PDA

Visualizza Versione Completa : My fan-fiction



mrs brody
01-08-2008, 22:54
'giorno ragazze :ninja:
Questi sono due "capitoli" se così si possono chiamare, di una storia che ho in mente da quando avevo 10 anni...
Spero davvero che vi piaccia.
Alcune così verranno scoperte man mano...
Fatemi sapere!
Baci

I CAPITOLO

“Perché l’hai fatto?” riuscii a sussurrare tra le lacrime.
“Evelyne” mi chiama Rafe chinando il capo.
“Dimmi perché l’hai fatto! Devi dirmi il perché” ora sto urlando. “Devi dirmi per quale stupida e infantile ragione hai deciso di partire volontario per un guerra senza senso. Vuoi suicidarti Rafe?”. Vorrei smettere di piangere. Vorrei calmarmi e abbracciarlo. Vorrei passare questi pochi giorni che ci rimangono insieme nel miglior modo possibile, ma non posso. Non ci riesco. Non capita tutti i giorni che il tuo fidanzato ti comunichi una notizia del genere: parte volontario con una squadriglia americana. In Iraq. E parte fra due giorni. Due giorni. Non ci credo.
“Evelyne ora basta” Rafe cerca di prendermi la mano.
“Basta?! Basta?!” dico scostandomi brutalmente da lui. “Certo, TU parti per l’Iraq ed io dovrei stare zitta. Perché? Volevi lasciarmi? Non potevi semplicemente dirmelo invece di andare in guerra?” le lacrime che mi bagnano il viso.
“Vieni qui” Rafe mi si avvicina e mi cinge la vita con le sue calde braccia.
“No, no, lasciami” dico con la voce rotta dal pianto mentre cerco di allontanarmi da lui.
“Shh… Shh” mi sussurra all’orecchio. Comincia ad accarezzarmi la testa con la mano e mi stringe. Mi stringe sempre più forte. Quasi non riesco a respirare. Ma in fondo non sarebbe una cosa così brutta, smettere di respirare. Cosa sono io senza di lui? Che cos’è il giorno senza il sole e la notte senza la luna?
“Ti amo Evelyne. Ti amo così tanto” mi prende il viso tra le mani e mi bacia la fronte. Ha gli occhi lucidi. Quei suoi stupendi occhi verdi che mi procurano un tuffo allo stomaco ogni qual volta i nostri guardi s’incontrano, ora sono pieni di tristezza. Ma è colpa sua. Perché l’ha fatto?
“Tu sei la mia vita” continua. “Dal primo momento in cui ti ho vista ho capito che noi due saremmo stati insieme per sempre. Può sembrare una frase di circostanza, ma non lo è. Mi sono sentito in quel modo quanto il 9 Settembre di quattro anni fa ci siamo incontrati. Ti ho vista e d’allora ogni cosa è cambiata. Il cielo era più blu, la scuola non era una tortura e l’aria era più leggera. Non voglio dire che non ci sono stati momenti difficili nella nostra storia, perché ci sono stati… ma niente e nessuno è riuscito a dividerci. Ogni difficoltà superata, ogni problema risolto, era una conferma della grandezza del nostro amore. E ora, ora che la vita ci ha posto di fronte questa montagna apparentemente insormontabile, dobbiamo essere forti e superarla. Hai capito Ev?” piange. È la seconda volta che vedo piangere Rafe. La prima è stata al funerale del padre. Gli asciugo la timida lacrima che gli percorre la guancia e lui mi bacia. Mi attira a sé con ferocia. È un bacio animale. Un bacio pieno di rabbia e di amore allo stesso tempo. Un bacio a cui entrambi ci aggrappiamo con forza. Quasi come fosse il nostro salvagente in questo furioso torrente quale la vita è. Quando le nostre labbra si separano vorrei incontrarle ancora, ma non posso. Sento che è il momento di dire qualcosa.
“Rafe” non riesco a guardarlo negli occhi ma lui mi alza il mento con la sua mano e per qualche attimo mi perdo nel verde dei suoi occhi. Basta lacrime. Basta a piangere. Devo essere forte. Devo esserlo per entrambi.
“Perdonami”
“E per cosa?” mi chiede stupito.
“Per aver pianto, per aver urlato…”
