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Visualizza Versione Completa : [PRISON BREAK] C'era una volta



Cohen&Summer4ever!
26-04-2008, 17:46
Ciao a tutti!
Dopo un lungo periodo di inattività, eccomi di nuovo a stressarvi con le mie storie! :XD:
Come potete intuire dal titolo, è una storia che ricorda una fiaba e ovviamente i protagonisti sono Michael e Sara (non ve l'aspettavate vero? :spalank: ).
Ci tengo a farvi notare in anticipo che nella storia troverete delle inesattezze storiche paurose, ma se avessi fatto diversamente, non sarei riuscita a portare la storia dove volevo, x cui siate buoni! :console:
Ah si, la storia l'ho scritta durante un periodo in cui mio fratello giocava spesso a Prince of Persia :rotfl: ed è da quel magnifico videogioco che ho preso l'ispirazione! :XD:
Un'ultima cosa! Sarà una storia con 3 capitoli, x cui se questo vi piace, restate in zona per il prossimo update! :divano:
Oh, quasi dimenticavo!! Se per caso (o per sbaglio :XD:) avete anche iniziato a leggere l'altra storia multichap che sto postando, le faccio un po' di pubblicità dicendovi che ho aggiunto altri due capitoli, x cui... beh, vi lascio il link, il resto "it's up to you" :hideingbh "he lives in my neighborhood" (http://www.theocseries.com/forums/showthread.php?t=20556)


Tanto tempo fa, in un regno molto lontano, il Sultano Frank Tancredi era giunto alla conclusione che, purtroppo, non avrebbe regnato a Babilonia ancora a lungo.
Sapeva che il giorno in cui avrebbe lasciato il suo amato regno nelle mani dell’adorata figlia sarebbe arrivato, solo sperava di avere ancora tempo.

Aveva chiamato a sé i principi più famosi delle terre conosciute e li aveva invitati a partecipare al torneo che aveva indetto; chiunque avesse vinto, avrebbe avuto l’occasione di chiedere la mano della Principessa Sara.
Per sfortuna del Sultano, la Principessa non la pensava allo stesso modo e aveva più volte rifiutato di sposare il vincitore del Torneo, che fu costretto a tornare al proprio regno con qualche graffio in più, ma senza una moglie e soprattutto senza un regno da governare.

Il Sultano cercò di insistere nel convincere la Principessa che, quella di sposare un Principe che l’aiutasse a governare Babilonia, era una scelta che avrebbe giovato al regno, ma per quanto Sara adorasse il suo Paese e suo padre, non avrebbe mai accettato di svendersi in quel modo.
Per qualche tempo, il Sovrano si arrese al volere della figlia e la lasciò libera di scegliere un uomo che ritenesse abbastanza degno di stare al suo fianco. Questo fino a qualche secondo fa, quando una delle sue ancelle gli annunciò che un nuovo Principe aveva espresso il volere di parlare con lui.

“Fatelo entrare.” Disse all’ancella, mentre si passava stancamente una mano sugli occhi. Aveva vissuto questo momento milioni di volte e, onestamente, non riusciva a capire come questo Principe sperava di ottenere un risultato migliore rispetto a tutti quelli che erano passati prima di lui.

L’ancella obbedì subito all’ordine del Sultano e si affrettò ad andare nell’altra stanza per informare il Principe che la sua richiesta era stata accettata.
Qualche secondo più tardi, le lunghe tende dorate in seta che cadevano leggere sulla grande porta del salone, si mossero facendo entrare il Principe, seguito da alcuni dei suoi servitori che reggevano dei doni per il Sultano, e da alcune odalische.
Il bianco abito in lino che il Principe indossava, lo slanciava, facendolo sembrare più alto e il bianco turbante, tenuto insieme da una spilla con su inciso lo stemma di famiglia, gli dava un’aria autoritaria e pacata allo stesso tempo.
Il Principe si fermò a qualche passo dai gradini presenti di fronte al Sultano e, togliendosi il turbante in segno di rispetto, si inginocchiò sul ginocchio destro.

“Michael Scofield, Principe di Persia.” Annunciò uno dei servitori del Sultano che lo avevano scortato fin lì.

“Mio Sultano.” Disse Michael in tono reverenziale e tenendo rispettosamente lo sguardo basso. “Sono giunto sin qui con 10 delle mie migliori odalische.” Indicò 10 ragazze che a loro volta erano inginocchiate dietro di lui. “E i doni più preziosi che il mio regno ha da offrirle.” Aggiunse, indicando i servitori che si era portato dietro e che reggevano delle sacche e dei vassoi.

Il Sultano lo guardò attentamente, cercando di non perdere nemmeno una parola che usciva dalla bocca del Principe, dopodiché, con un sorriso quasi paterno sulle labbra, disse: “Lei è il Principe di Persia, dovrei essere io ad inginocchiarmi.”

“Lei è un Sultano, io un semplice ed umile Principe.”

“La sua umiltà mi scalda il cuore, Principe. Sarei onorato se avesse il piacere di presenziare il banchetto che ci sarà questa sera.” Disse il Sultano alzandosi dal suo trono.

“Ne sarei felicissimo!” Rispose il Principe alzando finalmente lo sguardo.

“E, Principe.” Disse scendendo i gradini e raggiungendolo. “Spero tanto che il motivo che l’ha spinta fin qui, sia quello che penso.” Aggiunse, mettendogli una mano sulla spalla e facendogli gesto di alzarsi.

“Si, mio Sultano.” annuì.

