Cohen&Summer4ever!
06-06-2008, 13:14
Buongiooooooorno! :hideingbh
Ho deciso di postare un'altra storia (eccheppalle, vero? :XD:) anke se non mi convince molto... ma vabeh...
Il titolo non è molto invitante -non quando si parla di MiSa- ma ricordate ki è che scrive la storia e la sua morbosità verso la coppia di Prison Break :laughing:
Cmq... Michael e Sara frequentano la stessa Università, si conoscono da sempre e sono migliori amici. La domanda è... durerà?? Beh, se siete curiosi e volete scoprirlo, allora... buona lettura! :D
Sara era stesa sul suo letto che leggeva un libro, le pagine leggermente illuminate dalla luce fioca che proveniva dalla sua abat-jour.
Adorava leggere e il corso di letteratura inglese che seguiva, le dava la scusa di rispolverare vecchi classici come “Orgoglio e pregiudizio”, “Il ritratto di Dorian Gray” e il libro che leggeva ora, “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde”.
Stava per leggere del primo incontro tra Hyde e Utterson, quando il suo cellulare prese a vibrare sul comodino di fianco a lei.
Sbuffò, un po’ indispettita dall’essere stata interrotta, ma una volta visto il nome sul display, un sorriso apparve sul suo viso. Era Michael, il suo migliore amico.
“Mike, sai che potrei ucciderti per avermi interrotto?” Disse aprendo il cellulare.
“Ciao anche a te, Sara.” Rispose Michael. Sara sentiva che le sue labbra si erano aperte in un sorriso in questo momento.
“Spero abbia un buon motivo per disturbarmi.” Scherzò.
“Oh, pensavo che il solo sentire la mia voce fosse abbastanza.” Disse Michael, facendo sorridere Sara. “Scherzi a parte, quei libri ti stanno facendo impazzire!”
“Beh, detto da uno che legge il triplo di me…” Disse rassegnandosi e prendendo il segnalibro che aveva lì vicino.
“Beh, io almeno ricordo che giorno è oggi…”
Sara corrugò la fronte, sforzandosi di capire a cosa si riferiva. “Mhm, non ti seguo…” Disse infine.
“Giovedì ti dice niente?” Le chiese.
“Oddio, la nostra serata DVD!” Esclamò subito, passandosi una mano sulla fronte.
“Già, la nostra serata DVD.” Disse Michael, un po’ deluso che l’amica se ne fosse dimenticata.
“E’ impossibile che me ne sia dimenticata.” Disse scuotendo la testa scioccata, mentre qualcuno bussava alla porta della sua stanza. “Oh, aspetta due secondi, qualcuno bussa.” Disse alzandosi e andando ad aprire la porta.
“Fortuna ci sono io che me ne ricordo.” Sorrise Michael, una volta che Sara aprì la porta.
L’ultima persona che Sara si aspettava di vedersi di fronte in quel momento, era il suo migliore amico, Michael.
Trovò buffo che entrambi tenessero ancora il telefono all’orecchio, quando evidentemente non ce n’era più bisogno.
Sorrise nel notare gli occhi dell’amico sorridere insieme alle sue labbra. Aveva sempre avuto un debole per gli occhi di Michael, forse perché, sin da piccoli, quegli occhi avevano visto ogni minimo dettaglio della sua vita, ogni suo pregio e difetto. Quegli occhi sapevano chi lei era veramente.
Un po’ imbarazzata dal suo sguardo che non la mollava, abbassò gli occhi fino a notare quello che Michael reggeva in mano.
“Hey!” Gli sorrise finalmente, chiudendo il telefono e abbracciandolo. “Ti adoro, non so proprio come farei senza di te!” Continuò, mentre curiosava in una delle buste che Michael teneva in mano.
“Beh, ammettere che sono indispensabile è già un grande passo, Tancredi!” Disse divertito, chiudendosi la porta di camera di Sara alle spalle.
