dove sono ora...
Io e il mio gruppo di "amici" avevamo deciso di passare la notte in spiaggia.Avevamo acceso un falò e c'eravamo portati dietro qlk bottiglia di alcolici...Dopotutto eravamo ragazzi e c'era da aspettarsi k ci ubriacassimo un po'...un po' molto a dire il vero...Mentre l'alcool iniziava a fare effetto uno del gruppo,notando una barca attraccata al molo propose una specie di prova x vedere chi era il più figo...un'altra ragazzata...Tutti,tranne me,erano entusiasti dalla prova proposta,ma la verità era che nessuno aveva le palle per rubare una delle tante barche ormeggiate lì...Alla fine,con la promessa di farmi guidare riuscirono a convincere pure me.Non dimenticherò mai quei momenti.Alla radio davano "California" di Lenny Kravitz,l'aria intorno a noi era caldissima e non solo per colpa dell'elevata temperatura e la città di Newport Beach sembrava troppo calma in confronto a come me la immaginavo.
Quelli rimasti sul molo slegarono la "barca prescelta" che misi in moto.Ci portò fuori dal molo in un batter d'occhio e tutti eravamo super eccitati xk tutto stava andando alla grande,fin quando non fui distratta da un mio amico che mi passò la bottiglia per bere.Vedendo un motoscafo che ci veniva addosso lasciai il volante ad uno del gruppo che riuscì ad evitare il motoscafo ma non il pilone del molo su cui andammo poi a sbattere.
Terrorizzati scendemmo tutti dal motoscafo e a nuoto raggiungemmo la riva che non era molto lontana.
Raggiunta riva mi coricai sulla sabbia e respirando affannosamente mi limitai a fissare il cielo e a piangere x lo shock.All'improvviso una luce mi puntò il viso e mi fece scattare in piedi,un uomo iniziò a farmi domande ma non riuscivo a capire cosa volesse da me e sopratutto perchè domandasse quelle cose proprio a me e non agli altri che erano con me...Presto realizzai che non c'era nessuno oltre me su quella spiaggia.I miei cosidetti amici se l'erano data a gambe pensando bene di lasciarmi lì da sola...
Quell'uomo,vedendo che non rispondevo alle sue domande mi prese con forza e mi fece salire sul retro della sua macchina...della sua volante...
Mentre la macchina percorreva il tragitto verso la centrale ripensai a quell'ultimo breve periodo...pensai a quante risate si sarebbero fatti tutti quelli che mi avevano messo in guardia da quel gruppo che frequentavo,quelli che sapevano già come tutto sarebbe finito,o che per lo meno credevano di sapere...Ma una vocina dentro di me diceva "se solo gli avessi ascoltati..."
Arrivati alla centrale mi fecero "accomodare" in una stanza in attesa di dirmi cosa ne sarebbe stato di me.
Il giorno dopo un avvocato mi raggiunse al "tavolo delle trattative".
Era un tizio abbastanza giovanile con dei capelli neri,un taglio strano e delle soppraciglia ancora più strane.
Mi salutò presentandosi
S:"Piacere,Sandy Cohen,mi è stato affidato il tuo caso...-disse sfogliando una cartella piena di fogli-ho appena letto che sei stata accusata di furto e danni alla barca del Sig.Watson...-disse facendo scorrere il dito su un foglio-..Che per tua fortuna non è molto amato qui a Newport"disse ridendo e strappandomi un sorriso
I:"Ottimo,sarò vista come un'eroina allora"dissi ironica
S:"Beh,vedo che la prigione non ti ha buttato giù..."
I:"E' solo apparenza"risposi seria
S:"Ok...Che ne dici se mi racconti quello che è successo ieri notte?"
I:"...Ero con alcuni amici,eravamo ubriachi e...il resto è storia no?"
S:"Mossa per niente furba...Ma il fatto che non fossi sola potrebbe essere girato a tuo favore"
I:"Ottimo,può farmi uscire di qui?"chiesi curiosa
S:"Non prima che tu abbia passato un'altra notte in qui...A proposito,hai dei parenti o qualcuno qui a Newport che si possa prendere cura di te?"
Ero indecisa se dirgli o no la verità...Optai per la verità
I:"Sono qui in California da pochissimo tempo,Comunque ho una zia che vive qui ma con cui non ho contatti"
S:"Beh,è già qualcosa..-disse alzandosi dalla sua sedia-ora devo andare perchè ho un altro caso urgente da sbrigare,ma per qualsiasi problema o dubbio,questo è il mio biglietto da visita-disse porgendomelo-in ogni caso,ci vedremo presto"disse salutandomi e andandosene.