“Io e Suo padre siamo amici da tempo. Il solo fatto che lui mi abbia affidato, per così tanti anni, il compito di stare a comando di uno dei suoi regni, mi riempie il cuore d’orgoglio.” Disse commosso. “Sarei onorato se Lei sposasse mia figlia.” Aggiunse, abbozzando un sorriso carico di rispetto.

“Grazie mio Sultano.” Si limitò a dire Michael.

“Ma come saprà, in molti prima di lei hanno provato a vincere la mano di mia figlia.” Disse suonando nuovamente stanco. “Ma purtroppo, la Principessa non ha ritenuto nessuno di questi all’altezza di stare al suo fianco.”

“Sarei un arrogante se pensassi che farebbe un’eccezione per me.” Disse Michael sicuro di sé, sorridendo serenamente.

“Mio caro, se l’essere arrogante per un solo istante, volesse dire avere la certezza che mia figlia decida di sposarla, allora ha il mio permesso per esserlo.” Disse cercando di incoraggiare Michael.

“Mio Sultano, ci sono vari modi per convincere una persona a fare la giusta scelta. Abbia fede.” Rispose sfoggiando nuovamente quel sorriso che faceva trasparire sicurezza.

“Lei ne ha Principe?” Chiese il Sultano, incuriosito e affascinato dal suo modo di fare.

“Si, mio Sultano. Se non ne avessi avuta, probabilmente non avrei vinto le battaglie che ho combattuto finora, e di sicuro ora non sarei qui di fronte a lei.” Rispose sicuro di sé, senza però suonare arrogante.

“Mi piace la sua determinazione, Principe.” Disse dandogli una leggera e affettuosa pacca sulla spalla. “Non vedo l’ora che lei conosca mia figlia, questa sera al banchetto.”

“Mio Sultano, spero di non sembrarle inopportuno nel chiederle l’onore di conoscere la Principessa prima di stasera.” Disse Michael con un tono reverenziale e quasi impaurito dalla possibile risposta negativa che avrebbe potuto ricevere.

Il Sultano gli rivolse un sorriso e annuendo, chiamò a sé una delle sue ancelle, dicendole di accompagnare il Principe verso la stanza della Principessa.
Michael rivolse un sorriso riconoscente al Sultano e, dopo aver nuovamente indossato il suo turbante, seguì l’ancella.

Attraversarono un corridoio esterno, che diede l’opportunità a Michael di intravedere una piccolissima parte dei famosissimi giardini pensili di Babilonia, dopodiché salirono una scalinata che li riportò all’interno del palazzo.
Alla fine della scalinata, un lungo corridoio con varie porte gli si presentò davanti. Quella di fronte alla quale si fermarono, era la porta della stanza della Principessa Sara.
L’ancella invitò gentilmente il Principe ad attendere lì nell’andito qualche secondo, dopodiché entrò nella stanza.
Mentre Michael attendeva che la Principessa desse il suo consenso ad incontrarlo, si soffermò a guardare i numerosi arazzi appesi alle mura di quell’andito e le varie statue che, minacciose, sembravano stare a guardia del palazzo.
Il suo sguardo fu catturato da un rosso arazzo che sventolava, leggermente mosso dal vento.
Notò che la porta della camera della Principessa si aprì leggermente e l’ancella lo invitò ad entrare.

Non appena si lasciò la porta alle spalle, Michael si levò il turbante in segno di rispetto e, non altrettanto rispettosamente, si ritrovò a fissare la bellissima ragazza di fronte a lui.
Aveva sentito parlare tanto della Principessa Sara di Babilonia, ma aveva sempre pensato che la gente che aveva avuto la fortuna di vederla di persona, avesse sempre esagerato un po’ nel descriverla. Quanto si sbagliava!

I corti capelli scuri e ricci, le cadevano dolcemente sulla chiara pelle delle spalle lasciate nude dall’elegante vestito in seta che indossava.
Gli occhi marroni che si sentiva addosso, sembravano quasi bruciarlo da quanto tempo erano rimasti a guardarlo, cercando di squadrarlo da capo a piedi.
Le lunghe dita delle sue chiare mani intrecciate di fronte a lei, e il suo mordicchiarsi il labbro inferiore, gli fecero capire che anche lei era più nervosa di quanto volesse far credere.

Sara fece un gesto all’ancella che, ubbidiente, uscì dalla stanza lasciandoli soli.
Michael, che non spostò il suo sguardo da Sara per un solo instante, fece per presentarsi, ma Sara lo precedette.

“Così Lei è il famoso Principe di Persia.”

“Sì Principessa, sono io.” Disse accennando un inchino.

“Ha fatto parecchia strada per venire fin qui.” Disse gentile e un po’ ironica. “E non ho idea di cosa l’abbia spinta a questo… “ Disse pensando alla parola giusta da dire. “Sacrificio!” finì la frase con un tono ironico.

“Penso che lei si sottovaluti, Principessa. Credo che entrambi sappiamo il motivo della mia visita.” Le rispose pronto e, ancora una volta sicuro di sé senza però suonare presuntuoso.

“Bene Principe, allora lei saprà anche che il suo viaggio è stato inutile, dal momento che io non sposerò mai un uomo che è stato scelto da mio padre.” Disse incrociando le braccia al petto.

“Beh, le farà piacere sapere che condivido questa sua opinione.”

“Ah si?” Chiese ironica. “Se la pensa così, allora perché il suo viaggio fin qui? Per portare qualche dono a mio padre?”

“Perché non avevo altra scelta.” Disse suonando serio e in qualche modo ferito. “Principessa, sappiamo entrambi che i nostri padri, purtroppo, non regneranno ancora a lungo.” Disse avvicinandosi un po’ a lei senza mai smettere di guardarla negli occhi. “E nessuno di noi due può permettersi di lasciare il proprio regno senza un sovrano.”