“Ed ecco che si monta la testa…” Sbuffò, fintamente annoiata dal comportamento dell’amico.
Michael si sedette sul letto di Sara, mentre lei sistemava le cose che lui aveva portato. Si guardò un po’ in giro, fino a notare la copertina del libro sul comodino.
“Libro impegnativo.” Disse rigirandolo tra le mani. “Vuoi che ti dica come finisce?” Alzò un sopracciglio, divertito nel notare la faccia di Sara. Lo conosceva troppo bene, sapeva che non l’avrebbe mai fatto.
“Non ne avresti mai il coraggio, Scofield.” Lo sfidò.
“Ah no?” Rispose, incuriosito dalla sfida appena lanciatagli.
“No, e sai perché?” Chiese, senza aspettare che Michael rispondesse. “Ami troppo quel libro per rovinarmelo.” Spiegò, appoggiando dei salatini su un mobile e portando le mani ai fianchi.
“Beh, ti sbagli.” Cercò di stare il più serio possibile, per non farle capire che in realtà lei c’aveva preso. Amava troppo quel libro, e in generale tutti i libri, per fare una cosa del genere. Ma la sfida era stata lanciata e non sia mai che Michael Scofield si tirasse indietro.
“Mi dispiace deluderti, Sara. Hai 5 secondi per ritirare quello che hai detto, altrimenti…” Disse, mentre guardava le lancette dell’orologio girare stancamente.
“Altrimenti cosa?” Chiese divertita.
“5.” Disse Michael seguendo con gli occhi la lancetta dei secondi.
“Oh, è una minaccia quindi?” Sorrise, facendo un passo verso la busta e le poche cose che c’erano dentro.
“4.” Continuò, alzando leggermente lo sguardo e incrociandolo con il suo.
“Con me non attacca, Scofield.” Scosse la testa divertita.
“3… tic-tac Sara.” Disse, scuotendo il polso dove indossava l’orologio.
“Scofield, non puoi mentire alla tua migliore amica.” Disse sicura di sé.
“2… Sei sicura di voler rischiare?” Chiese alzando entrambe le sopracciglia.
“Facciamo così, se ho ragione io, domani mi paghi la cena.” Una scommessa era proprio quello che ci voleva per rendere la sfida più interessante.
“1… E se invece non hai ragione?” Chiese incuriosito dalla sua idea.
“Beh, se hai il coraggio di dirmi il finale…” Si prese un momento per pensare, poi continuò. “Mi paghi il pranzo.” Sorrise, prima di vedere lo stesso sorriso sul viso di Michael.
“Oh beh, direi che in ogni caso quello che ci perde sono io.” Scherzò, mentre Sara gli faceva la lingua.
“Ricordati che ci si rende conto di quanto una cosa sia importante, solo dopo che la si perde.” Disse appoggiando la schiena sul muro e incrociando le braccia al petto.
“E tu ricorda che i luoghi comuni non portano da nessuna parte.” Rispose sorridendole, alzandosi dal letto e passandole vicino, prima di prendere qualcosa dallo zaino che si era portato dietro.
Sara sorrise e rimase a guardarlo, mentre, accovacciato, cercava qualcosa nello zaino che aveva lasciato ai piedi di una sedia.
Adorava gli scambi di battute che lei e Michael avevano e, per quanto si sforzasse, con nessun altro ragazzo riusciva a trovarsi così bene.
“L’assassino è il maggiordomo.” Sorrise rimettendosi in piedi, attento a nascondere bene dietro alla schiena quello che aveva appena tolto fuori dallo zaino, e girandosi velocemente verso di lei per guardarla in faccia.
“Si cena alle 9, Scofield.” Sorrise, alludendo alla cena che le doveva offrire per aver perso la scommessa.
Lo sguardo che Michael vedeva negli occhi di Sara era il tipico sguardo di una persona che era certa di quello che faceva. Nello stesso momento in cui Sara aveva lanciato la scommessa, sapeva che l’avrebbe vinta.