La guardia mi riportò alla celletta a cui ero destinata con il morale un po' sollevato dato che l'avvocato che mi era stato assegnato mi era sembrato in gamba anche se più concentrato sull'altro caso che aveva...Ma il terrore di come i miei genitori avrebbero preso questa notizia della prigione iniziava ad insinuarsi nella mia mente.Per non parlare del coccolone che di sicuro sarebbe sceso alla tanta odiata zia nel sapere che la nipote che ricordava come una bimba tanto carina ed educata si era trasformata in una deliquentella.
Cohen&Summer4ever!
06-11-2007, 23:36
II CAPITOLO
Dopo aver passato due notti in prigione,finalmente fui libera di andarmene.
Senza sapere bene come muovermi nella mia nuova città,andai in giro alla ricerca della casa dei miei zii.
Con loro non avevamo mai avuto un buon rapporto...A dire il vero per me erano dei fantasmi dato che non avevo nessun ricordo di loro,quando la zia abitava ancora in Italia.
In compenso il fatto che il resto del "parentado" li dipingesse come degli snob con la puzza sotto il naso non mi faceva morire dalla voglia di conoscerli...e soppratutto di spuntare così all'improvviso e dal nulla.
Ci misi un bel po' prima di trovare la casa degli zii dato che lì a Newport tutte le case si somigliavano,ma grazie a qualche informazione chiesta a dei ragazzi e ad un "indizio poco vistoso" (un insegna con su scritto 'welcome to the Fletchers' Kingdom'...il regno dei Fletchers...forse erano ancora più snob di come mi avevano fatto credere) trovai la casa degli zii.
Feci un respiro profondo e suonai il campanello.
Un Maggiordomo gentile e dall'accento inglese mi aprì e,dopo avergli detto chi ero,mi fece accomodare nel salotto di casa Fletcher con la promessa che la zia mi avrebbe raggiunto subito.
Poco dopo mi si presentò davanti la stessa donna bionda,bassottina e col sorriso sempre stampato in faccia che avevo notato nelle varie foto sparse per la casa che avevo guardato per ingannare l'attesa.
Inaspettatamente mi si avvicinò sorridente e mi catturò nel suo abbraccio.Non avrei mai immaginato avesse tutta quella forza!Dopotutto aveva la sua età...
Chiese al maggiordomo di portarci qualcosa da bere mentre noi iniziammo a parlare.A dire il vero lei iniziò a parlare.Mi fece tantissime domande sulla famiglia,su come andavano le cose in generale e soppratutto sul perchè mi trovassi lì in California.
I:"Beh,sai com'è..Finalmente son riuscita a convincere i miei a regalarmi questa specie di vacanza-studio.Non immagini quanto abbia dovuto faticare per convincerli!!"dissi abbozzando un sorriso e dimenticando volontariamente di accennare al soggiorno in prigione
Z:"Oh beh,ti credo!-disse sorridendomi-e dove stai?Immagino starai in qualche albergo di lusso"disse dandolo per scontato.
La guardai sconvolta dalla naturalezza che aveva usato in quella frase e un po' imbarazzata risposi
I:"Veramente il patto che ho fatto coi miei includeva il dormire in una pensione a basso costo e soldi da farmi bastare per tutta la permanenza qui"
Z:"Certo..Beh,se ti fà piacere risparmiare qualche soldo in più puoi stare qui da noi,anche perchè abbiamo tantissime camere vuote"
I:"Sfrutterò il loro valore inespresso..."dissi sorridendo
Z:"Scusa?"disse la zia non capendo il senso della mia frase
I:"Grazie,accetto molto volentieri"dissi facendole capire che sarei rimasta per un po' da lei.
La zia chiese al maggiordomo il favore di portare al piano di sopra,in quella che sarebbe stata la mia camera,le poche cose che mi ero portata dietro mentre lei mi fece visitare il resto della casa.