Sara lo guardò per la prima volta in modo diverso da quando era entrato nella sua stanza.
Era il primo che le aveva parlato in modo sincero, anche se le cose che le aveva detto non erano quelle che si voleva sentir dire; e, soprattutto, era il primo che sembrava sapere cosa volesse dire essere costretti a fare qualcosa che non si vuole.
Ma questo non era un buon motivo per cedere; ne era sicura, anche questo principe avrebbe presto ripreso il viaggio verso il proprio Paese senza di lei.

“Mi ha appena detto che l’unico motivo che l’ha spinta a venire fin qui, è il regno di mio padre?” Chiese con un’espressione offesa.

“Pensavo fosse chiaro. Non è lo stesso motivo che ha spinto anche gli altri principi venuti qui prima di me?” Chiese Michael retorico.

“Forse. Ma i doni che mi portavano facevano intendere che avevano anche altri interessi nei miei confronti” Disse Sara, cercando di convincere più il suo ego, che Michael.

“Beh Principessa, io non voglio offendere la sua intelligenza dicendole che son venuto fin qui perché l’amo. Sarebbe una bugia.” Disse notando una strana espressione nel viso di Sara. “Senta Principessa, mio padre è un uomo molto malato che potrebbe andarsene da un momento all’altro, il suo più grande desiderio è quello di vedermi regnare la sua terra con una donna forte come lei al mio fianco.”

“Nonostante il suo sia un nobile gesto, Principe, non lo ritengo un buon motivo per sposarla.” Disse, suonando per la prima volta veramente dispiaciuta nel rifiutare di sposare un principe. “Il fatto che mio padre ritenga il mio matrimonio essenziale per il regno, non è un buon motivo per vivere il resto dei miei giorni con un uomo che non amo.”

“Forse lei non tiene al suo regno quanto io tengo al mio.” Si azzardò a dire, quasi con tono di sfida.

“Questa sua arroganza non le farà ottenere niente di diverso dal mio rifiuto.”

“Beh, forse preferiva che mi comportassi come gli altri venuti prima di me, che la riempissi di doni e di parole dolci. Forse sperava fossi il Principe Aladino delle mille e una notte che voi ragazze sognate prima di dormire. Mi dispiace Principessa, non sono così, non ho una lampada magica con un genio che esaudisce tre desideri e non ho nemmeno un tappeto volante per portarla in giro la notte al chiaro di luna.” Si fermò un istante perché distratto dal sorriso che era apparso sul viso di Sara.

“Non avrebbe funzionato comunque.” Disse Sara, divertita dal paragone detto da Michael, che ora lo guardava confuso. “Anche se avesse avuto il tappeto volante, non avrebbe funzionato.” Gli spiegò. Michael annuì con un sorriso.

“Il punto è…” Riprese a parlare Michael. ”Che preferisco essere sincero con lei, piuttosto che nascondermi dietro falsi complimenti. Anche perché, vista la lunga lista di principi rifiutati, sembra che lei non sia una tipa che si fa intenerire da doni e parole dolci.” Aggiunse sorridendo.

“Direi di no!” Disse, sorridendo a sua volta. “Beh, allora direi che ci siamo detti tutto”

“Sembrerebbe di si.” Disse Michael, capendo che la sua presenza lì non era più gradita.

Michael si diresse verso la porta, seguito da Sara, e la aprì.

“Immagino ci vedremo più tardi al banchetto.” Disse fermandosi sulla soglia e girandosi a guardarla un’ultima volta.

“Principe, dovrebbe sapere che non ho mai incontrato uno spasimante e non mi sono mai presentata ai banchetti che mio padre ha dato in loro onore.” Disse scuotendo leggermente la testa.

“Oh, lo so!” Rispose Michael prontamente.

“Lo sa?” Chiese Sara sorpresa. “E cosa le fa pensare che questa volta con lei sarà diverso?” Le chiese curiosa di sapere la sua risposta.

“Sono ottimista.” Le rispose prendendole la mano destra nella sua. “E ho fede.” Aggiunse sorridendo, prima di baciarle dolcemente la mano.

Michael rimise il turbante e prese a scendere le scale che aveva salito qualche minuto prima.

Sara si ritrovò a guardare, con un sorriso particolare, il palmo della mano, che Michael aveva appena baciato.
Con la scusa del baciamano, Michael le aveva lasciato un piccolo fiore di carta.
Mai nessuno prima di lui aveva pensato ad un regalo cosi… originale!
Continuando a sorridere, si ritrovò a guardare nuovamente verso Michael, che stava finendo di scendere le scale, e stringendo delicatamente il fiore tra le dita, si richiuse la porta della sua stanza alle spalle.

Anny86
26-04-2008, 18:13
Ily... l'inattività non va bene :XD: :mha:

Però la fanfic è eccellente S_S)
Lasciando stare il breve, come dire, distacco temporale, giusto un paio d'anni, maccheccosamidicimai, non è niente di che :XD: è stupendaaaa :wub:
Ma lo sai che me li immagino vestiti come li hai descritti? *sbaaaav* :123: (chiaramente riferito a Michaeluzzo :D)

Vero che continueraiiii? :shifty:
Il banchetto lo voglio leggereeeee! Ed è vero che la principessa Sara ci andràààà? :wub:
Ily, guai a te se... :zia: :rotfl: kidding xD

Brava brava brava :kiss:

nadietta90
26-04-2008, 19:06
Ma ke bello S_S) La parte di Aladino :laughing:
Si si non vedo l'ora di leggere le nuove scene :wub: sn sicura ke Sara andrà al banchetto.. S_S) non può lasciare un uomo cosi andar via :shifty: quel bianco ke lo slancia :123:

Cohen&Summer4ever!
26-04-2008, 20:39
Prima di tutto...
GRAZIE DEI COMMENTI!! S_S)
Non so veramente come farei senza di voi!


