Principe Marco
25-11-2005, 10:41
Credo che chi abbia provato la saga di Battlefield, ne rimarrà sconvolto!
E' spettacolare, incredibile, veritiero!
DA PROVARE!
Schiacciapatate, correte…
Assolutamente d’impatto il comparto sonoro, coinvolgente, trascinante, a tratti regala momenti di pura esaltazione, specie per il parlato, squisitamente doppiato in Italiano, vario e pieno di espressioni colorite, dalle urla dei tedeschi, alle colorite definizioni che gli alleati danno a questi ultimi. Tra lunghe discussioni tra le fila amiche e linguaggio colorito da entrambe le parti è possibile divertirsi ed apprendere dei veri tormentoni difficili da scordare. Spettacolo puro anche per quel che concerne gli effetti sonori, che riproducono in maniera fedele la confusione della guerra, con esplosioni fischi di proiettili, bombardamenti e contraerea.
Gameplay solido e robusto
Se fosse soltanto una memorabile esperienza audiovisiva ci sarebbe da lamentarsi, tuttavia anche l’aspetto giocabilità risponde con vigore e decisione all’appello, per elargire coinvolgimento e interesse a fiumi. Una volta poste le mani su tastiera e mouse difficilmente sarà possibile staccarle prima del completamento del gioco, tale è l’immersione completa garantita. Il sistema di controllo, la gestione del mirino e le sensazioni in battaglia ricordano da vicino quel gran capolavoro del primo Call Of Duty, amplificandone e moltiplicandone però la frenesia in maniera esponenziale. Sono innanzitutto l’enorme quantità di nemici e l’IA che li muove a fare la parte del leone. Non si tratta però di marmaglie scapestrate e orde nemiche senza capo ne coda come in Serious Sam, i tedeschi sono organizzati e non si muovono spinti dal furore o dalla follia, ma mostrano una certa arguzia in battaglia e reagiscono dinamicamente all’andamento degli scontri. Raramente si lanciano all’assalto, e quando lo fanno si preoccupano quasi sempre di guadagnare una posizione favorevole, coperta ma al tempo stesso intelligente per tenerci sotto scacco. Inoltre organizzano aggiramenti, pressano quando in superiorità numerica e ripiegano quando incalzati. Dall’altra parte anche gli alleati e i compagni dimostrano di non essere degli sprovveduti, sviluppando tattiche convincenti e mostrandosi furbi e intelligenti. L’arsenale a disposizione è vasto e ben equilibrato, e annovera tra le sue fila pistole, fucili, sniper rifle e mitragliatori, oltre che diversi tipi di granate, da quelle tedesche ai classici ananas degli alleati, sino alle preziose granate fumogene. La gestione, e soprattutto il corretto uso degli esplosivi in dotazione è fondamentale e ricopre un ruolo determinante per il buon andamento degli scontri. In primo luogo è importante sapersi districare nel fitto lancio di granate avversario, aiutandosi con il prezioso indicatore che avvisa quando il giocatore si trova nel raggio di azione di una di queste, e quindi saperle utilizzare per i compiti più disparati. A spezzare l’azione sono inoltre presenti sezioni nelle quali si gestiscono postazioni fisse, dalle mitragliatrici MG ai cannoni di artiglieria, sino alle postazioni di contraerea e infine, proprio come per il predecessore, sono presenti dei livelli nei quali ci ritroveremo a bordo dei carri armati, nello specifico a bordo dei carri inglesi contro le truppe di Rommel in Libia.
Hasta la vista, baby
Il gioco perfetto è un miraggio, non più di un’idea nell’ accezione più elevata e spirituale del termine, così anche quello che ha tutta l’aria di essere uno dei contendenti alla palma di miglior fps sul mercato, nonché, proprio come il suo altisonante parente, a quella di miglior gioco pc dell’anno, mostra un difetto più rumoroso di un elefante in una cristalleria. Non si tratta di un bug non risolto o di una lacuna, ma di una scelta del team di sviluppo che spiega l’assoluta assenza sullo schermo, di un indicatore o di una barra energetica, ne di medipack o unità mediche, come nella quasi totalità degli altri sparatutto in prima persona. Il sistema di gestione dei danni è stato sviluppato in maniera del tutto originale e particolare. Abbandonata ogni velleità tattica, il protagonista può lanciarsi negli scontri con la temerarietà di un terminator, dato che anche dopo una scarica di proiettili gli basta uscire dalla confusione, dalla bagarre, e nascondersi dietro ad un riparo per qualche secondo per ritornare perfettamente in sesto e rituffarsi nuovamente nello scontro come se nulla fosse successo. La carenza di proiettili alla criptonite negli arsenali nemici completa l’opera dando al protagonista (o meglio ai protagonisti) una semi-invincibilità che farà sicuramente storcere il naso a tutti i puristi della tattica, abituati masticare i vari Rainbow Six, Brothers in Arms, e SWAT. Tuttavia si tratta solo di una invulnerabilità apparente, e grazie soprattutto all’enorme quantità di nemici all’intelligenza artificiale che muove questi ultimi e alle ripetute grandinate di granate il personaggio comandato andrà spesse volte a gambe all’aria.