Inutile dire che in ogni stanza c'era qualcosa di "abbagliante",dalle cornici dei quadri ai servizi in argento,ma quello che mi fece cadere la mascella a terra fu il giardino.Uscimmo dalla grande vetrata presente in salone e lo spettacolo che mi si presentò fu...verde!!Nel vero senso della parola,dato che la maggior parte dello spazio era riempito da tutte le piante della zia.Ma quello che mi fece più piacere fu vedere un'amaca sospesa tra due grossi alberi.Avevo sempre desiderato avere un'amaca!Ovviamente nei pressi di quel bel quadretto c'era anche una piscina con tutte le sdraio "parcheggiate" vicino al bordo.Iniziavo ad innamorarmi di Newport Beach! :laughing:
Visto tutto quello che dovevo vedere fuori,la zia mi riportò dentro e mi fece visitare il suo posto speciale...la cucina!Mi disse che adorava cucinare e che tutto quello che aveva imparato a cucinare in Italia le era tornato molto utile quì negli States,dato che era una delle poche che raramente ordinava da fast-food e che spesso cucinava da sola cibi buoni!
In seguito mi mostrò anche il suo studio che era dove i suoi libri gialli prendevano vita.
La zia mi invitò a salire per iniziare a sistemare un po' le cose in quella che sarebbe stata la mia nuova stanza.La trovai grande,poco intima rispetto a quella a cui ero abituata in Italia,ma pensai che non ci sarebbe voluto molto ad abituarmici.
Messe un po' in ordine le mie cose mi presi un po' di tempo per chiamare il mio avvocato "Sopraciglia Possenti" giusto per fargli sapere che avevo trovato la casa dei miei zii e che stavo bene.Purtroppo al numero che mi lasciò mi rispose la sua segreteria,lasciai un messaggio e nel giro di qualche ora mi richiamò.
S:"Hey,ho appena sentito il tuo messaggio in segreteria,scusa ma sono un po' occupato in questo periodo"mi disse quasi scusandosi
I:"Non si preoccupi,ho solo pensato fosse giusto farle sapere come andavano le cose"
S:"Hai fatto benissimo e...-non finì la frase perchè fu chiamato da qualcuno-...senti,ora non posso proprio rimanere al telefono,nel biglietto da visita che ti ho dato c'è anche il mio indirizzo di casa,perchè non passi diciamo...verso le 20?"
I:"Ehm...se trovo il posto molto volentieri!"
S:"Bene,allora a più tardi!"
Appoggiai il mio cellulare sul letto e continuai a mettere in ordine la mia roba,dopotutto avevo tantissimo tempo prima che arrivassero le 20
Cohen&Summer4ever!
07-11-2007, 20:29
III CAPITOLO
Il pranzo che la zia mi cucinò personalmente fu decisamente meglio di quanto mi aspettassi e dire che ero contenta era limitativo!
Di certo ero molto più espressiva di quel musone di mio zio, sempre col muso lungo e un’espressione arrabbiata.
La zia mi disse che aveva conosciuto lo zio in Texas, suo paese d’origine, mentre faceva pubblicità ad uno dei suoi libri. Le amiche l’avevano sempre messa in guardia dagli uomini del sud, perché pensavano più al loro lavoro che alla loro vita sociale. Purtroppo la zia non ascoltò nessuno di quei consigli, e ora provava sulla sua pelle il prezzo delle sue scelte.. Direi che avevamo parecchio in comune!
Come dicevo, lo zio non era molto espressivo, ma il fatto che lui fosse un onesto lavoratore non gli faceva vedere di buon occhio una nipote scroccona che approfittava della loro ospitalità.
Ogni volta che cercavo di strappargli qualche parola di bocca ricevevo come risposta qualche monosillabo che presto mi fecero passare la voglia di parlare, perciò mi adattai e anche io mangiai in silenzio. Passai il resto della serata a giocare col cucciolo di Labrador che la zia aveva adottato da poco. Poveretto, era così carino, ma non aveva ancora un nome.
Giunto il momento di uscire per andare a trovare il mio avvocato, dissi alla zia che sarei andata a fare un giro per la città, per vedere un po’ cosa mi aspettava. Non ricevendo nessuna obiezione da parte sua, mi fiondai col biglietto da visita che avevo ricevuto alla ricerca di Sandy Cohen.
Non mi fu molto difficile trovare casa Cohen, dato che, con mia grande sorpresa erano i vicini di casa della zia. Non seppi se prenderla come una notizia positiva o negativa. In ogni caso il fatto di avere qualcuno da visitare mi faceva sorridere, dato che ero l’ultima arrivata. Ancora una volta mi feci coraggio e suonai il campanello.