Cavolo, come poteva conoscerlo così bene?
“Direi che forse sei tu quella in debito.” Finalmente le mostrò quello che, finora, aveva tenuto nascosto dietro alla schiena. Sorrise nel vedere la bocca di Sara spalancarsi, non appena vide i cofanetti che teneva in mano.
“Oddio, le prime due stagioni di Prison Break!! Sono introvabili, come diavolo hai fatto?” Chiese facendo un balzo di fronte a lui, cercando di prendergli dalle mani i cofanetti, che lui riportò prontamente dietro alla schiena.
“Non così in fretta Sara.” La prese in giro, mentre lei cercava in ogni modo di strappargli i DVD dalle mani. “Penso che prima tu mi debba delle scuse.” Il sorriso divertito di Michael, si faceva sempre più vistoso.
“Ci sono tanti modi per ottenere quello che si vuole, Scofield.” Disse suonando quasi maliziosa.
Michael vide una strana luce nei suoi occhi, una luce che non aveva mai visto e in quello stesso istante, sentì uno strano nodo allo stomaco.
“Tutto bene?” Chiese Sara preoccupata dalla strana espressione nel viso di Michael.
“Si.” Disse portandosi una mano sullo stomaco. “O almeno credo. Forse ho mangiato troppi hamburger oggi.” Sorrise.
“Beh, per tua fortuna studio medicina.” Andò in cucina e aprì uno sportello di un mobile.
“Ah beh, se questa la chiamiamo fortuna.” Scherzò, seguendola in cucina.
“Oh, credimi Michael, sciogli questa bustina in un bicchiere d’acqua e ti sentirai decisamente meglio.” Lo sguardo di Sara ora era nuovamente quello di una persona che sapeva benissimo quello che stava facendo. Certo, era solo al secondo anno di università, ma non ci voleva una laurea per consigliare un digestivo ad un amico.
“Beh, se va male mi avrai sulla coscienza.” Scherzò osservando con quanta cura Sara versava dell’acqua in un bicchiere e poi ci scioglieva il contenuto della bustina dentro.
“Uno più, uno in meno non fa tanta differenza no?” Inclinò leggermente la testa, come faceva sempre quando faceva dell’auto ironia, dopodiché poggiò il bicchiere d’acqua sul tavolino di fronte a Michael.“Oh, Michael…” Disse avvicinandosi a lui, prima che l’amico potesse prendere il bicchiere in mano. “A proposito di prima…” Continuò lentamente, diminuendo sempre di più la distanza tra loro.
Ormai il nodo allo stomaco lo stava tormentando più di prima, e come se non bastasse, tutti i suoi sensi erano come impazziti.
Sentì che il tono di voce di Sara era strano, diverso da quello spensierato di sempre… Che diavolo le era successo, perché la sua voce gli sembrava tutt’un tratto così… Sexy?
E le sue labbra… Il modo sensuale in cui si muovevano e lasciavano che le parole uscissero dalla bocca.
E i suoi capelli… Perché diavolo sapevano così tanto di albicocca?
Improvvisamente sentì le mani di Sara sui suoi fianchi, impegnate a fargli il solletico, ma tutto quello che sentiva in quel momento era il suo profumo.
Senza che se ne accorgesse, le mani di Sara erano ora sui cofanetti di DVD che, fino a qualche secondo fa, teneva nascosti dietro alla sua schiena.
“Visto Michael, una donna ottiene sempre quello che vuole.” Sorrise, prima di sedersi sul suo letto e guardare ogni minimo dettaglio dei preziosi cofanetti che teneva in mano.
L’unica cosa che Michael riuscì a fare, fu annuire. Il suo corpo era ancora paralizzato per quella strana sensazione che aveva provato qualche istante prima.