Ily... l'inattività non va bene :XD: :mha:
Eh lo so Anny, ma ora sto riprendendo a macinare idee! :XD:


Però la fanfic è eccellente S_S)
Lasciando stare il breve, come dire, distacco temporale, giusto un paio d'anni, maccheccosamidicimai, non è niente di che :XD: è stupendaaaa :wub:
Dai, non son così lontano nel tempo... quel paio di secoli che nessuno si sente addosso... :XD:

Ma lo sai che me li immagino vestiti come li hai descritti? *sbaaaav* :123: (chiaramente riferito a Michaeluzzo :D)
Ma sul serio? :blush: Mi fa piacere, anke xk pensavo di non avere reso abbastanza bene la descrizione :divano:


Vero che continueraiiii? :shifty:
Il banchetto lo voglio leggereeeee! Ed è vero che la principessa Sara ci andràààà? :wub:
Ily, guai a te se... :zia: :rotfl: kidding xD
Brava brava brava :kiss:
:rotfl: eheheheh non c'è bisogno di minacciare :laughing: gli altri due capitoli son pronti, devo solo postarli! Ma grazie alle tue "velate" minacce, cerkerò di postarle il più in fretta possibile :XD:


Ma ke bello S_S) La parte di Aladino :laughing:
Si si non vedo l'ora di leggere le nuove scene :wub: sn sicura ke Sara andrà al banchetto.. S_S) non può lasciare un uomo cosi andar via :shifty:
Beh, Aladdin è il mio cartone Disney preferito, non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di metterlo in una storia MiSa! :mf_cupid:
Beh, x qnt riguarda la scelta di Sara.. Vedremo nel prox cap! :sonofico:

quel bianco ke lo slancia :123:
:rotfl: :rotfl: Non chiedermi xk, ma immaginarti dire quella frase mi fa rotolare veramente in terra dal ridere! Immagino uno sguardo della serie ==> :123: :XD:

nadietta90
26-04-2008, 20:50
allura infretta a postare :zia:
:XD:


:rotfl: :rotfl: Non chiedermi xk, ma immaginarti dire quella frase mi fa rotolare veramente in terra dal ridere! Immagino uno sguardo della serie ==> :123: :XD:

cmq si la mia faccia era un misto fra :123: e :sbav: :XD:

Anny86
27-04-2008, 17:59
Dai, non son così lontano nel tempo... quel paio di secoli che nessuno si sente addosso...:XD:

No, ma infatti... secoli, qualche anno, si si :D :XD:
Due capitoli S_S)

*squeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee* vai Ily :wub:

Cohen&Summer4ever!
28-04-2008, 01:56
Eheheh, come promesso, ecco il capitolo del banchetto... Sxo rispetti le vostre aspettative! :divano:


Più tardi, quella sera stessa, il Sultano, Michael e parecchi altri invitati, si ritrovarono nella grande sala del castello che il Sultano era solito usare per i suoi banchetti.
Grandi vassoi riempivano le lunghe tavolate della stanza, la musica faceva da sottofondo alle risate e ai racconti degli ospiti e bellissime fanciulle danzavano seguendo il ritmo affascinante di quella melodia.
Agli occhi di una persona qualunque, tutto questo significava vivere il sogno di una vita. Non per Michael, che fissava deluso il posto vuoto alla destra del Sultano. Come avrebbe dovuto immaginare, Sara non si era presentata.

“Mi dispiace, figliolo.” Disse il Sultano dispiaciuto, notando lo sguardo di Michael.

“Mi ero preparato al peggio.” Mentì, ostentando una sicurezza che in questo momento non aveva.

In realtà, il suo ottimismo l’aveva portato a pensare che la principessa avrebbe, per la prima volta, abbandonato il suo atteggiamento difensivo e avrebbe raggiunto gli ospiti al banchetto dato in suo onore. Insieme si sarebbero potuti divertire e, perché no, magari conoscersi meglio.
Ma Michael capiva che per lei tutto questo non era facile. Anche lui, come lei, era stato costretto a crescere troppo in fretta e ad assumersi troppe responsabilità rispetto alla giovane età che aveva. Da loro due dipendevano i destini dei loro rispettivi regni, un peso non semplice da portare sulle spalle.
E poi, cosa gli dava la sicurezza che lei avrebbe scelto lui? Cosa aveva lui in più di tutti gli altri principi che lo avevano preceduto?
Un grande regno?
Un forte esercito?
Un grande coraggio?
Tutte cose degne di nota, ma apparentemente non importanti per la principessa.
Sorseggiando del vino dal calice di fronte a lui, si promise di intraprendere il viaggio verso il suo regno non appena il banchetto sarebbe finito.

Mentre Michael raccontava con orgoglio una delle tante battaglie vinte da lui e suo fratello, una voce femminile catturò la sua attenzione.
Girandosi leggermente notò che la voce della ragazza che parlava col Sultano era di Sara. Il fatto che la principessa era lì, al banchetto che il Sultano aveva dato in suo onore, gli portò un sorriso sulle labbra e per un istante le ultime parole che Sara disse qualche ora prima, gli tornarono alla memoria: “Principe, dovrebbe sapere che non ho mai incontrato uno dei principi venuti qui per me e non mi sono mai presentata ai banchetti che mio padre ha dato in loro onore.”.

Sara notò che Michael l’aveva vista e soprattutto notò il suo adorabile sorriso.