Ad aprirmi venne una signora bionda dall’aspetto delicato e l’aria decisamente snob.
Kirsten: ”Si?”
I: ”Ehm, salve- dissi un po’ imbarazzata-sono Ilaria e sto cercando…”
K: ”Seth giusto?-disse interrompendomi-te lo chiamo subito”
I: ”Ehm, a dire il vero cerco il Signor Cohen…è in casa?”
K: ”Si, aspetta qui”disse rientrando in casa e andando a chiamarlo
Molto gentile, pensai, non mi chiede nemmeno se volevo entrare.
Al contrario il Signor Cohen mi accolse col suo solito buon umore ed una forte stretta di mano e mi invitò ad entrare.
Tutte quelle case che al di fuori sembravano simili lo erano anche all’interno, ebbi la sensazione di non essere mai uscita da casa dei miei zii!
Mi fece sedere su un comodo divano nel salottino vicino all’ingresso e mi fece qualche domanda.
Gli spiegai che avevo trovato alloggio dai miei zii, i Fletcher.
Fu molto contento di scoprire che abitavo vicino a loro, anche perché così avremo potuto risolvere il problema “soggiorno in prigione” molto presto.
Sandy si allontanò per un momento lasciandomi sola sul divanetto, ne approfittai per leggere qualche fumetto sparso sul tavolino di fronte a me. Certo, gli X-men non erano i miei preferiti, ma almeno avevo trovato un modo per ingannare il tempo.
Iniziai a leggere qualche pagina, ma mi fermai, quando iniziai a sentirmi osservata. Mi girai di scatto, ma non trovai nessuno intento a spiarmi di nascosto, per cui tornai alla lettura del fumetto.
Qualche secondo dopo, mi resi conto che nella poltroncina di fronte a me si era seduto un ragazzo con dei capelli ricci e la carnagione abbastanza chiara. Da come era vestito doveva essersi appena alzato dal letto!
S: ”Ti piacciono i fumetti?”mi chiese sorpreso.
I: ”Si, anche se gli X-men non sono tra i miei preferiti, sono più una fan di Spiderman”
S: ”Scherzi?”disse quasi scioccato dalla mia affermazione
I: ”Dovrei?Abbiamo semplicemente gusti diversi”dissi dandolo per scontato
S: ”Mhm..-disse accarezzandosi il mento e pensando- per caso ti piacciono anche film di Yakuza e anime giapponesi?”
I: ”Film di Yakuza?-chiesi sorpresa-a meno che Kill Bill non rientri in quel campo…no! Mentre invece per gli anime ho una moderata passione”
S: ”Beh strana ragazza, piacere di conoscerti, io sono Seth Cohen- disse porgendomi la mano che strinsi-e se oltre a ottimi gusti in fatto di fumetti hai anche una passione perversa per i videogiochi, ce n’è uno nuovo-nuovo in salone che ti aspetta”disse indicando con gli occhi il salone
I: ”Beh…innanzitutto piacere, io sono Ilaria e…a dire il vero sono qui per parlare con tuo padre...-lui annuì- perciò non mi sembra molto carino da parte mia…”
S: ”Tranquilla- disse interrompendomi-sono sicuro che non si strapperà i capelli quando non ti troverà seduta qui”
I: ”Già- dissi convinta e alzandomi-sarebbe un peccato se lo facesse, ha una chioma selvaggia”dissi sorridendo.
Raggiunto il salottino iniziammo a giocare con la Play.
Qualche minuto dopo Sandy ci raggiunse lì.
Sa: ”Bene, vedo che avete già fatto conoscenza-disse sorridendo e guardandoci-che ne dici di restare a cena con noi?Sai, non capita che spesso che Seth abbia amici da…”s’interruppe, poiché Seth faceva segno col dito di non andare oltre.
I: ”Ne sarei felice”dissi sorridendo, mentre Seth tagliava la testa ad un omino nel videogioco.
Sa: ”Ottimo, penserò io ad avvertire tua zia che stai qui da noi”
Avrei preferito la zia non sapesse che conoscevo i Cohen, più che altro per il fatto che avrebbe potuto fare due conti veloci e capire che c’era qualcosa che non andava, ma non obbiettai e annuì gentilmente.
Una volta arrivata l’ora di mettersi a tavola, notai che a casa Cohen c’era un altro ragazzo molto diverso da Seth.Era biondo, un fisico ben messo e un’aria spaesata.