Che diavolo gli prendeva, era già stato così vicino a Sara e aveva vissuto con lei momenti molto più imbarazzanti rispetto a questo. Ma allora, che cosa c’era di sbagliato in lui? Possibile che una semplice indigestione avesse tutti quegli strani effetti su di lui? Una cosa era certa, non avrebbe più mangiato così tanti hamburger nel giro di una sola giornata.
“Beh, che fai, non ti siedi?” Gli chiese, divertita nel notarlo ancora in piedi. Si alzò per mettere il primo CD nel lettore e poi si sedette nuovamente sul suo letto, la schiena poggiata allo schienale in legno.
Batté un paio di colpi sul materasso, nel punto dove Michael si sedeva di solito, ripetendo l’invito di qualche secondo prima.
Lui scosse leggermente la testa, sperando che lei non notasse in che stato si trovava e, dopo aver bevuto il bicchiere d’acqua con la medicina che le aveva preparato, si mosse lentamente verso il letto.
Si sedette di fianco a lei, cercando di stare attento a non sfiorarla. Sapeva che se continuava a comportarsi così, Sara avrebbe capito molto presto che c’era qualcosa che non andava.
Sentì i palmi delle mani sudare e più cercava di asciugarli sui jeans, più le mani sembravano bagnarsi rischiando di farle scoprire quanto fosse nervoso.
Cercò di concentrarsi sulla sigla di Prison Break, sperando di riuscire a pensare al suo telefilm preferito, piuttosto che all’episodio di qualche secondo prima.
Improvvisamente, Sara gli diede un’affettuosa cuscinata sul petto, prima di ridere e girarsi a guardarlo.
“Questo è per aver cercato di farmi credere che mi dicevi il finale del libro.” Disse, notando l’espressione confusa sul volto di Michael.
Sorrise, sperando che quel gesto lo aiutasse a liberare la mente e a convincersi che, presto o tardi, quello stupido malessere sarebbe passato e gli avrebbe fatto godere in pace quella serata con la sua amica.
Di una cosa era sicuro, il tutto sarebbe stato molto più semplice se il suo stomaco non si fosse improvvisamente ristretto quando Sara appoggiò dolcemente la testa sulla sua spalla.
Ho deciso di postare un'altra storia (eccheppalle, vero? :XD:) anke se non mi convince molto... ma vabeh...
Il titolo non è molto invitante -non quando si parla di MiSa- ma ricordate ki è che scrive la storia e la sua morbosità verso la coppia di Prison Break :laughing:
Cmq... Michael e Sara frequentano la stessa Università, si conoscono da sempre e sono migliori amici. La domanda è... durerà?? Beh, se siete curiosi e volete scoprirlo, allora... buona lettura! :D
Sara era stesa sul suo letto che leggeva un libro, le pagine leggermente illuminate dalla luce fioca che proveniva dalla sua abat-jour.
Adorava leggere e il corso di letteratura inglese che seguiva, le dava la scusa di rispolverare vecchi classici come “Orgoglio e pregiudizio”, “Il ritratto di Dorian Gray” e il libro che leggeva ora, “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde”.
Stava per leggere del primo incontro tra Hyde e Utterson, quando il suo cellulare prese a vibrare sul comodino di fianco a lei.
Sbuffò, un po’ indispettita dall’essere stata interrotta, ma una volta visto il nome sul display, un sorriso apparve sul suo viso. Era Michael, il suo migliore amico.
“Mike, sai che potrei ucciderti per avermi interrotto?” Disse aprendo il cellulare.
“Ciao anche a te, Sara.” Rispose Michael. Sara sentiva che le sue labbra si erano aperte in un sorriso in questo momento.
“Spero abbia un buon motivo per disturbarmi.” Scherzò.
“Oh, pensavo che il solo sentire la mia voce fosse abbastanza.” Disse Michael, facendo sorridere Sara. “Scherzi a parte, quei libri ti stanno facendo impazzire!”
“Beh, detto da uno che legge il triplo di me…” Disse rassegnandosi e prendendo il segnalibro che aveva lì vicino.