“Stai scherzando” l’ombra di un sorriso gli compare in viso. “Amore ti ho detto che partivo per l’Iraq, non che andato un weekend a Las Vegas”. Sorriso anch’io.
“Comunque io… io devo essere forte. Cercherò di esserlo, perché ti amo così tanto. E non forse questo l’amore? Stare vicini al tuo compagno nel bene e nel male, nella buona…”
“…e cattiva sorte” continua Rafe.
È troppo. Non riesco più a sostenere il peso del suo guardo e così poso la testa nell’incavo del suo collo e sento di nuovo le sue mani sulla mia vita. Non so per quanto tempo siamo rimasti così: legati l’uno all’altra senza dire niente. Ma nonostante non ci parlassimo sapevo con certezza a cosa stesse pensando. Quelle mie ultime parole avevano portata a galla tanti ricordi. Ricordi amari.
Il matrimonio. Il matrimonio è l’avvenimento che corona l’amore di due persone, non è così? Anche noi lo pensavamo. Ricordo tutto come se fosse ieri.
La spiaggia al tramonto. Le rose sparse sulla sabbia a formare un cuore con le nostre iniziali. Lo champagne. Il caldo vento estivo che scompigliava i suoi bei riccioli scuri. La sensazione della sabbia tra i piedi. Rafe che mi prende la mano e s’inginocchia. Io che quasi non respiravo per paura che tutto fosse un sogno, un sogno dal quale non volevo svegliarmi per nulla al mondo.
“Evelyne c’è una domanda che proprio devo farti” sorride come non l’ho mai visto prima. “E’ una cosa che volevo chiederti da tempo e devo confessare che ci rimarrei parecchio male se rifiutassi questa mia piccola proposta” rido, e lui con me. Con la mano libera estrae qualcosa dalla tasca del pantalone. È l’anello più bello che io abbia mai visto: un diamante di media grandezza brilla sprigionando spirali di luce, e illuminando il mio viso. Era proprio come l’avevo sempre sognato: qualcosa di semplice ma prezioso allo stesso tempo. Semplice e prezioso come il nostro amore. “Evelyne Linsdey Strauss, mi vuoi sposare?” i suoi occhi dentro i miei. “Si! Si! Si! Certo che lo voglio!” dico piangendo di felicità”Ricordo e sue mani che tremano mentre mi mette l’anello, il quale si posa sul mio dito senza alcuna difficoltà, quasi come se quello fosse sempre stato il suo posto. Rafe che ride. Mi prende tra le braccia, mi fa fare qualche giro sollevandomi da terra e poi mi bacia con un furore nuovo e travolgente.
“Adesso è per sempre” mi dice.
“Sempre e per sempre” replico baciandolo ancora.Poi quel suono. Quella stupida suoneria della Nokia.
“Non rispondere” gli sussurro all’orecchio.
“No, non rispondo”
Dopo qualche secondo il rumore cessa e Rafe mi adagia al suolo. Sento la sabbia tra i capelli e la sua mano sotto il mio vestito che in meno di un secondo mi slaccia il reggiseno.
Ma poi rieccolo. “Drin drin”.
“Rafe…” la sua bocca che mi bacia il collo. “Rafe forse dovresti rispondere. Potrebbe essere qualcosa d’importante”
“Non posso neanche stare con la mia futura moglie senza essere disturbato” mi dice sorridendo mentre si alza. Io mi metto in ginocchio e riallaccio il reggiseno. Rafe guarda lo schermo del cellulare. “E’ mia madre, faccio presto. Tu non ti muovere di lì. Abbiamo un qualcosa in sospeso” e mi guarda con aria maliziosa.
“Mamma?” mi lancia un bacio con la mano mentre risponde alla chiamata.
“Mamma? Ma dove sei?” inarca il sopracciglio.
“Mamma non ti sento. Cos’è successo? Perché piangi? Stai tranquilla”.
Non riesco a capire ciò che dice Elizabeth, la madre di Rafe, ma l’espressione del figlio è sufficiente.
Ricordo il suono del cellulare che casca sulla sabbia. Io che mi alzo e mettendogli una mano tra i capelli gli chiedo spaventata “Cosa? Rafe… parlami, ti prego”.
I suoi occhi spalancati. La bocca aperta.
Si lascia cadere sulla sabbia.
“Mio padre…” sento un groppo salirmi in gola “Lui è… Lui è… morto”.