S: ”E’ Ryan, uno dei ragazzi di cui si occupa papà-mi bisbigliò Seth ad un orecchio-e non và pazzo per la compagnia, ma ci sto lavorando”.
Il momento della cena volò e nonostante qualche momento d’imbarazzo dovuto al fatto che era tutta gente che vedevo per la prima volta, mi sentii veramente bene.
Dopocena noi ragazzi ne approfittammo per rifugiarci nella casetta in piscina che per un po’ di tempo sì sarebbe trasformata nella camera da letto del ragazzo biondo.
Pensai seriamente che con Ryan mi sarei trovata molto bene dato che avevo scoperto di avere un’esperienza infelice con la legge, proprio come lui, ma il fatto che fosse molto riservato e io abbastanza logorroica mi fece subito cambiare idea.
S: ”Beh, c’è una cosa che muoio dalla voglia di chiederti da quando ti ho vista in casa-mi disse Seth- com’è che tu e mio padre vi conoscete?”
I: ”Beh…l’ho conosciuto qualche giorno fa…”dissi facendo la vaga
S: ”In spiaggia a fare surf?”
I: ”Tuo padre fa surf?”chiesi scioccata e col sorriso stampato sulle labbra
S: ”Si, ma non cambiare argomento!-mi rimproverò- se non vi siete conosciuti in spiaggia allora come…”
I: ”Mi ha tirato fuori di prigione”dissi interrompendo la sua striscia di pensieri
S: ”Oh…”disse con un’espressione che non riuscii a decifrare.
I: ”Scusa se non te l’ho detto subito, ma non è una cosa di cui vado fiera e…”
S: ”Scherzi??-disse interrompendomi- con due amici come voi nessuno avrà più il coraggio di chiamarmi ‘ Seth alito mefitico ‘ o di pisciarmi nelle scarpe!E’ la cosa migliore che potesse capitarmi!!”disse con un grande sorriso stampato in faccia mentre io e Ryan ci guardavamo divertiti.
I: ”Beh, sono contenta l’abbia presa così bene, ma ti pregherei di non farne parola in giro”
R: ”Tranquilla, si saprà comunque”
S: ”Ha ragione...- disse Seth- ma l’importante è che non sia io a spargere la voce”
I: ”Che consolazione…Comunque, acqua in bocca con mia zia, che per la cronaca è tua vicina”dissi un po’ giù di morale
S: ”Non dirmi che sei la nipote dei Cooper!!!-disse quasi urlando-non riesco proprio ad immaginare le facce che faranno Julie e Marissa quando sapranno che la parente appena arrivata in città è una delinquente!-disse sghignazzando- con tutto il rispetto”aggiunse vedendo che io e Ryan lo guardavamo un po’ storto.
I: ”Non ho idea di chi siano questi Cooper, anche perché i vicini che intendevo io erano i Fletcher”
S: ”Oh, beh in tal caso meglio per te, i Cooper non mi sono mai piaciuti, però vivremo senza vedere la scena dello shock dei Cooper…Immagino come avrebbero reagito i giornali più importanti di Newport- disse sorridendo-Comunque i Fletcher mi sono sempre piaciuti, tua zia Jessica è molto simpatica. Mi ricordo che veniva spesso a trovarmi quando ero piccolo”
I: ”Beh, almeno con qualcuno si sono comportati da veri zii…-dissi distaccata- Da quando la zia ha lasciato l’Italia non ci siamo più visti né sentiti…”
S: ”Italia?-chiese Seth sorpreso-e che ci fa un’italiana qui in California?”
I: ”Un regalo dei miei”
S: ”Quindi passerai qui in California, quanto, un’estate?”
I: ”Forse anche meno visti i guai che ho combinato da quando sono qui”dissi mentre nella casetta scendeva un silenzio un po’ imbarazzante.
Notando l’ora tarda ne approfittai per salutare tutti e tornare a casa, anche perché l’ultima cosa che volevo era creare altri guai e dare quindi ragione a mio zio che mi voleva fuori da casa sua il più in fretta possibile.
A casa trovai la zia Jessica ancora sveglia.
Mi disse che era sua abitudine andare a letto molto tardi, anche perché di solito durante la notte le venivano le idee migliori per i suoi libri.