“Chiedo scusa per il ritardo.” Disse posando lo sguardo su Michael, fintamente dispiaciuta per quel ritardo non casuale. “Ma ho impiegato più tempo del previsto nel scegliere cosa indossare per l’occasione.” Continuò, fintamente imbarazzata.

“Non ti preoccupare cara.” Disse il Sultano, visibilmente commosso nel vedere che, finalmente, sua figlia aveva deciso di dare una possibilità a Michael.

“Il Sultano ha ragione, principessa.” Disse Michael, non staccandole gli occhi di dosso per un istante. “Ne è valsa la pena di aspettarla.” Aggiunse con un sorriso affascinante, che Sara non fece a meno di notare.

“Perché non ti siedi qui vicino a me, cara?” Le disse premuroso il Sultano.

“A dire il vero padre, mi chiedevo se il principe abbia avuto la possibilità di ammirare i nostri famosi giardini.” Chiese, lanciando uno sguardo d’intesa al padre.

Il Sultano sorrise. Aveva capito cosa aveva in testa sua figlia e, molto volentieri, decise di reggerle il gioco rispondendo con aria colpevole “No, cara. Mi assumo la responsabilità di questo mio errore. Vorresti essere così gentile da riparare a questa mia imperdonabile dimenticanza?” Chiese, ricambiando lo sguardo che precedentemente aveva fatto Sara.

“Se il principe lo desidera…” Disse, girando la testa verso Michael e aspettando una sua risposta.

“Ne sarei felice.” Le rispose, sostenendo il suo sguardo.

Michael si alzò e seguì Sara.
Raggiunsero il giardino interno del palazzo, lo stesso che Michael aveva intravisto qualche ora prima.

“Com’è che ha cambiato idea?” Chiese curioso una volta soli, mentre Sara guardava rapita le piante presenti nel giardino.

Si girò leggermente per guardarlo negli occhi e sorridendo disse “Vedo che non usa giri di parole!” Disse divertita, facendolo sorridere. “E’ proprio sicuro di volerlo sapere?” Gli chiese fintamente minacciosa. Michael annuì divertito. “Beh, è stato il suo modo di fare. Pochi sono stati onesti come lei e preferivano adularmi, piuttosto che parlare chiaramente delle loro intenzioni.” Si prese un momento di pausa per osservare lo strano sorriso che era spuntato sulle labbra di Michael. “Ma, ovviamente, il fatto che io ora sia qui, non significa che ci sarà un matrimonio!” Precisò subito.

“Certo che no!” Replicò prontamente Michael, che aveva ancora quello strano sorriso in viso.

“Dove ha imparato a piegare la carta in quel modo?” Gli chiese cambiando discorso, mentre annusava distrattamente dei fiori alla sua sinistra.

“Uno dei servitori di mio padre, lo stesso che si è sempre preso cura di me e di mio fratello fin da quando eravamo piccoli, una volta ci raccontò che in passato gli origami erano usati dagli schiavi per comunicare senza venire scoperti dai propri padroni.” Iniziò a raccontare Michael, notando che Sara aveva smesso di occuparsi dei fiori e lo ascoltava attentamente, rapita dalle sue parole. “Per cui, io e mio fratello ci appassionammo e ci facemmo insegnare alcune delle forme più semplici, ma dai significati più profondi. Per esempio il cigno, che sta a significare la famiglia e che mio fratello mi faceva sempre trovare sul cuscino, per farmi capire che lui per me ci sarebbe sempre stato.”

“Quindi ogni forma ha un particolare significato?” Chiese Sara, sempre più rapita dal suo racconto. Quasi era gelosa di tutto quello che Michael sapeva e che lei si era persa perché sempre rinchiusa tra le quattro mura del palazzo.

“Esatto, principessa.” Rispose Michael.

“E, principe, quello che ha dato a me che significato ha?” Chiese provocante, avvicinandosi un po’ di più a Michael.

“Non saprei, lei pensa abbia qualche significato particolare?” Chiese a sua volta, stando al suo gioco.

“A dire il vero, penso facesse tutto parte del suo piano.” Gli rispose, allontanandosi un po’ da lui, ma non distogliendo mai lo sguardo da quello azzurro del principe.

“Così mi offende, principessa.” Disse con un sorriso, portandosi una mano sul cuore, come a farle capire che quelle parole l’avevano ferito. “Non penserà che sia così meschino!”

“Beh, a giudicare dalle tante vittorie ottenute in battaglia, so che siete un grande stratega.” Disse sedendosi sul bordo della grande fontana presente al centro del giardino.

“La guerra è una cosa diversa, principessa.” Rispose, sedendosi accanto a lei.

“Beh, che c’è di tanto diverso? In entrambi i casi ci perde o ci guadagna qualcosa.” Gli fece notare decisa.

“Non sempre vale la pena di rischiare una strategia, specie se in alcuni casi le scelte non dipendono da una sola persona.” Disse serio, guardando distrattamente il riflesso della luna sullo specchio dell’acqua.

“Stiamo sempre parlando di guerra?” Chiese confusa.

“Sara.” La chiamò per la prima volta per nome e lasciò da parte tutti i convenevoli. “Sono stato onesto con te fin dal primo istante e voglio che tu sappia che non ti spingerò a fare una scelta che non ritieni giusta.” Disse lasciando perdere il riflesso della luna e concentrandosi sul viso di Sara che sembrava un po’ teso.

“Credimi, mi piacerebbe uscire dal palazzo e visitare con te le terre straniere e conoscere tutto quello che mi son persa in tutti questi anni.” Ammise.

“Allora vieni con me! Cosa ti trattiene qui?” Le disse prendendole una mano tra le sue.