“Beh, io almeno ricordo che giorno è oggi…”
Sara corrugò la fronte, sforzandosi di capire a cosa si riferiva. “Mhm, non ti seguo…” Disse infine.
“Giovedì ti dice niente?” Le chiese.
“Oddio, la nostra serata DVD!” Esclamò subito, passandosi una mano sulla fronte.
“Già, la nostra serata DVD.” Disse Michael, un po’ deluso che l’amica se ne fosse dimenticata.
“E’ impossibile che me ne sia dimenticata.” Disse scuotendo la testa scioccata, mentre qualcuno bussava alla porta della sua stanza. “Oh, aspetta due secondi, qualcuno bussa.” Disse alzandosi e andando ad aprire la porta.
“Fortuna ci sono io che me ne ricordo.” Sorrise Michael, una volta che Sara aprì la porta.
L’ultima persona che Sara si aspettava di vedersi di fronte in quel momento, era il suo migliore amico, Michael.
Trovò buffo che entrambi tenessero ancora il telefono all’orecchio, quando evidentemente non ce n’era più bisogno.
Sorrise nel notare gli occhi dell’amico sorridere insieme alle sue labbra. Aveva sempre avuto un debole per gli occhi di Michael, forse perché, sin da piccoli, quegli occhi avevano visto ogni minimo dettaglio della sua vita, ogni suo pregio e difetto. Quegli occhi sapevano chi lei era veramente.
Un po’ imbarazzata dal suo sguardo che non la mollava, abbassò gli occhi fino a notare quello che Michael reggeva in mano.
“Hey!” Gli sorrise finalmente, chiudendo il telefono e abbracciandolo. “Ti adoro, non so proprio come farei senza di te!” Continuò, mentre curiosava in una delle buste che Michael teneva in mano.
“Beh, ammettere che sono indispensabile è già un grande passo, Tancredi!” Disse divertito, chiudendosi la porta di camera di Sara alle spalle.
“Ed ecco che si monta la testa…” Sbuffò, fintamente annoiata dal comportamento dell’amico.
Michael si sedette sul letto di Sara, mentre lei sistemava le cose che lui aveva portato. Si guardò un po’ in giro, fino a notare la copertina del libro sul comodino.
“Libro impegnativo.” Disse rigirandolo tra le mani. “Vuoi che ti dica come finisce?” Alzò un sopracciglio, divertito nel notare la faccia di Sara. Lo conosceva troppo bene, sapeva che non l’avrebbe mai fatto.
“Non ne avresti mai il coraggio, Scofield.” Lo sfidò.
“Ah no?” Rispose, incuriosito dalla sfida appena lanciatagli.
“No, e sai perché?” Chiese, senza aspettare che Michael rispondesse. “Ami troppo quel libro per rovinarmelo.” Spiegò, appoggiando dei salatini su un mobile e portando le mani ai fianchi.
“Beh, ti sbagli.” Cercò di stare il più serio possibile, per non farle capire che in realtà lei c’aveva preso. Amava troppo quel libro, e in generale tutti i libri, per fare una cosa del genere. Ma la sfida era stata lanciata e non sia mai che Michael Scofield si tirasse indietro.
“Mi dispiace deluderti, Sara. Hai 5 secondi per ritirare quello che hai detto, altrimenti…” Disse, mentre guardava le lancette dell’orologio girare stancamente.
“Altrimenti cosa?” Chiese divertita.
“5.” Disse Michael seguendo con gli occhi la lancetta dei secondi.
“Oh, è una minaccia quindi?” Sorrise, facendo un passo verso la busta e le poche cose che c’erano dentro.
“4.” Continuò, alzando leggermente lo sguardo e incrociandolo con il suo.
“Con me non attacca, Scofield.” Scosse la testa divertita.
“3… tic-tac Sara.” Disse, scuotendo il polso dove indossava l’orologio.
“Scofield, non puoi mentire alla tua migliore amica.” Disse sicura di sé.