Le raccontai velocemente la serata, notai soddisfazione nei suoi occhi, forse dovuta al fatto che avessi fatto amicizia con una delle famiglie migliori di Newport, per cui dopo averla salutata imboccai le scale per salire al piano di sopra, senza immaginare che mi ci sarebbe voluto un po’ prima di addormentarmi.
La mattina dopo, ad un’ora troppo mattiniera per i miei standard, la zia venne in camera mia a svegliarmi con una tazza di caffè in mano, per parlare di quello che Sandy Cohen le aveva riferito la notte prima. Mi disse di sapere tutto, dalla barca rubata alla prigione.
La sua faccia mi fece capire che il suo momentaneo silenzio era dovuto alla grande amarezza che provava nei miei confronti.
Mi informò che avrebbe riferito tutto ai miei genitori che insieme avrebbero deciso cosa ne sarebbe stato di me e del mio soggiorno in California.
La fissavo mentre usciva dalla stanza. Poco prima di chiudersi la porta alle spalle mi disse che avrebbe lasciato lo zio allo scuro di tutto.
Non feci in tempo a ringraziarla poiché chiuse subito la porta con forza.
Decisi di non assistere alla telefonata tra la zia e i miei, ma una volta finita, la zia mi fece presente che nel giro di qualche giorno sarei tornata in Italia.
Ancora scioccata, senza dire una parola corsi in camera mia e inizia a pensare ad un modo per evitare questo mio rientro anticipato.
Dato che Seth non mi vide né sentì per tutto il giorno, passò a casa degli zii per vedere come me la passavo.
Inutile dire che la zia fu molto contenta nel vedere che un così bravo ragazzo come lui avesse fatto amicizia con una “poco di buono” come me.
Lo fece salire in camera mia con un vassoio di biscotti appena sfornati, che mi avrebbero tirato un po’ su di morale.
S: ”TOC-TOC consegna speciale, posso entrare?” disse con una voce strana che non riconobbi.
I: ”Zia, sono nuda e sto guardando la TV”
S: ”Ah beh, allora entro subito!”
Andai ad aprire.
I: ”Seth?-dissi sorpresa-entra, che ci fai qui?”
S: ”Sono venuto a vedere se eri viva o morta, dato che stamattina non sei venuta a leggere i fumetti da me, né a provare il nuovo gioco; ho pensato ti fosse caduto un meteorite in testa o che gli alieni ti avessero rapito o che…”
I: ”Beh, -dissi interrompendolo-ci hai quasi preso…”
S: ”Cioè?”
I: ”Devo tornare in Italia prima del previsto.”
S: ”E questo perché…?”
I: ”A mia zia non è piaciuto molto quello che è venuta a sapere da tuo padre”
S: ”NOOO, le ha raccontato tutto?” chiese sorpreso ma non troppo.
I: ”Esatto, e come ti ho detto non l’ha presa tanto bene.”
S: ”Avrei dovuto immaginarlo, quando è così tranquillo è perché ha fatto qualcosa di cui non mi ha parlato”.
I: ”Tranquillo, non è mica colpa tua se è successo quello che sappiamo, e poi era giusto che lo venisse a sapere.”
S: ”Sì, ma non così…”
I: ”Comunque sia, ora mai non c’è nient’altro che possa fare tranne tornare in Italia.”
S: ”Fammi capire, tu vuoi tornare in Italia, giusto?”
I: ”Ehm…adoro l’Italia, e lì c’è la mia famiglia, i miei amici, ma…sarei voluta rimanere qui in California ancora per un po’…pensa che stavo pensando ad un “piano diabolico” per convincere i miei a farmi frequentare gli ultimi anni del liceo qui, ma…”
S: ”Fantastico, avrei finalmente due amici a scuola!-esclamo contento-sarebbe stata la prima volta”
I: ”Mi dispiace debba rinunciare a questo tuo sogno”dissi forzando un sorriso
S: ”Però tu vorresti rimanere, giusto?”
I: ”Sì ma…”
S: ”Se sei disposta a tutto, ho un piano”disse sfregandosi le mani.
Mi presi un po’ di tempo per pensarci su.
I: ”Ok genio del male, qualunque cosa sia, CI STO!”
Cohen&Summer4ever!
09-11-2007, 18:18
IV CAPITOLO
“Et voilà!”esclamò Seth.
Aveva portato me e Ryan in una delle enormi, e simile alle altre migliaia qui a Newport, case che sua madre doveva ancora finire di costruire.