II CAPITOLO


“Evelyne? Amore mi ascolti?”
Ero così persa nel ricordo di quel passato neanche troppo lontano che non mi sono accorta che Rafe mi stava parlando.
“Si, scusa” dico sollevando la testa dal suo collo.
“Tutto okay?” mi chiede preoccupato.
Faccio cenno di sì con la testa.
Mi prende per mano e mi fa sedere in braccio a lui sul divano di casa nostra. Appoggio la testa contro il suo petto e lui comincia a giocare con i miei capelli.
“Cosa stavi dicendo prima?” gli chiedo.
“Prima che cadessi in una specie di trance?” scherza.
“Si” gli dico sorridendo.
“Niente di che” dice arrotolandosi una ciocca dei miei capelli sul dito.
“Okay” chiudo gli occhi e mi faccio cullare dal ritmico suono del suo respiro.
Sono stanca. Nonostante sia ancora pomeriggio, sento il bisogno di riposare. Il peso della rivelazione di Rafe però è come una pietra sul petto che mi schiaccia e non mi lascia pensare o fare altro.
“Ev?” apro gli occhi.
“Si?”
“Io dovrei…”
“Cosa?”
“Dovrei preparare le valigie”.
Tutto d’un tratto mi irrigidisco. Lui se ne accorge e mi bacia la fronte.
“Certo, allora…”
Vengo interrotta dal suono del telefono. Le note di “What a wonderful world” riempiono la casa. Il cordless è lontano dal divano e quindi siamo costretti ad alzarci. Rafe è più svelto di me e lo raggiunge immediatamente. Dopo quella sera in spiaggia risponde dopo neanche due squilli.
“Pronto?” vedo la bocca di Rafe lasciarsi andare in un sorriso.
“Certo, te la passo subito” mi si avvicina “E’ l’altro uomo della tua vita” mi accarezza velocemente la guancia e poi scompare in camera da letto.
Prendo il telefono felice di sentire la voce Justin, mio fratello gemello.
“Hey avventuriero”
“Ciao gemella! Indovina dove sono?”
“Fammi pensare” dico sedendomi sul divano dove c’è ancora una rientranza in corrispondenza al punto in cui prima eravamo seduti io e Rafe “a Washington a cenare con Bush?”
“Ma no schiocchina! Quello era ieri”
Rido e sento anche lui sghignazzare.
“Sono di fronte al Colosseo”
“Sul serio?”
“Si. Evelyne è una cosa pazzesca” dice emozionato.
“Immagino” appoggio la testa sulla spalliera del divano e sento Rafe tirare giù la valigia dall’armadio. Sospiro.
“Pronto? Terra chiama Evelyne. Evelyne risponde?”
“Si, scusa”
“Figurati! Tanto pago io no?” è incredibile come mio fratello riesca sempre a strapparmi un sorriso.
“A proposito di soldi” mi immagino Rafe che toglie le sue camicie dall’armadio “mamma vuole sapere se ne hai a sufficienza”
“Si si, dille di non preoccuparsi”
“Non credi che dovresti chiamarla?”
“Stasera lo farò”
“Prometti?”
“Prometto”
“Bravo. Ci manchi, lo sai vero?”
“Si, lo so. Mi mancate anche voi”
“Quando hai intenzione di tornare?”
Justin è in Europa. Si è laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti ma non aveva fretta di entrare nel mondo del lavoro e così si è concesso un viaggio di ben tre mesi. Solo che poi quei tre mesi sono diventati quattro e comincio a pensare che non tornerà tanto presto.
“Non lo so Evelyne. E’ che il mondo è così grande. Insomma, ci sono tantissime cose da fare e da vedere e non mi va di passare la maggior parte della mia vita rinchiuso in un ufficio” sospiro ancora.
“Ora divertiti pure, ma prima o poi dovrai tornare”
“E’ una minaccia?”
“Più o meno” scherzo io.
“Ora a basta a parlare di me. Tu come stai?”
“Come sto? Sono distrutta. Il mio fidanzato sta per partire per l’Iraq e non lo vedrò più per chissà quanto tempo” vorrei dirgli. Ma poi penso che non è il modo più carino per comunicargli La notizia.
“C’è una cosa che devo dirti. Rafe…Lui deve…” vorrei continuare la frase ma proprio non posso. Comunicare a Justin ciò che sta per accadere è come ammettere che tutto questo non è un brutto incubo ma bensì la cruda e dura realtà.