E' spettacolare, incredibile, veritiero!
DA PROVARE!
Schiacciapatate, correte…
Assolutamente d’impatto il comparto sonoro, coinvolgente, trascinante, a tratti regala momenti di pura esaltazione, specie per il parlato, squisitamente doppiato in Italiano, vario e pieno di espressioni colorite, dalle urla dei tedeschi, alle colorite definizioni che gli alleati danno a questi ultimi. Tra lunghe discussioni tra le fila amiche e linguaggio colorito da entrambe le parti è possibile divertirsi ed apprendere dei veri tormentoni difficili da scordare. Spettacolo puro anche per quel che concerne gli effetti sonori, che riproducono in maniera fedele la confusione della guerra, con esplosioni fischi di proiettili, bombardamenti e contraerea.
Gameplay solido e robusto
Se fosse soltanto una memorabile esperienza audiovisiva ci sarebbe da lamentarsi, tuttavia anche l’aspetto giocabilità risponde con vigore e decisione all’appello, per elargire coinvolgimento e interesse a fiumi. Una volta poste le mani su tastiera e mouse difficilmente sarà possibile staccarle prima del completamento del gioco, tale è l’immersione completa garantita. Il sistema di controllo, la gestione del mirino e le sensazioni in battaglia ricordano da vicino quel gran capolavoro del primo Call Of Duty, amplificandone e moltiplicandone però la frenesia in maniera esponenziale. Sono innanzitutto l’enorme quantità di nemici e l’IA che li muove a fare la parte del leone. Non si tratta però di marmaglie scapestrate e orde nemiche senza capo ne coda come in Serious Sam, i tedeschi sono organizzati e non si muovono spinti dal furore o dalla follia, ma mostrano una certa arguzia in battaglia e reagiscono dinamicamente all’andamento degli scontri. Raramente si lanciano all’assalto, e quando lo fanno si preoccupano quasi sempre di guadagnare una posizione favorevole, coperta ma al tempo stesso intelligente per tenerci sotto scacco. Inoltre organizzano aggiramenti, pressano quando in superiorità numerica e ripiegano quando incalzati. Dall’altra parte anche gli alleati e i compagni dimostrano di non essere degli sprovveduti, sviluppando tattiche convincenti e mostrandosi furbi e intelligenti. L’arsenale a disposizione è vasto e ben equilibrato, e annovera tra le sue fila pistole, fucili, sniper rifle e mitragliatori, oltre che diversi tipi di granate, da quelle tedesche ai classici ananas degli alleati, sino alle preziose granate fumogene. La gestione, e soprattutto il corretto uso degli esplosivi in dotazione è fondamentale e ricopre un ruolo determinante per il buon andamento degli scontri. In primo luogo è importante sapersi districare nel fitto lancio di granate avversario, aiutandosi con il prezioso indicatore che avvisa quando il giocatore si trova nel raggio di azione di una di queste, e quindi saperle utilizzare per i compiti più disparati. A spezzare l’azione sono inoltre presenti sezioni nelle quali si gestiscono postazioni fisse, dalle mitragliatrici MG ai cannoni di artiglieria, sino alle postazioni di contraerea e infine, proprio come per il predecessore, sono presenti dei livelli nei quali ci ritroveremo a bordo dei carri armati, nello specifico a bordo dei carri inglesi contro le truppe di Rommel in Libia.
Hasta la vista, baby
Il gioco perfetto è un miraggio, non più di un’idea nell’ accezione più elevata e spirituale del termine, così anche quello che ha tutta l’aria di essere uno dei contendenti alla palma di miglior fps sul mercato, nonché, proprio come il suo altisonante parente, a quella di miglior gioco pc dell’anno, mostra un difetto più rumoroso di un elefante in una cristalleria. Non si tratta di un bug non risolto o di una lacuna, ma di una scelta del team di sviluppo che spiega l’assoluta assenza sullo schermo, di un indicatore o di una barra energetica, ne di medipack o unità mediche, come nella quasi totalità degli altri sparatutto in prima persona. Il sistema di gestione dei danni è stato sviluppato in maniera del tutto originale e particolare. Abbandonata ogni velleità tattica, il protagonista può lanciarsi negli scontri con la temerarietà di un terminator, dato che anche dopo una scarica di proiettili gli basta uscire dalla confusione, dalla bagarre, e nascondersi dietro ad un riparo per qualche secondo per ritornare perfettamente in sesto e rituffarsi nuovamente nello scontro come se nulla fosse successo. La carenza di proiettili alla criptonite negli arsenali nemici completa l’opera dando al protagonista (o meglio ai protagonisti) una semi-invincibilità che farà sicuramente storcere il naso a tutti i puristi della tattica, abituati masticare i vari Rainbow Six, Brothers in Arms, e SWAT. Tuttavia si tratta solo di una invulnerabilità apparente, e grazie soprattutto all’enorme quantità di nemici all’intelligenza artificiale che muove questi ultimi e alle ripetute grandinate di granate il personaggio comandato andrà spesse volte a gambe all’aria.