“2… Sei sicura di voler rischiare?” Chiese alzando entrambe le sopracciglia.
“Facciamo così, se ho ragione io, domani mi paghi la cena.” Una scommessa era proprio quello che ci voleva per rendere la sfida più interessante.
“1… E se invece non hai ragione?” Chiese incuriosito dalla sua idea.
“Beh, se hai il coraggio di dirmi il finale…” Si prese un momento per pensare, poi continuò. “Mi paghi il pranzo.” Sorrise, prima di vedere lo stesso sorriso sul viso di Michael.
“Oh beh, direi che in ogni caso quello che ci perde sono io.” Scherzò, mentre Sara gli faceva la lingua.
“Ricordati che ci si rende conto di quanto una cosa sia importante, solo dopo che la si perde.” Disse appoggiando la schiena sul muro e incrociando le braccia al petto.
“E tu ricorda che i luoghi comuni non portano da nessuna parte.” Rispose sorridendole, alzandosi dal letto e passandole vicino, prima di prendere qualcosa dallo zaino che si era portato dietro.
Sara sorrise e rimase a guardarlo, mentre, accovacciato, cercava qualcosa nello zaino che aveva lasciato ai piedi di una sedia.
Adorava gli scambi di battute che lei e Michael avevano e, per quanto si sforzasse, con nessun altro ragazzo riusciva a trovarsi così bene.
“L’assassino è il maggiordomo.” Sorrise rimettendosi in piedi, attento a nascondere bene dietro alla schiena quello che aveva appena tolto fuori dallo zaino, e girandosi velocemente verso di lei per guardarla in faccia.
“Si cena alle 9, Scofield.” Sorrise, alludendo alla cena che le doveva offrire per aver perso la scommessa.
Lo sguardo che Michael vedeva negli occhi di Sara era il tipico sguardo di una persona che era certa di quello che faceva. Nello stesso momento in cui Sara aveva lanciato la scommessa, sapeva che l’avrebbe vinta.
Cavolo, come poteva conoscerlo così bene?
“Direi che forse sei tu quella in debito.” Finalmente le mostrò quello che, finora, aveva tenuto nascosto dietro alla schiena. Sorrise nel vedere la bocca di Sara spalancarsi, non appena vide i cofanetti che teneva in mano.
“Oddio, le prime due stagioni di Prison Break!! Sono introvabili, come diavolo hai fatto?” Chiese facendo un balzo di fronte a lui, cercando di prendergli dalle mani i cofanetti, che lui riportò prontamente dietro alla schiena.
“Non così in fretta Sara.” La prese in giro, mentre lei cercava in ogni modo di strappargli i DVD dalle mani. “Penso che prima tu mi debba delle scuse.” Il sorriso divertito di Michael, si faceva sempre più vistoso.
“Ci sono tanti modi per ottenere quello che si vuole, Scofield.” Disse suonando quasi maliziosa.
Michael vide una strana luce nei suoi occhi, una luce che non aveva mai visto e in quello stesso istante, sentì uno strano nodo allo stomaco.
“Tutto bene?” Chiese Sara preoccupata dalla strana espressione nel viso di Michael.
“Si.” Disse portandosi una mano sullo stomaco. “O almeno credo. Forse ho mangiato troppi hamburger oggi.” Sorrise.
“Beh, per tua fortuna studio medicina.” Andò in cucina e aprì uno sportello di un mobile.
“Ah beh, se questa la chiamiamo fortuna.” Scherzò, seguendola in cucina.
“Oh, credimi Michael, sciogli questa bustina in un bicchiere d’acqua e ti sentirai decisamente meglio.” Lo sguardo di Sara ora era nuovamente quello di una persona che sapeva benissimo quello che stava facendo. Certo, era solo al secondo anno di università, ma non ci voleva una laurea per consigliare un digestivo ad un amico.
“Beh, se va male mi avrai sulla coscienza.” Scherzò osservando con quanta cura Sara versava dell’acqua in un bicchiere e poi ci scioglieva il contenuto della bustina dentro.