Sara fu colpita da questo gesto inaspettato e alzò di colpo il viso, incrociando nuovamente gli occhi di Michael. In queste poche ore che lo conosceva, aveva notato quanto i suoi occhi fossero affascinanti e ipnotici, ma ora che ce li aveva addosso, curiosi di ricevere una risposta, le sembrarono ancor più penetranti.

“Che ne sarebbe del mio regno?” Chiese infine, buttando fuori tutta l’aria che aveva tenuto nei polmoni e distogliendo lo sguardo da quello di Michael.
“Mio fratello si occuperà di Babilonia. E’ un grande condottiero e il suo esercito proteggerà il tuo regno con coraggio. Sono sicuro che sotto il suo comando, Babilonia conoscerà un periodo di crescita e prosperità.” Le disse rassicurandola.

“E tutto questo non può accadere sotto il tuo comando?” Gli chiese contrariata.

“No, Sara. Prima che morisse, promisi a mia madre che avrei fatto sì che il suo ultimo desiderio si avverasse. Fin quand’ero piccolo, mi diceva sempre quanto sarebbe stata orgogliosa nel vedermi al comando di Babilonia.” Raccontò, provato da quel ricordo. “E io farò sì che il suo ultimo desiderio si avveri, Sara. E l’idea che sarai tu la donna che mi aiuterà a realizzarlo, la stessa donna che sarà sempre al mio fianco e mi aiuterà a prendere le giuste decisioni, mi riempirebbe d’orgoglio e mi farebbe finalmente capire perché tutti mi reputano l’uomo più fortunato del mondo.” Concluse, cercando nuovamente il suo sguardo.

Sara lo lasciò parlare senza interromperlo. Sapeva quanto poteva essere difficile aprirsi in quel modo, specie con qualcuno conosciuto qualche ora prima.
E certo, lei era sicura che non avrebbe mai ceduto nello sposare un uomo scelto da suo padre, ma le motivazioni che avevano spinto Michael ad arrivare fin lì per chiederla in sposa e il modo in cui le aveva fatto capire che averla al suo fianco per lui era molto importante… Tutto questo stava mettendo a dura prova la sua resistenza, tanto che senza rendersene conto, si ritrovò a sporgersi leggermente in avanti fino ad incontrare le labbra di Michael.
Sapeva che l’avrebbe baciato, l’aveva capito fin da quando era entrato nella sua stanza quella mattina.
C’era qualcosa di diverso in lui e le sensazioni che provava ora ne erano la prova. Ne era sicura, i brividi che la percorrevano per tutto il corpo non erano dovuti alla leggera brezza che li accarezzava e il leggero tremore delle mani non era dovuto al contatto con la gelida acqua della fontana. Era lui, era Michael che la faceva sentire così.

Sara allontanò il suo viso di qualche da quello di lui e con un sorriso malizioso disse: “Questo ovviamente non vuol dire che io e te ci sposeremo!”

“Certo che no.” Rispose, divertito dal suo modo di fare, prima di sporgersi nuovamente e baciarla.


Spero ne sia valsa la pena aspettare 2 giorni x leggere il secondo capitolo! :XD:

nadietta90
28-04-2008, 14:03
S_S) Bello bello!! Soprattutto la fine :wub:
Sara ke si presenta al banchetto S_S) e invita Mik a fare un giro per i giardini :shifty: lei ammette ke vorrebbe girare il mondo cn lui :wub: e poi finalmente lo bacia S_S) S_S)
Bello bello :wub:
Brava Ily :hug: ora ne voglio altre di scene :laughing: e mi raccomando continua anke quella dei vicini :sonofico:

Anny86
28-04-2008, 18:55
Ily, brava brava brava :D

Graditissimo :D :D :D
Oh, ma è il fratello Lincoln che si deve prendere cura di Babilonia? :laugh: povera gente sotto il suo comando :XD: :D
Let's keep coming, sis :kiss:
Sei bravissima :blush:

Cohen&Summer4ever!
28-04-2008, 20:45
S_S) Bello bello!! Soprattutto la fine :wub:
Sara ke si presenta al banchetto S_S) e invita Mik a fare un giro per i giardini :shifty: lei ammette ke vorrebbe girare il mondo cn lui :wub: e poi finalmente lo bacia S_S) S_S)
Bello bello :wub:
Brava Ily :hug: ora ne voglio altre di scene :laughing: e mi raccomando continua anke quella dei vicini :sonofico:
Ahah Nady, mi fa troppo piacere k ti stia piacendo così tanto! :divano:
Ahah, qll dei vicini ti ha preso così tanto? :laughing: K bello, sono contenta xk anke me piace troppo scriverla e cercare di immaginare k fine farli fare! :XD: :mf_cupid: Ti prometto k cerkerò di aggiornarla il + in fretta possibile! :bacio


Ily, brava brava brava :D
Graditissimo :D :D :D
Oh, ma è il fratello Lincoln che si deve prendere cura di Babilonia? :laugh: povera gente sotto il suo comando :XD: :D
Let's keep coming, sis :kiss:
Sei bravissima :blush:
Ahaha, c'hai ragione Anny, poveri Babilonesi! :XD: Ma se Mike si fida, xk nn lo dovremo fare anke noi? :mha:
Last chap coming soon, sis! :bacio

Cohen&Summer4ever!
01-05-2008, 18:36
Eccoci arrivate al capitolo finale... S_S)
Sxo la fine sia all'altezza delle vostre aspettative :XD:
Vi lascio leggere in pace, poi vi scrivo qlk altra postilla alla fine :laughing:


Qualche mese più tardi, il Sultano annunciò al suo popolo che quel giorno si sarebbe affacciato al balcone del palazzo reale per dare loro una notizia molto importante.
I cittadini, preoccupati per questo annuncio improvviso, si radunarono tutti sotto il balcone dove il Sultano era solito affacciarsi e aspettarono, tra mille dubbi, che il Sultano finalmente apparisse.
C’è chi aveva il terrore che l’annuncio riguardasse una guerra imminente, chi invece pensava che la notizia riguardasse una nuova tassa da pagare il più in fretta possibile.
Ma quando videro il loro Sultano affacciarsi, sorridente e felice, salutare tutti con un affettuoso cenno della mano, capirono che le loro paure erano infondate. Quelle del Sultano erano buone notizie.