Insieme a noi era venuta anche la figlia dei Cooper, Marissa, che mi dava l’idea di una tipica figlia di papà che indossava solo capi firmati e andava in giro con l’ultima borsetta rigorosamente firmata Louis Vitton.
Ryan e Marissa si sedettero a parlare sul bordo della piscina vuota che Seth riempiva con il suo skate e qualche “trick”, mentre io lo incitavo divertita.
Quasi subito “Miss Fashion” dovette lasciarci perché una sua amica faceva gli anni, per cui l’aspettava un qualche festino tipico di Newport, con alcool e droghe che giravano. Per lo meno così me li aveva descritti Seth, che subito dopo dovette tornare a casa sua lasciando me e Ryan soli nell’abitazione tipo.
Volli evitare il silenzio imbarazzante che iniziava a crearsi, per cui, con una scusa banale lo salutai e mi coricai nel mio sacco a pelo.
Il giorno dopo, come mio solito mi alzai tardi e sgranocchiai quello che era rimasto della colazione che Marissa e Seth ci avevano portato la mattina presto.
Sgranocchiando il bagle che Seth mi aveva messo in un sacchetto lessi anche un bigliettino che mi aveva lasciato “tua zia non ha preso molto bene la tua scomparsa…brutte notizie, ne ha già parlato con mio padre che ha notato l’assenza di Ryan.. Mi stanno riempiendo di domande, presto faranno due più due…” sbuffai e continuai ad azzannare il mio bagle.
I: “Hai letto il messaggio?” chiesi a Ryan che faceva degli esercizi su un’impalcatura lasciata lì dai muratori
R: ”Si, non penso gli ci vorrà molto per capire che c’è Seth sotto tutto questo”
I: ”In effetti, mi sembra poco bravo a mantenere segreti..”dissi fissando il vuoto
R: ”Già, per questo gli ho chiesto di fare dei biglietti per andare via da qui”
I: ”Come??-chiesi quasi affogandomi col boccone di bagle che avevo in bocca-e dove andiamo?”
R: ”Veramente è un biglietto per me…”disse mentre arrossivo per l’errore che avevo fatto
I: ”Oh, certo…”dissi quasi scusandomi
R: ”Sai, tu non hai bisogno di scappare-disse mentre smetteva di fare esercizio e si asciugava il sudore di fronte a me-neanche la peggiore reazione di tua zia è paragonabile al modo in cui venivo trattato da mia madre e dal suo fidanzato del momento”
I: ”Oh…se lo dici tu…”
R: ”Credimi, sei una ragazza fortunata, solo che non l’hai ancora capito”disse abbozzando un sorriso e buttando da una parte l’asciugamano che aveva appena usato.
La sera io. Seth e Ryan andammo in giro per Newport col proposito di non farci notare in giro, cosa che si fece impossibile quando Ryan e Luke, il fidanzato di Marissa, si incontrarono alla tavola calda al molo. Beh, più che altro si scontrarono dato che il pugno di Ryan colpì “accidentalmente” la faccia di Luke.
Tornati all’abitazione tipo Ryan, se possibile, era ancora più serio del solito e decise di rimanere lì a leggere un libro ascoltando un po’ di musica piuttosto che andare in giro con me e Seth.
Quando io e Seth tornammo all’abitazione tipo dopo essere stati al cinema, trovammo la casa in fiamme e qualche volante della polizia ferma di fronte ad essa. E come se quello non fosse stato abbastanza, c’erano pure i Cohen e la zia che, inutile dirlo, era abbastanza fuori di sé. Con un gesto della mano mi fece capire di salire in macchina. Non obbiettai e, in silenzio e con lo sguardo a terra ubbidì.
Una volta arrivati a casa la zia iniziò a farmi la ramanzina.
Z: ”Sei stata una stupida!Se fossi stata lì dentro…non oso nemmeno immaginare quello che sarebbe potuto succedere –disse mettendosi una mano sulla fronte-fortuna che tra poco te ne ritorni in Italia”disse quasi sollevata
I: ”Zia, non capisci che ho fatto tutto questo per evitare di partire?”