“Lo so”
Lo sa? Per un momento credo di non aver capito bene.
“Lo sai?”
“Si, lo so”
Come fa a saperlo?
“Come…? Tu…” sento la voce mancarmi.
“Siamo andati insieme a spedire la domanda di adesione all’esercito”
Mi alzo di scatto dal divano.
Non è possibile. Erano insieme! Erano insieme e lui non ha cercato di farlo ragionare.
Vorrei urlargli contro ma poi mi ricordo che Rafe è in camera da letto e può sentirmi. Così corro sul balcone e chiudo il vetro dietro di me.
La pungente aria di Novembre mi avvolge ma io non ho freddo. Ormai non sento più niente.
“Quando è successo?”
“Due mesi fa”. Due mesi! Due mesi sembrano un’eternità confronto a due giorni.
“Justin perché non me l’hai detto prima? Avrei avuto più tempo per abituarmi all’idea” appoggio la mano libera sulla ringhiera del balcone e guardo dei bambini in uniforme che escono da scuola.
“Ev non era niente di sicuro. Potevano prenderlo così come potevano respingerlo”
“E invece l’hanno preso” dico con amarezza nella voce.
“Già”
L’istinto di coprirlo di insulti per non aver provato a fermarlo è svanito. Ora mi sento solo svuotata. Sola.
“Voglio che tu sappia che ho provato a dissuaderlo ma era molto determinato. E tu sai che quando Rafe si mette in testa una cosa è impossibile fargli cambiare idea”
“Si, hai ragione” i bambini in uniforme stanno ridendo. Beati loro.
“Evelyne, vorrei continuare a parlarti ma il cellulare si sta scaricando”
“Ok” una bambina ha tirato i capelli al bellone del gruppo e ora si stanno rincorrendo.
“Ti chiamo appena posso. Sii forte sorellina. Ti voglio bene”
“Anche io te ne voglio” il bellone l’ha raggiunta e le tira i capelli raccolti in due lunghe trecce bionde.
Tolgo il telefono dall’orecchio e rimango a fissare i bambini per un altro po’.
Mi piacerebbe averne due un giorno… Chissà quando verrà però quel giorno.
Ieri mi sembrava di avere tutta la vita davanti, di poter fare qualsiasi cosa senza alcuna fretta. Ma oggi, oggi non riesco a pensare a cosa sarà della mia vita dopo questi due giorni.
Chino il capo e lo sguardo mi cade sull’orologio: sono già le sette.
Tutto d’un tratto realizzo che mi restano ancora due giorni e cinque ore da trascorrere con Rafe e che non posso sprecarle in questa maniera.
Deve andare da lui. Devo stargli accanto.
Così rientro in casa e solo allora mi rendo conto di quando freddo doveva aver fatto fuori. Mi guardo le mani e mi accorgo che sono rosse e intorpidite. Le appoggio per qualche secondo al calorifero e quando il rossore scompare raggiungo la camera da letto.
Sto per entrare ma poi mi blocco. Rimango sulla porta. Vedere la valigia rossa che abbiamo comprato l’anno scorso per andare alle Hawaii unicamente piena di vestiti di Rafe mi fa venire il magone. Ma deglutisco e alzo la schiena. Devo essere forte. Devo essere forte.
Mi schiarisco la voce. Rafe era intento nel piegare la camicia blu con i profili bianchi che gli ha regalato sua sorella per il compleanno ma quando mi sente alza la testa e sorride.
“Ti va di aiutarmi?”
Annuisco ed entro.

~Vali.
02-08-2008, 16:12
Molto bella!! :lko:
Brava! :hug:

Ele ● BL
02-08-2008, 19:27
ale ma è bellissima questa storia S_S) continua a scrivere miraccomando :wub: mi sono appassionata :lko:
bravissima :kiss:

~.silvietta.
05-08-2008, 22:17
Sorellì è stupenda :lko:
Sei veramente brava :blush: Mi piace, continua mi raccomando :D:wub:

Ele ● BL
11-11-2008, 11:13
ale ma nn scrivi più qua? :lko: a me piaceva tantissimo S_S)

jenny--89
08-10-2009, 11:53
cmq è daverooo bello l'inizio di qst storiaaaaaaaaaa