“Popolo!” Disse interrompendo il brusio della gente. “Ho un grande annuncio da farvi e, come avrete capito, sono buone notizie!” Proseguì, mentre la gente accorsa tirava un sospiro di sollievo nel sentire queste sue parole. “Come tutti sappiamo, non governerò Babilonia a lungo e ho insistito tanto perché mia figlia, la Principessa Sara, trovasse un Principe che la potesse aiutare in questo. Bene, sono lieto di annunciarvi che la sua ricerca è terminata!” Concluse alzando le braccia in trionfo.

Nel sentire le ultime parole del Sultano, il popolo festeggiò la buona notizia con un applauso, nell’attesa di vedere chi sarebbe stato il loro prossimo Sultano.
C’è chi guardava attentamente verso il balcone, per cercare di intravedere il Principe in questione, altri che parlottavano cercando di ipotizzare chi sarebbe stato il fortunato che aveva finalmente convinto la Principessa a capitolare.

“E’ con grande onore…” Riprese a parlare il Sultano, attirando nuovamente l’attenzione della gente. “Che vi presento Michael Scofield, Principe di Persia!” Disse indicando Michael, un po’ in imbarazzo per lo sfarzo della sua presentazione, che teneva per mano un altrettanto emozionata Sara.

Michael sorrise dolcemente a Sara un’ultima volta, prima di essere abbracciato vigorosamente dal Sultano ed essere trascinato dove i suoi futuri sudditi potesse vederlo.
Vedere tutta quella gente, che forse non lo conosceva nemmeno, che gridava felice il suo nome in quel modo e lo applaudiva rumorosamente, lo fece emozionare. L’unica cosa che gli venne in mente di fare in quel momento, fu quella di salutare la gente con un gesto della mano, proprio come fece il Sultano qualche istante prima. Quel gesto fece applaudire la folla, contenta di sapere che il proprio Paese sarebbe stato nelle mani di un valoroso Principe. Il pubblico in delirio, non ci mise molto ad inneggiare anche la principessa, forse curiosi di scoprire quanto i due stessero bene l’uno accanto all’altro.
Sara, sentendo che la folla la reclamava, fece qualche passo in avanti e affiancò Michael, che le mise un braccio attorno alla vita. Dopo un veloce sguardo d’intesa, i due ripresero a guardare i loro futuri sudditi e, insieme, ripresero a salutarli.

Qualche settimana più tardi, Michael e Sara erano uno di fronte all’altro, entrambi vestiti nei rispettivi abiti nuziali tradizionali.
Il Sultano, visibilmente commosso, era colui che era incaricato di svolgere la funzione e aveva appena annunciato ai presenti nella grande sala imperiale, che Michael e Sara erano ufficialmente marito e moglie.

“Ovviamente tutto questo non significa che tu mi stai sposando, giusto?” Le sussurrò Michael divertito, avvicinando il suo viso a quello di Sara, di modo che solo lei potesse sentirlo.
Sara scosse la testa e, divertita da quella battuta, gli restituì il sorriso, ripensando a tutte le volte che lei aveva usato quella frase contro di lui. In realtà lei aveva sempre saputo che sarebbe finita così, fin dal loro primo scambio di battute.
C’era qualcosa di speciale in lui. Qualcosa che lo rendeva straordinariamente diverso da tutti gli altri uomini che aveva incontrato prima, ma che ancora non aveva individuato.
Sarà il suo sguardo penetrante che la faceva arrossire ogni volta che lo sentiva addosso?
Sarà il suo modo di fare così educato e adorabilmente sicuro di sé, che ogni volta riusciva a farle cambiare idea?
Saranno state le sue grandi mani, che ogni volta che la sfioravano le facevano visitare posti mai visti.
O forse era tutto merito delle sue labbra e di come la facevano sentire ogni volta che iniziavano un tango sfrenato con le sue?
Non aveva fretta di scoprirlo, aveva tutta la vita per scoprirlo.

“Certo che no!” Gli rispose finalmente, prima di suggellare il loro matrimonio con un bacio intenso che fece applaudire i presenti nella sala.



18 AGOSTO 2010


“E vissero per sempre felici e contenti…” Disse Sara, leggendo le ultime parole del libro che teneva in mano, prima di richiuderlo e posarlo sul comodino di fronte a lei.

“Mamma, perché il principe e la principessa si chiamavano come te e papà?” Chiese curiosa la bimba di tre anni coricata sul suo letto, mentre stringeva forte a sé un peluche a forma di cigno e cercava con tutte le forze di tenere gli occhi aperti.

“Perché tutti i papà e le mamme sono principi e principesse.” Rispose, accarezzandole dolcemente una guancia, mentre la genuina ingenuità di sua figlia la faceva sorridere teneramente.

“Anche io sono una principessa, mamma?” Chiese nuovamente la bimba, che vinta dal sonno lasciò che i suoi occhi si chiudessero.