Z: ”Beh, allora non ha funzionato, perché hai ottenuto tutto il contrario”
I: ”Beh, era un’azione disperata, mi son giocata il tutto per tutto…Ma se tu mi lasciasti rimanere qui con te io…”
Z: ”Scherzi vero?-disse interrompendomi e con un sorriso ironico sulle labbra-non puoi restare qui con me, non posso stare dietro a tutte le cavolate che fai. E poi qui a Newport le voci girano in fretta e…”
I: ”E’ solo un problema di voci quindi…”dissi triste per questa sua superficialità
Z: ”No, è anche quello”
I: ”Zia, sai bene che è solo quello. Le cavolate che ho fatto non si cancellano con un colpo di spugna, però è anche vero che son sicura che non le farò più…-dissi mentre vedevo sul suo viso uno sguardo di disaccordo con quello che avevo appena detto- ma tu ovviamente non ti fidi di me…e in qualche modo lo capisco, sono arrivata qua, sbucata dal nulla e ho travolto la tua vita e quella dello zio…”
La zia stette in silenzio senza sapere cosa dire
I:”Buona notte-dissi salendo le scale-e scusami…per tutto”.
La mattina dopo mi svegliai con un umore che definire brutto era poco. Alle 11 avevo l’aereo per tornare in Italia.
Scesi di sotto a fare colazione e trovai la zia seduta al tavolo in cucina che sorseggiava del caffè mentre leggeva il giornale. La raggiunsi salutandola timidamente.
Z:”Sai che sei una grossa responsabilità vero?”Annui un po’ spiazzata da questa sua domanda.
Z:”Sai anche che non sarà facile per me starti dietro”
Stavolta non annuì ma feci una faccia strana perché non avevo capito il senso del suo discorso.
Z:”Mi devi promettere che ti comporterai in modo diverso rispetto agli ultimi giorni che hai passato qui e…”
I:”Zia- la interruppi-basta con questi giri di parole perché mi stai facendo sclerare,che stai cercando di dirmi?”
Z:”Sul serio non l’hai ancora capito?”mi chiede con uno strano sorriso
I:”Forse,ma aspetto di sentirlo uscire dalla tua bocca per evitare di farmi delle illusioni inutili”
Z:”Ho sentito i tuoi…abbiamo deciso di darti un’altra possibilità a patto che tu ti comporti bene,perché altrimenti…”
Mi alzai di scatto per raggiungerla e saltarle al collo
I:”tranquilla zia,sarò la nipote ideale,brava e ubbidiente”
Z:”Mi posso fidare?”
I:”Hai la mia parola do T-Rex!”
Z:”Non so cosa voglia dire,ma mi fido”disse con un sorriso
I:”Sul serio zia,grazie e non te ne pentirai”dissi tornando al mio posto
Z:”Bene,-disse mentre tornava a leggere il giornale-anche perché per il momento fino a nuovo ordine sono sicura che non combinerai guai dato che sei in punizione”disse non alzando lo sguardo dal giornale
I:”Oh…”dissi un po’ meno felice di prima
Z:”Già, ‘ oh’ “ disse quasi abbozzando un sorriso.
Finita la nostra chiacchierata tornai in camera un po’ meno felice dato che la prospettiva di passare un’intera estate rinchiusa in casa non mi piaceva,però dopotutto avevano accontentato la mia richiesta di rimanere lì…
Uffa,non so cosa ci fosse nell’aria che si respirava in California,ma sono sicura che fosse colpa sua se mi comportavo così.
I primi giorni furono i più duri da passare rinchiusa in casa,ma per fortuna Seth e Ryan venivano spesso a trovarmi (era l’unica eccezione alla mia punizione che la zia aveva accettato) e a raccontarmi tutto quello che mi ero persa,dalle feste a cui erano andati al triangolo Ryan-Marissa-Luke.Era un po’ come se le avessi vissute anche io con loro.
Infine Seth mi parlò di un viaggio che tutti gli studenti facevano poco prima che iniziassero le scuole.
I:”Tijuana?”chiesi
S:”Hai capito bene. Ho già in mente un piano diabolico”
R:”Se è come l’ultimo allora meglio niente”disse Ryan accennando al piano di Seth di nasconderci nell’abitazione tipo
I:”Concordo”
S:”Fidatevi,questa è volta è perfetto. Ogni anno nello stesso periodo io vado ad una convention,l’unica cosa che dovete dire è che voi venite con me”
R:”Oh si,proprio un ottimo piano“disse Ryan ironico
S:”Allora,sei dei nostri?”
Non volevo tradire la fiducia della zia,so quanto le era costato cambiare idea e farmi finire l’estate qui in California.
I:”Purtroppo penso dovrete raccontarmi pure questa vostra avventura”dissi triste
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