“Uno più, uno in meno non fa tanta differenza no?” Inclinò leggermente la testa, come faceva sempre quando faceva dell’auto ironia, dopodiché poggiò il bicchiere d’acqua sul tavolino di fronte a Michael.“Oh, Michael…” Disse avvicinandosi a lui, prima che l’amico potesse prendere il bicchiere in mano. “A proposito di prima…” Continuò lentamente, diminuendo sempre di più la distanza tra loro.
Ormai il nodo allo stomaco lo stava tormentando più di prima, e come se non bastasse, tutti i suoi sensi erano come impazziti.
Sentì che il tono di voce di Sara era strano, diverso da quello spensierato di sempre… Che diavolo le era successo, perché la sua voce gli sembrava tutt’un tratto così… Sexy?
E le sue labbra… Il modo sensuale in cui si muovevano e lasciavano che le parole uscissero dalla bocca.
E i suoi capelli… Perché diavolo sapevano così tanto di albicocca?
Improvvisamente sentì le mani di Sara sui suoi fianchi, impegnate a fargli il solletico, ma tutto quello che sentiva in quel momento era il suo profumo.
Senza che se ne accorgesse, le mani di Sara erano ora sui cofanetti di DVD che, fino a qualche secondo fa, teneva nascosti dietro alla sua schiena.
“Visto Michael, una donna ottiene sempre quello che vuole.” Sorrise, prima di sedersi sul suo letto e guardare ogni minimo dettaglio dei preziosi cofanetti che teneva in mano.
L’unica cosa che Michael riuscì a fare, fu annuire. Il suo corpo era ancora paralizzato per quella strana sensazione che aveva provato qualche istante prima.
Che diavolo gli prendeva, era già stato così vicino a Sara e aveva vissuto con lei momenti molto più imbarazzanti rispetto a questo. Ma allora, che cosa c’era di sbagliato in lui? Possibile che una semplice indigestione avesse tutti quegli strani effetti su di lui? Una cosa era certa, non avrebbe più mangiato così tanti hamburger nel giro di una sola giornata.
“Beh, che fai, non ti siedi?” Gli chiese, divertita nel notarlo ancora in piedi. Si alzò per mettere il primo CD nel lettore e poi si sedette nuovamente sul suo letto, la schiena poggiata allo schienale in legno.
Batté un paio di colpi sul materasso, nel punto dove Michael si sedeva di solito, ripetendo l’invito di qualche secondo prima.
Lui scosse leggermente la testa, sperando che lei non notasse in che stato si trovava e, dopo aver bevuto il bicchiere d’acqua con la medicina che le aveva preparato, si mosse lentamente verso il letto.
Si sedette di fianco a lei, cercando di stare attento a non sfiorarla. Sapeva che se continuava a comportarsi così, Sara avrebbe capito molto presto che c’era qualcosa che non andava.
Sentì i palmi delle mani sudare e più cercava di asciugarli sui jeans, più le mani sembravano bagnarsi rischiando di farle scoprire quanto fosse nervoso.
Cercò di concentrarsi sulla sigla di Prison Break, sperando di riuscire a pensare al suo telefilm preferito, piuttosto che all’episodio di qualche secondo prima.
Improvvisamente, Sara gli diede un’affettuosa cuscinata sul petto, prima di ridere e girarsi a guardarlo.
“Questo è per aver cercato di farmi credere che mi dicevi il finale del libro.” Disse, notando l’espressione confusa sul volto di Michael.
Sorrise, sperando che quel gesto lo aiutasse a liberare la mente e a convincersi che, presto o tardi, quello stupido malessere sarebbe passato e gli avrebbe fatto godere in pace quella serata con la sua amica.
Di una cosa era sicuro, il tutto sarebbe stato molto più semplice se il suo stomaco non si fosse improvvisamente ristretto quando Sara appoggiò dolcemente la testa sulla sua spalla.