“Certo, Christina.” La rassicurò, spostandole con cura un ciuffo di capelli biondo-ramati che copriva i suoi bellissimi occhi azzurri. “Tu sei la nostra principessa.” Disse, spegnendo l’abat-jour che stava sul comodino e baciandole la fronte con la delicatezza che solo una mamma ha, prima di uscire dalla sua stanza.

Sara raggiunse la cucina e aprì il frigo per prendere qualcosa di fresco da bere.
Ormai era abituata al clima secco di Panama e aveva imparato che l’unica cosa che riusciva a rinfrescava quanto un bagno nell’oceano, era dell’acqua gelida che risvegliava la sua gola disidratata.

“Così ora sono il principe Michael?”

Senza che Sara se ne rendesse conto, Michael era rimasto ad ascoltarla mentre leggeva a loro figlia una delle sue favole preferite.
Ora il caldo petto di Michael premuto contro la sua schiena, faceva da contrasto col fresco proveniente dal frigo di fronte a lei.

“Lo sai che quella è la sua favola preferita!” Protestò Sara, chiudendosi il frigo alle spalle e girandosi verso Michael.

“Inizio a pensare che questa sia una scusa…” Le disse, cingendola dolcemente in vita e tirandola un po’ a sé.

“Ah si? E perché mai pensi questo?” Chiese curiosa, poggiando le mani sui suoi pettorali tatuati.

“Perché penso che quella sia anche la tua favola preferita.” Disse, sporgendosi un po’ in avanti per baciarla.

“Mi dispiace Scofield, questa volta hai non c’hai preso!” Rispose, allontanandosi leggermente da lui, dopo avergli dato l’impressione di sporgersi anche lei un po’ in avanti per baciarlo.

“Ah no?” Chiese curioso alzando un sopracciglio.

“Già!” Rispose, facendo salire le sue braccia fin dietro il collo di Michael.

“E allora illuminami, quale sarebbe la tua favola preferita?”

“Ma la nostra, ovviamente!” Gli disse con un sorriso, toccandogli affettuosamente la punta del naso con l’indice della mano destra.

Nonostante la luce in cucina fosse spenta e la stanza fosse illuminata solamente dalla luna che brillava in cielo, Sara era sicura che in questo momento Michael avesse un sorriso malizioso sulle labbra, forse anche un po’ divertito dalla banalità della risposta che gli aveva dato precedentemente.
E’ vero, forse era un po’ banale, ma in questo momento la sua vita le sembrava veramente una favola. Un marito eccezionale, una figlia bellissima, una casa sulla spiaggia col mare a due passi e una vita tranquilla. Sì, questa era la sua favola ed era sicura che avrebbe vinto il paragone con qualunque altra storia.

Notò come gli occhi di Michael, leggermente illuminati dalla luna, erano fissi sulla sua bocca.
Stringendo leggermente le braccia che teneva intrecciate dietro il collo di Michael, si avvicinò un po’ di più a lui, per poi concedergli, finalmente, quel bacio che prima gli aveva negato.

“Sì…” Si allontanò controvoglia da Sara. “La nostra favola è decisamente migliore. Aladdin non sa cosa si perde!” Sorrise. “Solo, ricordati di non raccontarla mai a Christina!” Disse in tono serio. “O per lo meno, tralascia i particolari piccanti!” Aggiunse malizioso, prima di prenderla in braccio e dirigersi verso la loro camera.

Divertita, Sara gli diede una pacca affettuosa sulla spalla, prima di riprendere a baciarlo e chiudersi la porta alle spalle.


“E vissero per sempre felici e contenti…”


[FINE]

Sxo sia andata bene!! :divano:
ehehe, la data enorme k avete letto è il giorno e il mese del mio compleanno :rotfl: Ne ho giustamente approffitato!! :laughing:
Beh, grazie 1000 x aver letto qst storia :mf_cupid: aspetto di leggere i commenti finali!! :console:

nadietta90
03-05-2008, 14:44
bellissima Ily S_S)
Sposi :wub: :wub: S_S) emozionati ke salutano il popolo S_S)
e poi quando si scopre ke era una favola raccontata da sara S_S) S_S) alla loro figliaaaaa S_S) ke bello S_S) ke vivono a Panama :laughing: Bella bella pure la loro vita attuale :wub: brava Ily molto bella la fanfic.. e finale perfetto S_S)

Cohen&Summer4ever!
03-05-2008, 19:17
bellissima Ily S_S)
Sposi :wub: :wub: S_S) emozionati ke salutano il popolo S_S)
e poi quando si scopre ke era una favola raccontata da sara S_S) S_S) alla loro figliaaaaa S_S) ke bello S_S) ke vivono a Panama :laughing: Bella bella pure la loro vita attuale :wub: brava Ily molto bella la fanfic.. e finale perfetto S_S)
S_S) S_S) S_S) S_S) grazie Nady, tutta rossa io :mf_cupid:!!!!! :divano:
Mi fa piacerissimo sapere k t è piaciuta, t prometto k appena posso continuo anke qll dei vicini :drinks_dr
Dai, dopotutto se lo meritano anke, no? :console:
Uff, voglio la quarta serie!!! :pazzia:
:bacio

nadietta90
03-05-2008, 19:28
S_S) S_S) S_S) S_S) grazie Nady, tutta rossa io :mf_cupid:!!!!! :divano:
Mi fa piacerissimo sapere k t è piaciuta, t prometto k appena posso continuo anke qll dei vicini :drinks_dr
Dai, dopotutto se lo meritano anke, no? :console:
Uff, voglio la quarta serie!!! :pazzia:
:bacio

quella dei vicini di casa è la mia preferita :mf_cupid: :mf_cupid:

mi piacciono molto qst tue fanfic su Mik&Sara S_S)